D’Anna (Federlab): “Campania danneggiata. Pochi fondi per i cittadini di altre regioni che vogliono curarsi da noi”

D’Anna (Federlab): “Campania danneggiata. Pochi fondi per i cittadini di altre regioni che vogliono curarsi da noi”

D’Anna (Federlab): “Campania danneggiata. Pochi fondi per i cittadini di altre regioni che vogliono curarsi da noi”
Questa la motivazione per cui l'associazione di categoria maggiormente rappresentativa dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatori privati accreditati (con oltre 2.000 associati in tutto il Paese), ha deciso di ricorrere alla Corte dei Conti diffidando tutte le altre regioni contro la brusca riduzione dei fondi destinati a quanti, non residenti in Campania, abbiano deciso di curarsi in quella regione.

Federlab Italia, l'associazione di categoria maggiormente rappresentativa dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatori privati accreditati (con oltre 2.000 associati in tutto il Paese), ha deciso di ricorrere alla Corte dei Conti diffidando tutte le altre regioni contro la brusca riduzione dei fondi destinati a quanti, non residenti in Campania, abbiano deciso di curarsi in quella regione.
 
"Una anomalia tutta italiana" come la definisce il senatore Vincenzo D'Anna, presidente di Federlab, tirando in ballo l’ultimo decreto sulla programmazione 2016-17 della Regione Campania, in materia di Spendig Review. Un atto nel quale la struttura commissariale stabilisce l'impossibilità di "un incremento del tetto di spesa per maggiore mobilità attiva interregionale", escludendo, in tal modo, la possibilità di superare il limite di spesa definito per le prestazioni ai residenti extra regione. "
 
Mi chiedo – spiega D'Anna – se i campani hanno il diritto di curarsi altrove, con migrazioni che costano ogni anno alla nostra regione più di 300 milioni, perché per le prestazioni erogate ai residenti extra regione (che significa soldi in entrata nelle nostre casse) viene fissato un limite che non si può superare?". Tutto ciò, per il parlamentare "è una follia, per di più in totale violazione del codice civile".
 
Da qui la decisione di ricorrere alla Corte dei Conti diffidando tutte le altre regioni e "invitando Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministeri della Salute, dell’Economia e delle Finanze, Regioni e Province autonome, a fornire gli adeguati chiarimenti del caso". 

10 Settembre 2016

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