Covid. In Lombardia il M5S segue il modello Lazio, Mammì: “Tamponi rapidi anche negli studi dei medici di famiglia”

Covid. In Lombardia il M5S segue il modello Lazio, Mammì: “Tamponi rapidi anche negli studi dei medici di famiglia”

Covid. In Lombardia il M5S segue il modello Lazio, Mammì: “Tamponi rapidi anche negli studi dei medici di famiglia”
Per il consigliere del M5S il coinvolgimento dei medici di famiglia nelle rete di esecuzione dei test, progetto già avviato nel Lazio, permetterebbe di abbattere i tempi di attesa per il test, “decisamente troppo lunghi”. Per Mammì “non dobbiamo commettere l’errore di ancorarci ad una strategia, anche quando è evidentemente migliorabile, anzi, dobbiamo guardare anche al lavoro delle altre Regioni”.

Per l’esecuzione dei test rapidi per il covid 19 il Movimento 5 Stelle della Lombardia guarda al Lazio. E attraverso il consigliere Gregorio Mammì propone “tamponi rapidi per il coronavirus direttamente negli studi dei medici di famiglia". "Per convivere con il virus dobbiamo essere più veloce di lui, abbattendo tempi di attesa, decisamente troppo lunghi. Abbiamo fatto grandi passi avanti nel contrastare il virus, ma non dobbiamo commettere ancora l’errore di ancorarci ad una strategia, anche quando è evidentemente migliorabile, anzi, dobbiamo guardare anche al lavoro delle altre Regioni”, spiega Mammì in una nota.

Per questo Mammì si dice pronto a proporre a Regione Lombardia di “fare una rete di sorveglianza con la medicina generale e la pediatria sulle malattie infettive perché  sarebbe opportuno che anche la nostra Regione si mettesse a lavoro per rendere possibile ai medici di medicina generale di fare i test rapidi e i sierologici al fine di garantire migliori condizioni di sicurezza. L'obiettivo è fare i tamponi dal medico in un sistema di rete regionale, che consenta il contact tracing. Con i drive in ormai non si riesce più. Il sistema, invece, così sarebbe molto più rapido: chi sospetta di essere positivo può chiamare il suo medico, che lo convoca per il tampone. I medici di base che aderiranno al progetto attraverso un avviso pubblico, inoltre, potranno organizzarsi tra di loro ed i loro nomi saranno resi pubblici in una lista”.

“In questo modo – conclude il pentastellato – , si creerebbe un link diretto con la Regione per rendere operativa una rete di sorveglianza dell'andamento dei casi sul territorio. Credo che riuscire a differenziare le patologie nelle fasi iniziali e a isolare prima possibile i pazienti Covid-19 sia la scelta più giusta, soprattutto in questa nuova fase di emergenza”.

09 Ottobre 2020

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