Emergenza urgenza. La Regione attiva il tavolo tecnico, Smi e Fvm: “Ora si proceda a riordino”

Emergenza urgenza. La Regione attiva il tavolo tecnico, Smi e Fvm: “Ora si proceda a riordino”

Emergenza urgenza. La Regione attiva il tavolo tecnico, Smi e Fvm: “Ora si proceda a riordino”
Il segretario regionale Smi e vicepresidente Fvm commenta con soddisfazione l’avvio del confronto: “Mancano oltre il 30% dei medici che lavorano nel 118 e oltre il 50% dei medici in Pronto Soccorso. L’uso smodato delle cooperative o il prestito da altri reparti non è soluzione. Serve un riordino, con un sistema unico, coordinato ed integrato dal punto di vista gestionale, con un'unica figura di medico dipendente in modo da uniformare trattamento economico e di tutele. Solo questo potrà limitare la fuga degli specialisti”.

“Finalmente è stato convocato”, giovedì 8 dicembre, “il tavolo tecnico di confronto sull’emergenza urgenza. Da anni il sindacato aspettava questa convocazione!”. Ad annunciare con soddisfazione il via al confronto con la Regione sulla crisi della medicine di emergenza-urgenza nella Regione Marche è Alessandra Moraca, segretario regionale Sindacato Medici Italiani (Smi) e vicepresidente della Federazione Medici e Veterinari (Fvm).

“Il sistema dell’emergenza urgenza – spiega Moraca – nato con il DPR 27.03.1992, negli anni è andato sempre più espandendosi rendendosi quanto mai indispensabile per le esigenze di salute dei cittadini e prova indiscussa è stato il periodo emergenziale covid dove, grazie al lavoro di questi professionisti, la Regione Marche ha superato questo difficile momento. Il sistema sanitario, però, è stato messo a dura prova e si sono evidenziate ancor di più quelle che erano le sue carenze che si erano sommate negli anni, minando la tenuta stessa del sistema che ora è arrivato allo stremo”.

Nella Regione Marche, prosegue il segretario regionale Smi e vicepresidente Fvm, “più volte abbiamo denunciato l’enormi difficoltà lavorative di chi operava in questo ambito, ma nessuno ci ha dato ascolto. Più volte abbiamo richiesto un tavolo tecnico per poter verificare come si potesse risolvere il problema, senza che nessuno se ne interessasse”.

Poi, finalmente, qualche giorno, fa durante un confronto tra la regione e i sindacati della dirigenza medica, l’assessore alla Salute, Filippo Saltamartini, “ha accolto la nostra richiesta” e il direttore del dipartimento Salute, Armando Gozzini, “ha attivato rapidamente il tavolo tecnico che si è svolto con parte sindacale e con presenza di figure di tecniche dell’agenzia sanitaria regionale come Maurizio Ferretti, responsabile del sistema integrato emergenze dell’agenzia sanitaria”.

Per il sindacalista “è chiaro che non si può più aspettare oltre e abbiamo sollecitato la Regione a portare avanti i lavori celermente. Dai dati raccolti, infatti, è emersa una situazione regionale catastrofica. Mancano oltre il 30% dei medici che lavorano nel 118 e oltre il 50% dei medici che lavorano nel Pronto Soccorso. La situazione è drammatica e la compensazione non può essere certo quella dell’utilizzo smodato delle cooperative o il prestito nei pronti soccorsi di medici specialisti da altri reparti o per quanto riguarda il 118 la soppressione delle postazioni che potrebbero determinare delle gravi conseguenze o l’utilizzo degli stessi all’interno dei Pronto Soccorso”.

La soluzione? Per Moraca è “un modello regionale del sistema dell’emergenza che deve essere un sistema unico, coordinato ed integrato dal punto di vista gestionale, con un’unica figura di medico dipendente in modo da uniformare trattamento economico e di tutele. Solo questo riordino potrà limitare la fuga di questi specialisti che oggi non è più attratto a lavorare in un sistema che presenta delle incolmabili carenze organizzative e di personale che espongono gli operatori ad enormi rischi clinici, a turni massacranti con esubero orario, mancanza di riposi e fruizione di ferie, alle aggressioni da parte di cittadini non soddisfatti nelle loro aspettative. Lo dimostra il fatto che anche i giovani non scelgono più questa specializzazione e quest’anno circa il 40% delle borse di studio è andata deserta”.

“È necessario, pertanto – prosegue Moraca -, avviare un tavolo tecnico unico per la dirigenza e il settore convenzionato per arrivare ad un risultato condiviso con una revisione della attuale legge regionale 36/98. Questo si rende ancor più necessario anche in considerazione dell’attuazione l’attivazione di riordino del sistema sanitario regionale che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2023. Per queste ragioni abbiamo grandi aspettative del prossimo tavolo convocato per il 19 dicembre 2022 che dovrà dare avvio ad un percorso di revisione della legge del sistema dell’emergenza”.

“Sembra che finalmente – conclude il segretario regionale Smi e vicepresidente Fvm – la politica abbia percepito che la buona salute globale del sistema può essere la sola chiave di lettura per avere un efficiente ed efficace sistema dell’emergenza urgenza a tutela dei cittadini marchigiani che hanno il diritto di avere sull’intero territorio regionale sia in ambito preospedaliero che ospedaliero lo stesso trattamento e percorso”.

12 Dicembre 2022

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