Farmaceutica. Saitta (Piemonte): “Le Regioni si uniscano per gare, possiamo incidere sul mercato”

Farmaceutica. Saitta (Piemonte): “Le Regioni si uniscano per gare, possiamo incidere sul mercato”

Farmaceutica. Saitta (Piemonte): “Le Regioni si uniscano per gare, possiamo incidere sul mercato”
L’assessore ha evidenziato come l’introduzione delle gare per la fornitura dei medicinali abbia consentito al Piemonte di risparmiare nel 2018 oltre 41 milioni di euro solo sui maggiori farmaci utilizzati, con una riduzione media di prezzo del 67%. Risparmi utilizzati per l’acquisto e l’utilizzo di farmaci oncologici innovativi. Fra il 2019 e il 2020 in scadenza oltre 30 brevetti di farmaci, per un valore di 900 milioni di euro a livello nazionale.

“L’apertura del mercato della farmaceutica alla concorrenza consente al sistema sanitario pubblico di ottenere risparmi e nuove risorse da reinvestire nella cura dei pazienti. Lo dimostrano i risultati che abbiamo raggiunto come Regione Piemonte, scegliendo di bandire gare ad ogni nuova immissione in commercio di farmaci biosimilari ed equivalenti”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Antonio Saitta, partecipando sabato durante al convegno “Farmaci equivalenti e farmaci biosimilari”, organizzato a Torino dalla Regione Piemonte.

L’introduzione delle gare per la fornitura dei medicinali, ha illustrato l’assessore, ha consentito al Piemonte di risparmiare nel 2018 oltre 41 milioni di euro solo sui maggiori farmaci utilizzati, con una riduzione media di prezzo del 67%. Questa cifra ha permesso alla Regione di finanziare l’acquisto e l’utilizzo dei farmaci oncologici innovativi.

“In alcuni casi – precisa una nota della Regione -, grazie al meccanismo delle gare, il Piemonte è riuscito ad ottenere una riduzione della spesa fino al 99% nel corso degli ultimi due anni: è il caso del bosentan e dell’imatinib il cui costo unitario è sceso rispettivamente da 2.210 a 27 euro e da 1.907 a 24 euro. Oppure del trastuzumab, passato da 565 a 163 euro (-71%) o dell’adalimumab, abbassatosi da 866 a 293 euro (-66%)”.

Un modello che la Regione Piemonte ha cercato di estendere, coinvolgendo nelle gare gli altri servizi sanitari regionali. Il risultato più significativo è stato conseguito nelle scorse settimane, con il bando per la fornitura di adalimumab, un farmaco biologico usato per malattie come l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica e il morbo di Crohn.

La gara indetta da Scr Piemonte, a cui si sono associate anche Lazio, Sardegna, Valle d’Aosta e Veneto, ha consentito una riduzione del 65% del costo sostenuto dalle regioni e un risparmio di oltre 31 milioni di euro.

“Rafforzo dunque la proposta che ho avanzato a tutte le Regioni di unirsi per indire bandi sull’acquisto di farmaci – aggiunge l’assessore Saitta, anche in qualità di coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni -. Con le gare possiamo mettere in moto processi di aggregazione in grado di incidere sul mercato. Questo è il momento di esprimere una posizione comune come sistema pubblico”.

I margini per proseguire su questa strada sono considerevoli. Fra il 2019 e il 2020, infatti, vanno a scadenza oltre 30 brevetti di farmaci (sia chimici che biologici), per un valore di 900 milioni di euro a livello nazionale e di circa 70 milioni di euro per il Piemonte.

03 Dicembre 2018

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