Crisi Santa Lucia. Sciopero dei lavoratori il 12 settembre, mercoledì 4 la fiaccolata

Crisi Santa Lucia. Sciopero dei lavoratori il 12 settembre, mercoledì 4 la fiaccolata

Crisi Santa Lucia. Sciopero dei lavoratori il 12 settembre, mercoledì 4 la fiaccolata
“Mobilitazione a tutto campo per difendere un’eccellenza”, dicono Cgil, Cisl e Uil che chiedono ai cittadini di unirsi alla fiaccolata che il 4 settembre alle 19 si muoverà da Piazza Caduti della Montagnola verso la sede della Fondazione. Cimop: “L’obiettivo è quello di difendere il patrimonio professionale, i livelli occupazionali e l’interesse pubblico che potrebbero essere compromessi dalla svendita della struttura”. Giovedì tavolo al Mimit. In assenza di risposte, sarà scipero.

Una fiaccolata mercoledì, 4 settembre, per alzare l’attenzione sulla crisi della Fondazione Santa Lucia Irccs e, in assenza di risposte adeguate, partiranno gli scioperi, a cominciare dal 12 settembre.

“Mobilitazione a tutto campo – spiegano in una nota Giancarlo Cenciarelli, Giancarlo Cosentino e Sandro Bernardini, vertici regionali di Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – per difendere un’eccellenza che fa servizio pubblico. Mercoledì la fiaccolata. In mancanza di risposte risolutive al tavolo del Mimit, incroceremo le braccia” Roma, 2 settembre 2024 – . In assenza di risposte risolutive al tavolo del Mimit che si aprirà giovedì prossimo, il 12 settembre le lavoratrici e i lavoratori della Fondazione Santa Lucia attiveranno la prima di una serie di giornate di sciopero

L’obiettivo è “difendere il patrimonio professionale e l’interesse collettivo legato ad un’eccellenza sanitaria che svolge servizio pubblico e che nessuno può permettersi di disperdere mettendo in svendita la struttura”, spiegano i segretari regionali di categoria di Cgil Cisl e Uil. “Abbiamo sempre detto che è indispensabile un percorso sinergico con le istituzioni in modo che il sistema pubblico abbia un ruolo centrale in una vertenza che riguarda oltre 800 lavoratori e che mette a rischio i percorsi di assistenza e ricerca che riguardano migliaia di pazienti di tutto il Paese”.

Per Cgil, Cisl e Uil il ministro Adolfo Urso e il presidente Francesco Rocca “si sono giustamente fatti parte attiva nella vicenda, sostenendo insieme a noi la necessità di una partecipazione pubblica all’interno della Fondazione. Non è accettabile che ai disastri generati da un decennio di cattiva gestione, segua quello ancora peggiore di una liquidazione da parte dell’attuale proprietà: sarebbe una sconfitta per tutti, lavoratori e cittadini in primis, ma anche per l’intero sistema sanitario regionale e nazionale”.

“Per questo mercoledì prossimo, il 4 settembre alle ore 19, alla vigilia dell’apertura del tavolo al Mimit, partiremo da Piazza Caduti della Montagnola a Roma con una fiaccolata che percorrerà tutte le strade del quartiere fino ad arrivare alla sede della Fondazione Santa Lucia, per portare la mobilitazione tra le persone e continuare a coinvolgere istituzioni e associazioni del territori. E per questo chiediamo a tutte le cittadine e i cittadini di camminare insieme a noi in questo difficile percorso e di sostenere questa battaglia per riaffermare la centralità del ruolo pubblico nella gestione dei servizi sanitari e nella tutela del diritto alla salute”, prosegue la nota. “Se questo non dovesse bastare, dopo lo stato di agitazione, dopo la raccolta firme, dopo i tavoli istituzionali e dopo le tante iniziative di sensibilizzazione e protesta organizzate con i personale del Santa Lucia, programmeremo delle giornate di sciopero a partire dal 12 settembre prossimo, con tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’Irccs”, concludono Cenciarelli, Cosentino e Bernardini. “E non ci fermeremo finché non avremo una soluzione che tuteli professionalità e servizi di un istituto che per qualità e ruolo deve continuare a rappresentare un bene di tutti”.

Alle iniziative di protesta partecipa anche la Cimop (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata): “L’obiettivo – spiega il segretario regionale Lazio Paola Calcagno – è quello di difendere il patrimonio professionale, i livelli occupazionali e l’interesse pubblico che potrebbero essere compromessi dalla svendita della struttura. Abbiamo sostenuto il percorso di sinergia proposto dalle Istituzioni affinchè venissero preservate le caratteristiche di eccellenza sia nell’ambito della ricerca, che della clinica, per tutti i cittadini mediante un’assistenza sanitaria nazionale pubblica”.

“Il Ministro del Mimit Sen. Adolfo Urso e il Presidente della Regione Lazio On. Francesco Rocca – prosegue Calcagno – hanno partecipato attivamente alla ricerca delle possibili soluzioni che consentirebbero una partecipazione pubblica all’interno della gestione della Fondazione. La liquidazione da parte dell’attuale proprietà sarebbe una grave perdita per i lavoratori e per i cittadini, ma soprattutto per il sistema sanitario nazionale. I medici chiedono ai vertici dell’Azienda di non svendere la Fondazione e consentire alle Istituzione di porre in atto le soluzioni proposte di una compartecipazione pubblico-privato no profit, con l’obiettivo di salvaguardare i posti di lavoro, la qualità delle professionalità e di mantenere il servizio sanitario finora offerto”, conclude il segretario regionale di Cimop Lazio.

03 Settembre 2024

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