Fibrillazione atriale. All’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza nuova tecnica mininvasiva per escludere l’auricola sinistra del cuore

Fibrillazione atriale. All’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza nuova tecnica mininvasiva per escludere l’auricola sinistra del cuore

Fibrillazione atriale. All’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza nuova tecnica mininvasiva per escludere l’auricola sinistra del cuore

Il team di Cardiochirurgia dell’Ospedale di San Giovanni Rotondo ha già trattato negli ultimi mesi otto pazienti con il cosiddetto "clippaggio esterno”, un intervento della durata di 30 minuti, che comporta un’incisione di soli 3 cm, con possibilità di dimissioni in prima giornata post operatoria.

L’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo rafforza la propria offerta nel trattamento della fibrillazione atriale grazie all’introduzione di una tecnica chirurgica mininvasiva che consente il “clippaggio esterno” dell’auricola sinistra del cuore.

La nuova metodica, effettuata dall’Unità di Cardiochirurgia, diretta da Mauro Cassese, consente di escludere l’auricola sinistra applicando una clip, una molletta, dall’esterno del cuore. A pochi mesi dalla sua introduzione, la procedura è stata già eseguita, con pieno successo, su otto pazienti, sei pugliesi, un calabrese e un campano, grazie all’equipe composta dai cardiochirurghi Maurizio Braccio, Michele Palladino e Francesco Campanini, con il fondamentale contributo diagnostico di Rossella Alemanni, ecocardiografista, dei cardio-anestesisti diretti da Francesco Greco e di tutto il personale di sala operatoria.

La fibrillazione atriale è un grave disturbo del ritmo cardiaco che provoca un battito irregolare e accelerato, e che nel tempo, riducendo la capacità di contrazione del cuore, può portare allo scompenso cardiaco. Non solo, la fibrillazione atriale è una delle cause più frequenti di ictus: la perdita della normale contrattilità degli atri, in particolare dell’atrio sinistro, favorisce la formazione di trombi proprio nell’auricola sinistra, che possono essere immessi in circolo e causare un ictus cerebrale.

Per questo motivo i pazienti con fibrillazione atriale, cronica o parossistica, devono generalmente seguire una terapia anticoagulante, che però non è sempre praticabile. In alcuni casi le condizioni cliniche del paziente, come ad esempio una concomitante cirrosi epatica, o pregressi episodi emorragici, o insufficienza renale severa, rendono la terapia anticoagulante rischiosa o del tutto controindicata.

La soluzione, in questi casi, è l’esclusione completa dell’auricola sinistra del cuore, che permette di interrompere in sicurezza la terapia anticoagulante. Esistono diverse metodiche, tutte disponibili presso l’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza. Tra queste vanno menzionate le tecniche transcatetere, che non richiedono l’apertura del torace e sono indicate in particolare per pazienti già sottoposti a interventi cardiochirurgici. Richiedono comunque, nel post-impianto, alcuni mesi di terapia anticoagulante e hanno un tasso di successo intorno all’80%, legato alla variabilità anatomica dell’auricola.

“La tecnica più recente di ‘clippaggio esterno’, invece, consiste nell’utilizzo di un dispositivo a forma di ‘molletta’ che viene posizionato in visione diretta attorno all’auricola sinistra per escluderla dal circolo sanguigno – sottolinea Maurizio Braccio, cardiochirurgo, che insieme a Mauro Cassese, 10 anni fa, ha reso possibile la riapertura dell’Unità di Cardiochirurgia a San Giovanni Rotondo –. A differenza delle tecniche transcatetere, questa metodica consente la sospensione immediata della terapia anticoagulante e ha un tasso di successo del 100%. L’intervento si esegue in anestesia generale con tecnica mininvasiva, attraverso una piccola incisione di 3-4 cm (mini-toracotomia sinistra). La durata complessiva dell’intervento – conclude Braccio – è inferiore a un’ora e il paziente viene estubato già in sala operatoria, con possibilità di dimissione in prima o seconda giornata post-operatoria”.

Il dispositivo utilizzato, prodotto da Medtronic – multinazionale statunitense tra i principali fornitori mondiali di tecnologie per la cardiochirurgia – si distingue per essere dotato di un manipolo orientabile che consente di adattare il posizionamento della molletta all’anatomia specifica di ciascun paziente e, soprattutto, per la possibilità di essere riposizionato in corso di intervento fino a ottenere la collocazione ottimale.

“La nuova metodica – spiega Mauro Cassese, direttore dell’Unità di Cardiochirurgia dell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza – si inserisce in un percorso diagnostico-terapeutico completo che comprende l’ecografia transesofagea e la TAC per lo studio pre-operatorio dell’anatomia dell’auricola, ed affianca tutte le altre metodiche già disponibili per il trattamento della fibrillazione atriale, incluse quelle di elettrofisiologia. Il ‘clippaggio esterno’ dell’auricola può davvero cambiare in modo sostanziale la vita di quei pazienti che si trovano in una condizione delicata: sono spesso anziani e la terapia anticoagulante può non essere tollerata in quanto aumenta significativamente il rischio emorragie, ad esempio, a livello cerebrale e dell’apparato gastroenterico, soprattutto se hanno già avuto eventi emorragici legati ad altre patologie. In questi casi – conclude Cassese –, poter sospendere in sicurezza la terapia anticoagulante rappresenta un beneficio non solo in termini di qualità della vita, ma anche di sopravvivenza”.

29 Luglio 2026

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