Emilia Romagna e il caso badanti. Migep scrive a Lorenzin: “Inaccettabile. Aprire un tavolo di confronto”

Emilia Romagna e il caso badanti. Migep scrive a Lorenzin: “Inaccettabile. Aprire un tavolo di confronto”

Emilia Romagna e il caso badanti. Migep scrive a Lorenzin: “Inaccettabile. Aprire un tavolo di confronto”
L’associazione si schiera contro la delibera regionale che, “con sole 24 ore di formazione, permette a badanti o famigliari di effettuare funzioni invasive complesse e delicate” di competenza infermieristica. Il Migep propone, per i caregiver, una formazione più elevata. “Da non confondere con un mini infermiere. Si tratterebbe di una figura regionale di supporto alla famiglia e all’infermiere”.

“Non abbiamo parole”. Esordisce così il Migep nella lettera aperta indirizzata, tra gli altri, al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per esprimere il proprio disappunto contro la delibera della Regione Emilia Romagna, n. 220 del 24 febbraio scorso, avente ad oggetto “Indicazioni sui percorsi relativi alle pratiche assistenziali eseguite a domicilio da personale laico su pazienti con malattie croniche, rare e con necessità assistenziali complesse”.

“Nella delibera – spiega il Migep nella lettera – si parla delle prestazioni assistenziali di cui necessitano, a domicilio, pazienti cronici, affetti da malattie rare e/o con necessità assistenziali complesse; si parla dunque di ossigenoterapia, broncotracheoaspirazione, gestione dei cateteri venosi centrali e degli accessi vascolari e della terapia anticoagulante, gestione del sondino naso gastrico, della gastrostomia e colostomia, delle pratiche inerenti al cateterismo vescicale, l’urostomia e la dialisi peritoneale, l’effettuazione di medicazioni delle lesioni cutanee e la somministrazione di farmaci (terapia endovenosa, intramuscolare, sottocutanea, intradermica, orale). Competenze che sappiamo essere proprie della professione infermieristica e per la quale è richiesta una preparazione di tre anni, contro le 24 ore di formazione delle badanti”.

“Ebbene – prosegue la lettera -, la Regione Emilia Romagna, con la propria delibera, ha sostanzialmente scardinato questo punto chiave prevedendo la possibilità di fare lecitamente svolgere tutte queste attività assistenziali complesse ai “pazienti, ai familiari o assistenti”, previa frequenza di un breve corso di formazione (una ventina di ore in tutto, tra teoria e pratica)”.

Il Migep si interroga quindi sulle conseguenze e sulle motivazioni di questa delibera regionale, “dove non troviamo alcun fondamento né giuridico né deontologico. A che scopo creare questo corso di formazione, quando il personale sanitario già istruisce il caregiver ad assistere i pazienti a domicilio? Si parla – prosegue il Migep – del Patto della Salute che dovrebbe dare un risalto all’assistenza ma con questa delibera notiamo un’inadeguatezza e l’incapacità del sistema sanitario pubblico di offrire le prestazioni necessarie ai propri cittadini, trasferendone l’onere direttamente alle famiglie verso prestazioni svolte da parte di personale non qualificato e scarsamente preparato”.

Il Migep evidenzia poi come l’oss, pur svolgendo mille ore di formazione, non possa esercitare tale competenze. Per l’associazione è quindi “ancora più inaccettabile che con 24 ore di formazione le badanti o i famigliari possano effettuare funzioni invasive complesse e delicate con una certa facilità essendo scarsamente preparati in un ambiente non protetto. Tale delibera contrasta con i principi della competenza, del diritto alla salute dei cittadini e del rispetto del lecito esercizio delle professioni mettendo a rischio la vita degli stessi cittadini malati”.

Per il Migep, allora, “se il Patto della Salute prevede la riorganizzazione dei servi domiciliari per grossi risparmi andando contro un percorso assistenziale di base, allora sarebbe importante costituire una formazione più elevata dei caregiver di 600 ore con un Percorso Passerella. Consiste in una formazione che da diritto alla qualità d’assistenza a persone malate e croniche non autosufficienti, nonché portatori di handicap favorendo l’inserimento di detta attività utilizzando le vecchie scuole degli infermieri, comprendendo tutte le materie inerenti all’assistenza primaria di base anche attraverso un percorso linguistico”.

“Figura – evidenzia il Migep – denominata “caregiver” nell’assistenza primaria domiciliare 24 ore su 24, figura non equivalente ad un mini infermiere ma ad una figura regionale esclusivamente di supporto alla famiglia e all’infermiere, poiché il suo compito è solo quello di dare sollievo con i primi interventi di base all’assistenza primaria al cittadino malato”.

Il Migep chiede quindi “il ritiro della delibera e l’apertura di un tavolo al Ministero della Salute, su queste tematiche sopra esposte”.

03 Luglio 2014

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