Disparità di stipendi tra le Asl. La Regione stanzia 10 milioni per i medici ospedalieri

Disparità di stipendi tra le Asl. La Regione stanzia 10 milioni per i medici ospedalieri

Disparità di stipendi tra le Asl. La Regione stanzia 10 milioni per i medici ospedalieri
La misura è riservata ai medici che prestano servizio nei reparti di pronto soccorso, emergenza urgenza, reperibilità, guardie festive e notturne. Soddisfatto il segretario regionale Cimo, Giovanni Leoni. “Fa molto piacere che sia iniziato un percorso condiviso che abbia come fine quello di correggere certe diseguaglianze di retribuzione, a parità di attività svolta, per i colleghi medici presenti in tutte le Aziende sanitarie in Veneto”. La forbice tra medici dipendenti delle diverse Ulss arriva anche ai 2100 euro.

C'è soddisfazione fra le fila delle OO.SS. dopo l'incontro con la Regione Veneto svoltosi l’11 febbraio scorso. Il motivo del contendere riguardava la correzione delle disuguaglianze di retribuzione tra i camici bianchi di tutte le Aziende ULSS del Veneto (a parità di attività svolta).  Alla fine della riunione si è convenuto che la Regione Veneto stanzi 10 milioni di euro per i fondi aggiuntivi a compensazione per i medici ospedalieri che prestano servizio nei reparti di pronto soccorso, emergenza urgenza, reperibilità, guardie festive e notturne.

Nell’incontro, sono state accolte gran parte delle richieste avanzate dalle OO.SS. ed è stato illustrato che lo stanziamento verrà erogato sotto forma di un “fondo annuale permanente”, alimentato dal Patto della salute. Sulla questione fondi resta ancora da risolvere il nodo, sull’impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri, del 23 gennaio scorso, che su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, impugnava la legge regionale sul trattamento economico accessorio – L.R. del  Veneto n. 44 del 25/11/2019 rubricata come “Collegato alla legge di stabilità regionale 2020” – inizialmente proposta dalla stessa Regione Veneto come contrattazione su base regionale del trattamento economico accessorio del personale sanitario e non come contrattazione su base aziendale.

“Se alcuni colleghi, dopo tanti anni di carriera, si licenziano dal pubblico e cambiano lavoro, mi sembra comprensibile se si considera e, questo è solo un esempio, che per le indennità di pronta disponibilità per i medici urgenti si era fermi a circa un euro netto/ora dal contratto del 1990”, commenta il segretario regionale Cimo Veneto, Giovanni Leoni. “In occasione dell’incontro fra Regione Veneto ed OO.SS. – prosegue Leoni – fa molto piacere che sia iniziato un percorso condiviso che abbia come fine quello di correggere certe diseguaglianze di retribuzione, a parità di attività svolta, per i colleghi medici presenti in tutte le Aziende sanitarie in Veneto. Tradotto in soldoni, che ci sia una forbice tra i 20.000 ed i 30.000 euro anno/lordo/pro-capite per somma globale di alcuni fondi stipendiali che concorrono a costruire la busta paga, fino a circa 500-600 euro reali”.

Endrius Salvalaggio

18 Febbraio 2020

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