La proposta di legge di iniziativa popolare “Disposizioni per l’assistenza sanitaria regionale alla morte volontaria medicalmente assistita mediante autosomministrazione di farmaco letale” diventa legge in Umbria. L’Assemblea Legislativa l’ha approvata con con 11 voti favorevoli (Pd, M5S e Avs), 3 astensioni (Pernazza-Fi, Melasecche-Lega, Arcudi-Tp-Uc) e 6 voti contrari (FdI, Tagliaferri-Ud-Pp, Tesei-Lega, Romizi-FI). La presidente Stefania Proietti non ha partecipato al voto.
Al testo, fa sapere una nota dell’ufficio stampa dell’Assemblea legislativa, sono state apportato modifiche con l’approvazione degli emendamenti presentati da Maria Grazia Proietti (Pd) e relativi a: “fase terminale della vita della persona”, riferimento cancellato in quanto potenziale requisito di accesso aggiuntivo; ribadire in modo più chiaro ed esaustivo che le modalità attuative della legge regionale sono adottate da ciascuna Azienda unità sanitaria locale.
E di quelli firmati da Laura Pernazza (FI) su: verifica delle condizioni di accesso alla morte volontaria medicalmente assistita sulla base della disciplina statale e alla giurisprudenza costituzionale; garanzia dell’accesso alle cure palliative senza che ciò ritardi i tempi della procedura; forma collegiale dell’espressione della Commissione; alla verifica dell’informazione al paziente sulle cure palliative; possibilità della persona di sospendere o revocare la propria richiesta; l’inserimento della clausola valutativa.
Respinti invece gli emendamenti dell’opposizione, prima firmataria Laura Pernazza (FI), che chiedevano, tra l’altro, di: modificare il titolo della legge eliminando il riferimento alla autosomministrazione e introducendo il riferimento alle cure palliative; prevedere il sostegno psicologico; fornire informazioni, su richiesta della persona, relative ad enti e associazioni che perseguono finalità di tutela della vita; modificare la composizione della Commissione.
“Esprimo soddisfazione, gioia e commozione per l’approvazione in Aula della proposta di legge sul fine vita, nata dalla proposta popolare dell’associazione ‘Luca Coscioni’, sottoscritta da quasi 5mila cittadine e cittadini dell’Umbria”, commenta, in una nota, la presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi. “Una pagina storica per la nostra terra, che si mette in linea con le Regioni che lo avevano già fatto, di diverso colore politico, ma accomunate tutte dalla volontà di garantire diritti e non imposizioni ai malati”.
“Il ‘suicidio medicalmente assistito’ – aggiunge Bistocchi – non è una barbarie, ma una scelta precisa di civiltà e di dignità. E l’insegnamento principale è proprio quello delle parole di Laura Santi, simbolo e volto di questo lungo percorso, che nella sua ultima lettera ci ha ricordato che ‘la vita è degna di essere vissuta, se uno lo vuole, anche fino a 100 anni e nelle condizioni più feroci, ma dobbiamo essere noi che viviamo questa sofferenza estrema a decidere e nessun altro’. Oggi – continua la Presidente – l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono in condizioni di sofferenza estrema”.
“Con questo provvedimento – conclude – abbiamo fornito uno strumento in più alle famiglie, ma anche al personale sanitario che si trova di fronte a situazioni a volte complesse. Ringrazio tutti i consiglieri regionali di Palazzo Cesaroni, perché insieme abbiamo costruito un dibattito alto e civile, orientato sulla scelta migliore e non sulle bandierine ideologiche. Con la nostra legge, insieme a quelle delle Regioni che l’hanno approvata e l’approveranno, colmiamo un vuoto normativo nazionale grave. Che la pagina dell’Umbria, come quella di Toscana, Emilia-Romagna, Sardegna e Veneto, possa essere presa ad esempio da un governo nazionale che su questo, in cinque anni, non ha saputo dire e produrre nulla”.