Friuli VG. Approvato in via preliminare il Piano regionale di prevenzione 2014-2018

Friuli VG. Approvato in via preliminare il Piano regionale di prevenzione 2014-2018

Friuli VG. Approvato in via preliminare il Piano regionale di prevenzione 2014-2018
Per l’assessore alla Salute Maria Sandra Telesca "il pilastro che da qui ai prossimi anni costruirà un sistema per consentire ai cittadini di stare meglio in salute e di vivere più a lungo".

La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell'assessore alla Salute Maria Sandra Telesca, ha approvato in via preliminare il Piano regionale della prevenzione 2014-2018. A darne notizia è una nota della Regione che spiega che la struttura del Piano regionale si basa su quella del Piano nazionale, declinandone gli obiettivi sulla base delle peculiarità e dei bisogni di salute della popolazione del Friuli Venezia Giulia, sviluppandosi in un quadro strategico di un quinquennio.

Tra le priorità vi sono quelle di:
– promuovere stili di vita sani e il benessere fisico e mentale in tutte le età;
– ridurre il carico di malattia, in particolare quelle croniche non trasmissibili, incidenti e malattie professionali;
– promuovere l'invecchiamento attivo;
– investire sul benessere dei giovani e promuovere una crescita consapevole attraverso stili di vita sani e rifiuto delle dipendenze;
– porre attenzione ai gruppi fragili, sia come lotta alle disuguaglianze, sia come messa a sistema di interventi per la prevenzione di disabilità;
– promuovere la relazione tra individuo, comunità e ambiente;
– affrontare la sfida alla resistenza dei microrganismi antibioticoresistenti.

Il Piano, definito da Telesca "il pilastro che da qui ai prossimi anni costruirà un sistema per consentire ai cittadini di stare meglio in salute e di vivere più a lungo", si inserisce all'interno del più ampio quadro della Riforma della Sanità varata dall'Amministrazione regionale. "La Riforma dedica ben due articoli al tema della prevenzione e quindi il Piano discende dalle linee previste dalla Riforma e dal Piano nazionale appena approvato. È un documento che prevede tantissime sezioni di lavoro e riguarda non solo il sistema sanitario ma tutte le politiche regionali, da quella ambientale a quella della viabilità", ha affermato Telesca, ricordando che alla stesura hanno collaborato una ventina di professionisti appartenenti alle Aziende per l'Assistenza Sanitaria (AAS), con momenti di confronto con le associazioni di categoria, gli enti di promozione sportiva, le rappresentanze comunali e delle istituzioni regionali.

"Il Piano – ha spiegato ancora Telesca – è supportato da un insieme di sistemi di sorveglianza che studiano stili di vita, accesso ai servizi sanitari, percezione dei rischi per la salute di bambini e adolescenti. La disponibilità di queste sorveglianze ci consente di valutare nel tempo i cambiamenti che le attività del Piano sono in grado di produrre".

Fondamentale per la realizzazione del Piano risulterà il rapporto con il mondo della scuola. "La Regione intende sviluppare una collaborazione stabile attraverso il dialogo con l'Ufficio Scolastico Regionale (USR) per realizzare una cultura partecipata di prevenzione", ha affermato l'assessore.

Ma per realizzare il Piano anche le AAS devono favorire funzioni trasversali puntando, oltre che sui Dipartimenti di Prevenzione che storicamente hanno questo mandato, sui Distretti, sui Dipartimenti di Salute mentale e dipendenze, ma anche sugli ospedali e più in generale sui servizi di cura. Particolare evidenza viene data alla gestione delle malattie croniche, sia con interventi in fase precoce sia con un'attività sistematica con cui gestire il percorso di cura e di contrasto alle complicanze.

Per quanto riguarda la salute mentale, in una regione come il Friuli Venezia Giulia che presenta un tasso di suicidio e tentativo di suicidio più alto della media nazionale – il Progetto Bersaglio condotto dalla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa cui partecipano 10 regioni italiane, ha evidenziato per il triennio 2009-2011 un tasso di mortalità per suicidio del 7,02 contro una media delle regioni partecipanti del 5,92 (standardizzato per 100.000) – si vuole puntare all'individuazione precoce delle situazioni di disagio.

Al Piano, spiega ancora la nota della Regione, è allegato il Profilo di Salute della regione, che descrive la popolazione del Friuli Venezia Giulia dal punto di vista demografico, sociale e sanitario. I dati di sintesi su incidenza e prevalenza di patologie confermano quelli già acquisiti per il precedente Piano e i trend nazionali. “Per la parte della situazione socio-economica ciò che è cambiato è l'aumento dei lavoratori temporanei; per quanto riguarda l'impatto delle disuguaglianze sui fattori di rischio, pur non evidenziandosi in Friuli Venezia Giulia una situazione critica, permane la necessità di porre attenzione alle disuguaglianze per i fattori di rischio di alimentazione scorretta e inattività fisica, rischio infortuni e malattie professionali, per i quali sono previsti specifici programmi di sorveglianza e prevenzione”.

29 Giugno 2015

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