Farmaci antiepatite. In Toscana una mozione Pd per valutare l’autoproduzione del farmaco

Farmaci antiepatite. In Toscana una mozione Pd per valutare l’autoproduzione del farmaco

Farmaci antiepatite. In Toscana una mozione Pd per valutare l’autoproduzione del farmaco
A presentarla il consigliere Enrico Sostegni, che denuncia:“Molti toscani per accedere ai farmaci in maniera più veloce ed economica continuano a recarsi all’estero”. Nella mozione si chiede alla Giunta di valutare anche la possibilità di rimborsare i cittadini che hanno comprato questi farmaci all’estero.  Saccardi: “Il nostro impegno è per curare tutti”.

“La nostra Regione è impegnata nell’eradicazione del virus dell’epatite C. Già da due anni, infatti, ha deciso di ampliare la fascia dei pazienti per i quali è ammessa la rimborsabilità dei farmaci antivirali, con la possibilità di erogare il trattamento già nella fase iniziale dell’infezione, mentre il piano nazionale lo prevede solo per i casi di particolare gravità, coprendo circa il 20% dei pazienti totali. Purtroppo l’impegno non ha portato ai risultati sperati: le due gare indette da Estar per la fornitura di terapie farmacologiche non hanno portato a nessuna aggiudicazione, e molti toscani per accedere ai farmaci in maniera più veloce ed economica, continuano a recarsi all’estero, soprattutto in India, dove sono disponibili e direttamente acquistabili farmaci generici del tutto equivalenti all’originale”. A denunciarlo, in una nota, è il consigliere regionale PD Enrico Sostegni, che ha presentato una specifica mozione in merito alla fornitura di trattamenti farmacologici anti epatite C.

“Si tratta di farmaci molto costosi per il sistema sanitario nazionale, ed è attualmente in corso una trattativa fra l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e i produttori di un nuovo farmaco. L’auspicio è che si concluda con la possibilità di acquistarli ad un prezzo congruo, che ne permetta l’utilizzo su larga scala”, afferma Sostegni ricordando che “allo stesso tempo, il Ministero della Salute ha annunciato che saranno presto rivisti i criteri per il trattamento gratuito, con l’obiettivo di curare tutti i pazienti affetti da epatite C nell’arco dei prossimi tre anni. Un obiettivo che va nella giusta direzione e che gradualmente dovrebbe rendere inutili i viaggi all’estero per l’acquisto del farmaco”.

Con la mozione presentata, però, Sostegni chiede che nel frattempo la Giunta regionale valuti “la possibilità di rimborsare i farmaci comprati all’estero, e di attivarsi in sede di Conferenza Stato-Regioni per proseguire nel percorso già annunciato da Aifa, che prevede, nel caso in cui non si raggiunga un accordo sul nuovo farmaco, la possibilità dell’autoproduzione all’interno del Sistema sanitario nazionale”.
 
Sulla qeustione è intervenuto con una nota l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi
. “Ringrazio il consigliere Enrico Sostegni per la sensibilità e l'attenzione sul tema dei farmaci antiepatite C, che è all'ordine del giorno della mia attività anche in sede nazionale. A giorni Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e Ministero della salute – ha detto l'assessore – presenteranno i nuovi criteri per la rimborsabilità, ampliati rispetto ai precedenti. Saranno così trattati tutti i pazienti, sia quelli che rientravano nei vecchi criteri che quelli che rientreranno nei nuovi”.

“La Regione Toscana – evidenzia Saccardi – ha curato tutti i pazienti secondo le indicazioni dell'Aifa e ha curato anche pazienti da fuori regione. Da sempre facciamo una battaglia per curare tutti, battaglia avviata dal presidente Rossi e da me sostenuta. Continueremo a lavorare per questo obiettivo insieme all'Aifa, e ora anche con il contributo del Pd regionale".

“Con la programmazione fatta quest'anno dalle aziende sanitarie – fanno sapere dagli uffici dell'assessorato toscano – si rileva che per il 2017 il numero di pazienti che rientrano nei vecchi criteri è più basso rispetto all'anno precedente. Questo significa che molti dei pazienti più gravi sono stati trattati. Tra l'altro, con una negativizzazione del 99% dei casi. Quindi sono stati curati, e curati bene. La Toscana ha curato tutti quelli che si sono presentati, anche da fuori regione (7-8%). E dalle tabelle di compensazione risulta un saldo attivo: cioè i pazienti venuti a curarsi in Toscana da altre regioni sono di più dei toscani che sono andati a curarsi fuori regione”.

16 Marzo 2017

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