Fvg. Riforma sanitaria approvata a maggioranza dalla Commissione

Fvg. Riforma sanitaria approvata a maggioranza dalla Commissione

Fvg. Riforma sanitaria approvata a maggioranza dalla Commissione
Sì dei gruppi di centrodestra, astenuti M5S, Cittadini e Patto per l'Autonomia, contrario il Pd. Il via libera con alcune modifiche della Giunta che Riccardi ha presentato come “precisazioni tecniche, concordate con il ministero della Salute”. Il provvedimento è atteso in Aula per le giornate del 4, 5 e 6 dicembre prossimo. M5S e Pd annunciano emendamenti.

Esame e approvazione, ieri, a maggioranza, del disegno di legge n. 27 sulla riforma del Servizio sanitario regionale (Ssr) da parte della III Commissione consiliare presieduta da Ivo Moras (Lega), che ha accolto quanto proposto dall'assessore Riccardo Riccardi e registrato il favore compatto dei Gruppi di centrodestra, l'astensione di M5S, Cittadini e Patto per l'Autonomia, il no del Pd. Il provvedimento è atteso in Aula per le giornate del 4, 5 e 6 dicembre prossimo.

Dibattito generale in apertura, nel corso del quale Riccardi ha spiegato che gli emendamenti presentati dalla Giunta erano soprattutto precisazioni tecniche, concordate con il ministero della Salute. Limature giuntali sono arrivate all'articolo 4 dove si esplicano i compiti dell'Azienda regionale di coordinamento per la salute; all'articolo 5 con l'accoglimento di alcune specifiche richieste dalle università di Trieste e Udine quanto alla loro collaborazione con il Ssn; al 9 si prevede un'assistenza la più ampia possibile da parte dei presidi "Hub and Spoke" e non solo ospedaliera; al 12 si specifica che la proroga dei commissari straordinari delle Aziende sanitarie può essere di ulteriori 6 mesi; al 14 si esplicita che, nelle more della costituzione delle conferenze dei sindaci, il parere sulla nomina del direttore dei servizi sociosanitari è assunto a maggioranza dei voti espressi dai Comuni che rientrano nel territorio di competenza di ciascuna Azienda sanitaria.

“E se Andrea Ussai (M5S) e Mariagrazia Santoro (Pd) – riferisce una nota diramata dal Consiglio regionale – hanno ottenuto velocemente il consenso dell'assessore Riccardi ad abrogare il comma 4 dell'articolo 10 con cui si preveda che, per le patologie a più elevata prevalenza, il governo dei percorsi di cura è affidato a dipartimenti clinici aziendali per disciplina, non poche opinioni sono state, invece, espresse in merito a un emendamento del consigliere Alessandro Basso (FdI/An), poi ritirato, con cui chiedeva il commissariamento dell'Azienda per l'assistenza sanitaria n. 5 Friuli Occidentale”.

“Dalle dichiarazion di voto – riferisce la nota – è, quindi, emerso che l'astensione di Ussai era dovuta al fatto di vedere quanti emendamenti del Gruppo pentastellato saranno recepiti in Aula volti a una riforma la più condivisa possibile, nel frattempo il giudizio è positivo per quanto attiene l'atteggiamento di confronto franco e collaborativo con i portatori di interesse dimostrato da Riccardi nel predisporre il disegno di legge, un atteggiamento dunque responsabile da parte della maggioranza”.

Contraria Santoro, che al pari ha preannunciato degli emendamenti per l'Aula e ha denunciato la scomparsa, nel testo, dei contributi dei “saggi” interpellati dalla Giunta per delineare pro e contro dello stato attuale del Sistema sanitario regionale, così come la mancanza di dati che giustifichino le scelte e permettano di valutarlo, “eppure il confronto dovrebbe essere fatto sulla base dei numeri e non solo delle parole”.

Il presidente Moras, parlando a nome della Lega, ha affermato che questo disegno di legge prende in mano le criticità su gestione e governance che la legge dell’ex assessore Sandra Telesca ha evidenziato e le affronta in modo diverso; “Oggi Hub e Spoke sono presenti sul territorio in maniera confusa, questa riforma invece è la prerogativa per garantire una migliore sanità nei prossimi anni”.

Relatori di minoranza per l'Aula, il 4 dicembre, saranno Simona Liguori (Citt), Santoro e Ussai; di maggioranza Moras e Camber.

21 Novembre 2018

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