“Dopo di noi”. Oltre 3 milioni di euro alle zone distretto e alle società della salute

“Dopo di noi”. Oltre 3 milioni di euro alle zone distretto e alle società della salute

“Dopo di noi”. Oltre 3 milioni di euro alle zone distretto e alle società della salute
Saccardi: “Il finanziamento approvato dalla Giunta consentirà di sostenere una serie di azioni, in collaborazione con il terzo settore, già mappate e monitorate con il supporto dell’Agenzia regionale di sanità, attivate in collaborazione con associazioni e fondazioni”.

Un fondo di 3.117.100 di euro all’assistenza di persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare.
È quanto ha approvato la Giunta regionale, su proposta dell’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi,
 
“Con questo atto intendiamo garantire la continuità dei percorsi socio sanitari, attualmente in fase di svolgimento, previsti dai progetti già approvati nell’ambito del Dopo di noi – ha spiegato l’assessore Saccardi – in particolare, la delibera consente il finanziamento di una serie di azioni, avviate in collaborazione con il terzo settore. Si tratta di azioni già mappate e monitorate con il supporto dell’Agenzia regionale di sanità, attivate in collaborazione con associazioni e fondazioni di comprovata e specifica esperienza pluriennale, e che coinvolgono in modo attivo il soggetto proponente e attuatore. In Toscana abbiamo 28 progetti realizzati, che interessano 1.380 persone con disabilità grave – ha aggiunto Saccardi – Siamo impegnati i su questo fronte da oltre un decennio, sostenendo progetti che favoriscono l’autonomia, il benessere e la piena inclusione sociale delle persone con disabilità grave, tramite interventi di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare e di supporto alla domiciliarità”.
 
L’atto consente il finanziamento delle misure di assistenza, cura e protezione delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, a causa della mancanza di entrambi i genitori, oppure per l’impossibilità degli stessi di fornire loro l’adeguato sostegno, e in previsione del venir meno dell’aiuto familiare, attraverso la progressiva presa in carico della persona interessata già durante l’esistenza in vita dei genitori.
Le risorse stanziate saranno ripartite alle società della salute e zone distretto sulla base della quota di popolazione regionale nella fascia di età 18-64 anni, secondo gli ultimi dati Istat sui cittadini residenti.

11 Marzo 2020

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