Emilia Romagna. Parto spontaneo dopo un precedente cesareo, a Forlì si può

Emilia Romagna. Parto spontaneo dopo un precedente cesareo, a Forlì si può

Emilia Romagna. Parto spontaneo dopo un precedente cesareo, a Forlì si può
Al “Morgagni-Pierantoni”, grazie ad un apposito protocollo che prevede criteri di selezione accurati, le donne possono partorire spontaneamente anche se, in precedenza, hanno affrontato un cesareo. Un’opportunità in linea con gli obiettivi previsti dal percorso nascita della Regione.

Partorire spontaneamente anche dopo un precedente parto cesareo. Adesso a Forlì, si può. L’U.O. di Ginecologia-Ostetricia dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni”, si è infatti impegnata a offrire alle donne forlivesi questa opportunità, in linea con uno degli obiettivi previsti dal percorso nascita della Regione Emilia-Romagna.
 
“Fino a un po’ di tempo fa, si riteneva che chi aveva partorito la prima volta con un taglio cesareo dovesse far poi nascere tutti i propri figli in quel modo – ha affermato Claudio Bertellini direttore della Uo – oggi, invece, i medici sanno che non è più così: anche chi ha avuto un cesareo, può ricorrere al parto per via vaginale. In alcune strutture limitrofe esisteva già questa possibilità; da circa un anno e mezzo anche la nostra unità ha creato un apposito percorso”.
 
Per potervi accedere, infatti, occorre un’attenta valutazione da parte di ginecologi esperti in materia. “Abbiamo stilato un apposito protocollo che prevede i criteri di selezione, coinvolgendo tutti gli operatori ostetrici interessati, medici, ostetriche, responsabili infermieristici, e la direzione sanitaria” ha spiegato Bertellini. Le partorienti vengono visitate in ospedale già dalla 28° alla 34° settimana nell’ambito dell’ambulatorio Gar (Gravidanze a rischio), accessibile su prenotazione telefonica (tel. 0543 731765); qui, si effettua una prima selezione e, per quelle candidabili, viene individuato un iter che le conduce sino al parto spontaneo.
“Se la valutazione è accurata, i rischi sono molto modesti, tanto più che queste pazienti sono seguite per tutto il travaglio con estrema accuratezza – ha aggiunto – qualora, poi, durante il parto, emergessero eventuali problemi a procedere per via vaginale, grazie alla costante presenza dell’anestesista e alla disponibilità 24 ore su 24 dell’equipe operatoria, è tutto predisposto per effettuare anche il cesareo, così da garantire alla donna e al nascituro, il massimo della sicurezza”.
 
Nei casi indicati, comunque, il parto vaginale rappresenta una valida opzione. Una scelta che comporta diversi benefici: evita interventi chirurgici all’addome, la degenza ospedaliera è più breve, il rischio d’infezione è più basso, la perdita di sangue minore, e dunque minore è la necessità di trasfusioni; inoltre, si offre a chi in precedenza ha affrontato un cesareo di vivere sensazioni ed emozioni proprie del parto spontaneo, in un contesto di assoluta operatività e tutela della salute sua e del bambino. “Chiaramente – ha concluso il direttore della Uo – anche le donne precesarizzate che decidono di provare il parto per via vaginale possono beneficiare, come le altre, di tutte le tecniche di analgesia, sia epidurale sia non farmacologica”.

15 Luglio 2013

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