Covid. Nursing Up: “Fra sospesi e positivi, mancano 480 operatori”

Covid. Nursing Up: “Fra sospesi e positivi, mancano 480 operatori”

Covid. Nursing Up: “Fra sospesi e positivi, mancano 480 operatori”
Il Covid aggrava la cronica carenza di personale. In un recente confronto con la direzione di Apss, il Nursing Up chiede interventi per aumentare per attrarre e incentivare i professionisti e per migliorare la conciliazione lavoro-famiglia. “La compagine degli infermieri e degli assistenti sanitari è svigorita e senza più risorse psicofisiche, con l’amara conseguenza di un sempre maggiore abbandono della professione o migrazione verso istituti privati”

Sale sempre di più la preoccupazione tra gli operatori sanitari per la carenza di di personale. Una situazione che oggi, con l’emergenza Covid-19, si fa maggiormente sentire. Emerge infatti, da alcuni dati riferiti agli scorsi giorni, ce ne sono assenti agli attuali 200 dipendenti sanitari e addetti all’assistenza sospesi in azienda perché non vaccinati, ce ne sono altri 280 a casa in quarantena perché risultati positivi al virus. “480 persone in meno che lavorano – commenta Cesare Hoffer, coordinatore Nursing up Trento – significa, visto il momento con l’enorme mole di lavoro e con il clou delle campagne vaccinali, gravare sempre sulla stessa compagine lavorativa di infermieri ed assistenti sanitari, ormai svigorite e senza più risorse psicofisiche, con l’amara conseguenza di un sempre maggiore abbandono della professione o migrazione verso istituti privati e/o stati esteri, che concedono maggiori riconoscimenti economici e di carriera”.

Per correre ai ripari, qualche giorno fa si è tenuto un incontro fra il coordinatore del Nursing Up, il direttore generale dell’Apss e la direttrice del dipartimento risorse umane, dove il sindacato ha chiesto l’attivazione di un tavolo aziendale, con la presenza anche dei rappresentanti politici, per individuare interventi urgenti volti ad arginare, innanzitutto, la fuga di personale, con l’istituzione di nuovi incentivi e benefit, come ad esempio dei contratti di locazione per i fuori sede a prezzi calmierati, oltre che attivare un tavolo per il rinnovo contrattuale contestualmente il contratto per l’erogazione dell’incentivo Covid anno 2022. Da parte dell’Azienda sanitaria c’è stata un’apertura.

“Per gli interventi sull’incentivazione del personale – elenca Hoffer – c’è bisogno in primis dell’approvazione da parte della Giunta provinciale di stanziamenti ad hoc. Se le università non offrono infermieri sufficienti cosicché non se ne trovano di disponibili che vengano a lavorare nel pubblico, è pensabile, se offriamo degli incentivi per i fuori sede con contratti di locazione bassi e asili nido a costo zero, invertire la rotta attirandone di nuovi da altre regioni”.

“Se su questi presupposti – continua il coordinatore Nursing up Trento – riuscissimo a garantire un contesto decente con turni, contrariamente a quanto sta accadendo per chi è rimasto, in questi mesi, a sostituire i 480 operatori mancanti, in prevalenza sanitari, e riuscendo a far sì che la figura dell’infermiere e del professionista sanitario, soprattutto quello della donna e mamma, possa conciliare lavoro e famiglia assieme, beh allora potremmo dire che siamo nella direzione giusta. Abbiamo apprezzato molto l’apertura del Direttore Generale di APSS, ma abbiamo bisogno anche della politica che stanzi i fondi per contratti ed incentivi ”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

14 Gennaio 2022

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