Covid. Marche, è crisi sanitaria. Mercante (Anaao): “Ecco i risultati di anni di smantellamento della sanità pubblica”

Covid. Marche, è crisi sanitaria. Mercante (Anaao): “Ecco i risultati di anni di smantellamento della sanità pubblica”

Covid. Marche, è crisi sanitaria. Mercante (Anaao): “Ecco i risultati di anni di smantellamento della sanità pubblica”
Peggiora la situazione nelle Marche. Quattro province su 5 in zona rossa (resta arancio solo Ascoli-Piceno). L’aumento dei ricoveri negli ospedali ha costringe a sospendere alcune attività programmate “per poter adibire medici, anestesisti e infermieri alle terapie intensive e semi-intesive”, spiega l'assessore Saltamartini. L'occupazione dei posti letto in TI ha superato la soglia critica del 30%, in Area medica supera il 50%. Il segretario regionale Anaao Assomed punta il dito contro le "carenze croniche che denunciamo da anni” e “la fragilità dell’assistenza territoriale, che non si può pretendere di riformare in piena pandemia”.

La situazione Covid nelle Marche è “drammatica”. Ieri “all’ospedale di Torrette ad Ancona è stato chiuso l’accesso al pronto soccorso” perché “la struttura non è più in grado di accogliere pazienti", che “sono stati dirottati negli ospedali di altre province”. Il sistema di tracciamento “è completamente saltato” e “le comunicazioni tardive lo rendono comunque inutile”. Così Oriano Mercante, segretario Anaao Assomed Marche, descrive al nostro giornale il quadro della situazione in Regione.

L'assessore alla Salute Filippo Saltamartini ha fatto sapere  nella notte che “l'aumento dei ricoveri negli ospedali ha comportato la sospensione di alcune attività programmate per poter adibire medici, anestesisti e infermieri alle terapie intensive e semi-intesive”.

L'occupazione dei posti letto in terapia intensiva “ha superato da giorni la soglia critica del 30%, come pure l'occupazione dei posti in Area medica che dovrebbe essere al 40 % (supera il 50%)”. Per Saltamartini si tratta della “stessa condizione di altre Regioni che si trovano ad affrontare la Pandemia. Rilevante è, invece, l'impegno sul fronte delle vaccinazioni di tutto il personale sanitario, dei volontari e della protezione civile”.

Ma l'impegno del personale non è stato sufficiente a fronteggiare la pandemia, soprattutto nella provincia di Ancona; “nelle altre province la situazione è preoccupante ma non drammatica”, spiega il segretario Anaao, in costante collegamento con i colleghi che operano nelle diverse aree della Regione.

Ieri si sono registrati 13 nuovi decessi. Il numero complessivo dei pazienti ricoverati negli ospedali Covid-19 delle Marche è salito a 858, cioè 27 in più rispetto al giorno precedente; in 734 sono assistiti nei reparti, 5 più di ieri, e 124 (+22) nei pronto soccorso. Nelle terapie intensive sono ricoverate 103 persone, 1 meno di ieri: 31 a Pesaro, 23 (+2) a Torrette, 15 a Jesi, 16 al Covid Hospital di Civitanova Marche, 7 a Fermo, 11 (-1) a San Benedetto del Tronto. Nelle aree di semi-intensiva sono assistiti in 189, 6 più di ieri: 58 (-1) a Pesaro, 21 (1o in pediatria) a Torrette, 31 (+3) al covid di Senigallia, 12 a Jesi, 8 a Macerata, 28 al Covid Hospital di Civitanova Marche, 12 a Fermo, 13 (+1) a San Benedetto del Tronto e 6 (+2) ad Ascoli Piceno.

Gli altri 442 pazienti sono ricoverati in reparti non intensivi.

La causa di questa emergenza nell’emergenza è da collegarsi all’aumento di contagi da variante inglese. Ma per Mercante l’incapacità del sistema di rispondere all’emergenza è soprattutto “colpa dello smantellamento della sanità pubblica realizzato nel tempo. Sono anni che denunciano carenze di ogni tipo: di personale, organizzative, strumentali…”. Anche l’assistenza territoriale ha dimostrato, con il covid, tutta la sua“fragilità”, che però, secondo Mercante, “era nota da tempo, ed è per questo che gli ospedali e i pronto soccorso sono sempre stati presi d’assalto”.

Mercante non riscontra responsabilità tra i colleghi della medicina territoriale, ma punta il dito contro la politica: “Governi di destra e di sinistra si sono succeduti, ma nessuno di essi si è preoccupato di salvaguardare il sistema sanitario pubblico, rafforzandolo e ripensandolo dove c’era bisogno. Poi arriva la pandemia e si chiede alla sanità territoriale di riformasi in 6 mesi o 1 anno. Questo è impossibile. Le riforme vanno pensate, condivise, e attuate nel tempo. In Italia, in pochi mesi, si sono introdotte le Usca, si sono fatti accordi con la medicina generale su tamponi e vaccini, ma questa non si chiama riforma. Si chiama emergenza. E significa affidare al territorio responsabilità che i medici del territorio, per tante ragioni, a cominciare da quelle organizzative, non sono in grado di gestire”.

Per il segretario dell’Anaao Marche, l’attuale congestionamento delle strutture ospedaliere deriva anche da questa fragilità dell'assistenza territoriale: “Almeno il 10-20% degli attuali ricoveri potrebbe essere gestito a domicilio o poteva essere in parte evitato con una adeguata assistenza sul territorio. Ma la colpa non è dei medici di medicina generale. La colpa è di chi ha lasciato la sanità in stato di abbandono per anni”.

Mercante non nega che la Regione abbia fatto molto per l'emergenza covid. “Ma tutte le formule di assistenza introdotte posavano su gambe così fragili che non potevano reggere a lungo”.

Cosa fare, allora? Allo stato dell’arte, per il segretario Anaao Marche, l’unica soluzione per la Regione è “reperire nuovi spazi” (a Civitanova sarebbero già al lavoro per questo) e “rafforzare i servizi”, anche se “sappiamo tutti che siamo a corto di personale”. Una proposta, per Mercante, potrebbe di “inserire nelle equipe assistenziali del territorio uno specialista ospedaliero di Medicina interna”, così da creare una sinergia di competenze che consenta “la presa in carico ottimale del paziente covid a domicilio”. E poi, ovviamente, “mantenere in vigore le misure di sicurezza necessarie a fermare il contagio” e proseguire con la campagna vaccinale, sia per ridurre il rischio contagio ma anche “per evitare lo sviluppo di forme severe e quindi di ricorso al ricovero, ridando ossigeno agli ospedali che, non dimentichiamolo, hanno tanti altri pazienti da curare oltre a quelli covid”.

Intanto da oggi Pesaro-Urbino e Fermo entrano, insieme ad Ancona e Macerata, in zona rossa. Al momento la scadenza del provvedimento è fissata a domenica 14 alle ore 24.00, uniforme con l’ordinanza per le zone rosse di Ancona e Macerata. Solo la provincia di Ascoli Piceno resta in zona arancione.
 
L.C.

L.C.

10 Marzo 2021

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