Covid. Arrivano in Toscana i primi anticorpi monoclonali

Covid. Arrivano in Toscana i primi anticorpi monoclonali

Covid. Arrivano in Toscana i primi anticorpi monoclonali
Attreverso una apposita scheda di pre-arruolamento, predisposta dalla Regione sulla base delle indicazioni Aifa, i pazienti con una malattia lieve o moderata, ma ad alto rischio di sviluppare una forma grave di Covid-19, saranno preselezionati dalle Usca e dai Mmg e indirizzati ai centri specialistici più vicini per il trattamento

Sono arrivate le prime 250 fiale di anticorpi monoclonali per pazienti affetti da Covid-19 su un totale di 1.080 fiale che spettano alla Toscana per il solo mese di marzo.
Il primo farmaco a essere distribuito è il Bamlanivimab, prodotto dall’azienda farmaceutica Eli Lilly. Ma sono in fase di approvazione da parte dell’Aifa, anche altri farmaci – progettati per legarsi alla proteina spike di Sars-Cov-2 in modo da impedire al virus di penetrare nelle cellule dell’organismo – che verranno distribuiti nel prossimo mese di aprile.
 
“Gli anticorpi monoclonali sono la prima vera medicina contro il Covid – ha dichiarato il presidente Eugenio Giani – le prime fiale sono arrivate anche in Toscana. È l’inizio di una nuova stagione. Un lavoro di squadra, che vede impegnati in prima linea gli infettivologi di tutte le aziende sanitarie e ospedaliero universitarie della nostra regione, selezionerà i primi 1.080 pazienti con le caratteristiche per essere curati con un farmaco che ci lascia ben sperare. Ho una grande fiducia nella scienza e nell’eccellenza dei nostri scienziati e ricercatori, che lavorano senza sosta, per fornirci gli strumenti necessari per curare la malattia al suo esordio. Anche la Toscana – ha aggiunto – è in prima linea nello sviluppo degli anticorpi monoclonali con Toscana Life Sciences e con il gruppo di giovani ricercatori, guidati dal microbiologo Rino Rappuoli di Siena, veri protagonisti di questo filone decisivo nella lotta al Covid-19. Finita la fase di sperimentazione, contiamo di poterlo produrre anche noi e utilizzarlo al più tardi entro l’estate”.
 
“Si tratta di un’altra freccia preziosa da aggiungere all’arco nella lotta al Covid – spiega l’assessore alla sanità Simone Bezzini -. Gli anticorpi monoclonali rappresentano uno strumento in più, complementare al vaccino. I dati degli studi a oggi pubblicati indicano che il beneficio è nei pazienti non ospedalizzati, quindi l’utilizzo è indicato in contesti più precoci della malattia, al fine di ridurre la carica virale del paziente ed impedirne il peggioramento. In particolare questi farmaci sono destinati a pazienti con una malattia lieve o moderata, ma ad alto rischio di sviluppare una forma grave di Covid-19 a causa di altre patologie croniche concomitanti all’infezione”.
 
La maggior parte di questi pazienti si trova in isolamento domiciliare. Saranno, quindi, le squadre Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) e i medici di medicina generale a intercettare i pazienti per il trattamento. Tramite apposita scheda di pre-arruolamento, predisposta dalla Regione Toscana sulla base delle indicazioni Aifa, i pazienti saranno preselezionati dalle Usca e dai medici di medicina generale e indirizzati ai centri specialistici più vicini per il trattamento.
 
Sono state individuate dodici strutture specialistiche distribuite su tutto il territorio regionale, ma con l’arrivo di quantità maggiori di farmaco il numero di centri verrà ampliato in funzione del fabbisogno del territorio. Attualmente i centri individuati sono quelli delle Aziende ospedaliero universitarie di Careggi, Pisa e Siena e delle Asl: gli ospedali di Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri, del San Giuseppe di Empoli e del San Jocopo di Pistoia per la Centro; il nuovo ospedale Apuane di Massa, gli ospedali Riuniti di Livorno, il San Luca della Piana di Lucca per la Nord Ovest; il San Donato di Arezzo e il Misericordia di Grosseto per la Asl Sud Est.
 
L’iniziativa prevede una cabina di regia regionale, che coinvolge gli infettivologi di tutte le Aziende sanitarie toscane. Le specifiche del farmaco e le modalità organizzative, sono state illustrate ieri da Claudio Marinai e Francesco Attanasio del settore Politiche del farmaco e Maria Teresa Mechi e Lorenzo Righi del settore Qualità dei Servizi e Reti cliniche della Regione Toscana; Massimo Di Pietro, direttore dell’unità operativa complessa Malattie infettive dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli e del San Giuseppe di Empoli, Elena Carucci della direzione sanitaria della Asl centro; Danilo Tacconi, direttore delle Malattie infettive di Arezzo della Sud Est.

23 Marzo 2021

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