Covid. Cimo Veneto: “Epidemia avanza, considerare ipotesi lockdown stile Vò Euganeo”

Covid. Cimo Veneto: “Epidemia avanza, considerare ipotesi lockdown stile Vò Euganeo”

Covid. Cimo Veneto: “Epidemia avanza, considerare ipotesi lockdown stile Vò Euganeo”
Omicron avanza e riempie gli ospedali. I medici sperano in lockdown mirati per dare respiro agli ospedali e al personale medico. “Sarebbe molto utile prendere in considerazione un lockdown nelle aree particolarmente critiche” sostiene il presidente Cimo Veneto, Giovanni Leoni. Che sulla proposta di fare rientrare al lavoro il personale asintomatico con terza dose commenta: “E’ da irresponsabili e peggiorerebbe un’organizzazione già al limite”

L'epidemia di coronavirus in Veneto continua ad aumentare. Omicron si fa sempre più strada, ma esiste ancora anche la variante Delta, ed insieme causano ricoveri nei reparti medici e terapia intensive. Dai dati ministeriali di mercoledì 19 gennaio i nuovi contagi in Veneto sono stati 21.207, con 33 morti, mentre il giorno precedente, martedì 18 gennaio, in Veneto c’è stato un nuovo record di 25.166, con 39 decessi. Un bollettino che non lascia scampo sul fronte dell’assistenza, dove medici ed infermieri sono al limite delle proprie forze a causa della mancanza di personale ospedaliero, fra precarietà preesistente e assenza per contagi.

Il segretario Cimo Veneto, e vice Presidente FNOMCeO nazionale, Giovanni Leoni, scende in campo e mette in allerta gli organi di governo: “Gli ospedali viaggiano verso tassi crescenti di occupazione delle terapie intensive e subintensive, che poi sono reparti di medicina potenziati dal punto di vista strumentale ma con deficit sul piano del personale, con tutti i professionisti che subiscono un carico di lavoro nettamente superiore di quello previsto in origine”.

Se continuano a salire i contagi, le regioni saranno costrette ad attivare le misure di contenimento tutt’ora note passando ad esempio dall’attuale zona gialla per il Veneto ad eventuale zona arancio. Questo implicherebbe ulteriori restrizioni per tutti, mentre i governatori regionali in una recente lettera, indirizzata al Governo hanno chiesto di “concentrare sui sintomatici l’attività periodica di screening sugli operatori sanitari, prevedendo che i medici e gli infermieri positivi al tampone, ma asintomatici e già vaccinati con tre dosi, possano lavorare nei reparti Covid”.

Su quest’ultima proposta il commento di Leoni è categorico “è una idea da irresponsabili che peggiorerebbe un’organizzazione già al limite. Invece di far rientrare al lavoro i sanitari asintomatici positivi con terza dose – riprende Leoni – tenuto conto che la carica virale di una persona sintomatica è presente anche se in forma minore in una asintomatica, sarebbe molto più utile mettere da parte in questo momento gli interessi economici e prendere in considerazione un lockdown stile Vò Euganeo nelle aree particolarmente critiche: questo permetterebbe alla curva dei contagi di rallentare velocemente  e di dare un po’ di respiro alle strutture ospedaliere”.

“Non possiamo sottomettere la salute all’economia – definisce il segretario Cimo Veneto – e non possiamo nemmeno sottoporre sempre ospedali alla trasformazione in Covid Hospital più o meno completa, lasciando in attesa pazienti con altre patologie meno gravi non rimandabili all’infinito, poiché col tempo peggiorano anche queste”.

L’esperimento di Vò Euganeo, nel 2020, tiene conto del fatto che il distanziamento sociale è una strada assolutamente certa per bloccare i contagi fra la popolazione, “in attesa che l’accelerazione delle vaccinazioni da parte dell’obbligo esteso ormai a varie categorie di lavoratori ed ora anche agli ultracinquantenni dia il suo contributo alla riduzione drastica degli effetti più gravi della malattia. Obbligo vaccinale che, se applicato a tutta la popolazione, ci porterebbe probabilmente fuori della pandemia in breve tempo, ma questa è un’altra storia, in cui il compromesso politico a livello centrale è difficile e su questo il Presidente Draghi ha dimostrato di possedere, tra le sue tante qualità, anche indubbie doti da mediatore”, conclude il presidente Cimo Veneto.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

20 Gennaio 2022

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