Disturbi alimentari. Lanzarin lancia la rete dei centri dedicati

Disturbi alimentari. Lanzarin lancia la rete dei centri dedicati

Disturbi alimentari. Lanzarin lancia la rete dei centri dedicati
“Mai esclusivamente una lotta solitaria contro il cibo, ma patologia che va rispettata e curata, che richiede una presa in carico integrata”, così l’assessore aprendo la giornata del “Fiocchetto Lilla”, “patologia diffusa e a volte sottovalutata” occorre considerare “l’aspetto medico, psicologico” consentendo “un percorso personalizzato ai pazienti”. Ne soffrono in Italia oltre 3 milioni, ma addirittura il 95,9% sono donne.

“Un disturbo alimentare non è mai esclusivamente una lotta solitaria contro il cibo, ma una patologia che va rispettata e curata e che richiede una presa in carico integrata”. Così l’assessore alla Sanità e Sociale del Veneto Manuela Lanzarin aprendo ieri la giornata del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione contro i disturbi alimentari.

“I disturbi alimentari  – dice Lanzarin – rappresentano una patologia diffusa e a volte sottovalutata, che merita una presa in carico mirata che consideri l’aspetto medico, psicologico e che consenta ai giovani pazienti di trovare un percorso personalizzato. In Italia i disturbi alimentari riguardano piu' di 3 milioni di persone, di cui il 95,9% sono donne. Si tratta di numeri davvero importanti che fanno dell’anoressia la terza più comune ‘malattia cronica’ fra i giovani, un vero e proprio ‘killer silente’ se non affrontato nei giusti tempi”.

“Nella popolazione femminile – rileva Lanzarin – la frequenza è circa dello 0,3-0,5% (un caso ogni 200-300 persone) per l’anoressia nervosa e dell’1-2% (un caso ogni 50-100 persone) per la bulimia nervosa”, ma “se prendiamo in considerazione solo i dati della popolazione in età adolescenziale e giovanile, le percentuali sono purtroppo più alte: si stima che nel corso della vita, fino al 2% delle donne si ammali di anoressia nervosa e il 4% di bulimia nervosa. Inoltre, quasi il 10% delle ragazze in età a rischio (tra i 15 e i 25 anni) soffre di un disturbo alimentare ‘parziale" o ‘subclinico’”.

“A breve inizieranno i lavori di ristrutturazione e ampliamento del Centro DCA di Portogruaro che consentirà di aggregare in un’unica struttura gli ambulatori, il centro diurno e la Comunità per minori” che passerà “da 9 a 12 posti. L’intervento costerà 1,2 milioni di euro”.

“Portogruaro –  spiega – rappresenta uno dei nostri centri più storici e fa parte di una rete capillare di presa in carico che coinvolge tutte le Ulss venete con realtà dedicate ai DCA.  Ogni anno a Portogruaro vengono seguite 300 nuovi utenti, 3.000 solo negli ultimi 10 anni, con un’età media che via via si è abbassata. Oggi infatti – conclude – non è infrequente accogliere ragazzine, in netta maggioranza rispetto ai maschi, di 9-10 anni. Il 70% di questi proviene da altre Ulss e da altre regioni, anche dal centro-sud Italia”.

16 Marzo 2022

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