Decreto tariffe. Dopo la proroga l’Emilia Romagna a Schillaci: “Fateci usare le risorse per diverse occorrenze di spesa sanitaria”

Decreto tariffe. Dopo la proroga l’Emilia Romagna a Schillaci: “Fateci usare le risorse per diverse occorrenze di spesa sanitaria”

Decreto tariffe. Dopo la proroga l’Emilia Romagna a Schillaci: “Fateci usare le risorse per diverse occorrenze di spesa sanitaria”
"Finché non sussistono le condizioni per l’entrata in vigore delle nuove tariffe e per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza, tali risorse debbano rimanere nella disponibilità delle Regioni quale quota indistinta del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale senza alcun vincolo di accantonamento, con la possibilità di essere utilizzate anche per finanziare ulteriori e diverse occorrenze della spesa sanitaria". La Regione chiede un incontro allargato al Mef per chiarimenti nel merito. LA LETTERA

Successivamente alla condivisione della richiesta di proroga dell’entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario dell’assistenza specialistica e protesica, come da Intesa sancita lo scorso 29 marzo, l’assessorato alle Politiche per la salute dell’Emilia Romagna scrive al ministro della Salute, Orazio Schillaci, per chiedere che le risorse stanziate restino nelle disponibilità delle Regioni.

“Come condiviso all’unanimità dalla Commissione Salute nella seduta del 3 aprile u.s. – si legge – si ritiene che finché non sussistono le condizioni per l’entrata in vigore delle nuove tariffe e per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza, tali risorse debbano rimanere nella disponibilità delle Regioni quale quota indistinta del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale senza alcun vincolo di accantonamento, con la possibilità di essere utilizzate anche per finanziare ulteriori e diverse occorrenze della spesa sanitaria”.

Peraltro, rammenta l’Emilia Romagna, la Commissione Salute “ha ritenuto utile per il buon andamento delle relazioni farsi parte richiedente della proroga dell’entrata in vigore del nuovo nomenclatore”, ma era stato lo stesso Ministero della Salute ad auspicarne il rinvio.

Da qui la richiesta di un incontro urgente, allargato anche al ministero dell’Economia, “al fine di addivenire quanto prima ad un indispensabile chiarimento in merito”.

15 Aprile 2024

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