Ictus. In Umbria oltre 2mila ricoveri l’anno, +61% di trombectomie in 5 anni. Regione aggiorna la rete

Ictus. In Umbria oltre 2mila ricoveri l’anno, +61% di trombectomie in 5 anni. Regione aggiorna la rete

Ictus. In Umbria oltre 2mila ricoveri l’anno, +61% di trombectomie in 5 anni. Regione aggiorna la rete

I dati persentati in occasione della Giornata mondiale dell’ictus di ieri. Tra il 2020 e il 2025 le trombectomie sono passate da 104 a 168, mentre le trombolisi sono cresciute da 163 a 177. La rete si articola in 2 centri Hub, Perugia e Terni, e 4 Spoke. In corso l’aggiornamento dei percorsi diagnostico-terapeutici.

Circa 2.000 ricoveri l’anno in Umbria per ictus, suddivisi tra un 67-70% di eventi di natura ischemica e un 30-33% di natura emorragica, con una mortalità variabile tra oltre il 20% per le forme di ictus emorragico e circa 8% in quelle ischemiche. Sono alcuni dei dati presentati dalla Regione ieri, in occasione della Giornata mondiale dell’Ictus (World Stroke Day), per fare il punto sulla gestione delle patologie cerebrovascolari acute, un ambito clinico tempo-dipendente in cui “il tempo è cervello” e ogni minuto risparmiato può evitare decessi e disabilità permanenti. Un’occasione anche per rilanciare lo slogan della campagna: “Impara i segni, riconosci che è un ictus – Risparmia #tempo prezioso”.

Il confronto a cinque anni tra il 2020 e il 2025 evidenzia l’evoluzione epidemiologica in Umbria e il rafforzamento della risposta clinica:

  • Ictus ischemico: i ricoveri sono passati da 1.379 (2020) a 1.345 (2025), attestandosi a 896 nei primi otto mesi del 2026;
  • Ictus emorragico: i ricoveri rimangono costanti nel tempo, con 614 casi nel 2020 e 659 nel 2025, con 444 nei primi otto mesi del 2026;
  • Trattamenti in fase acuta: i pazienti trattati con trombolisi sono passati da 163 nel 2020 (11,8% del totale degli ischemici) a 177 nel 2025 (13,2%), con 108 procedure già eseguite nei primi otto mesi del 2026. Parallelamente, le procedure ad alta complessità di trombectomia sono cresciute di oltre il 61%, passando da 104 interventi nel 2020 a 168 nel 2025 e 72 nei primi otto mesi del 2026. Complessivamente, circa il 15% dei pazienti con ictus ischemico accede a trattamenti tempestivi per riaprire l’arteria occlusa e ripristinare il flusso cerebrale (riperfusione): una percentuale di assoluta eccellenza, ampiamente superiore al dato medio nazionale.

“Alla base di questi risultati – spiega la Regione – vi è la Rete regionale dell’Ictus, modello strutturato secondo una logica integrata Hub & Spoke, che garantisce la continuità delle cure su tre fasi cardine: pre-ospedaliera, ospedaliera acuta e riabilitativa territoriale”:

  • Centri Hub con Stroke Unit di II Livello: Azienda ospedaliera di Perugia e Azienda ospedaliera di Terni, dotate di presidi specialistici h24 di neurochirurgia, neuroradiologia interventistica h24 per le trombectomie meccaniche e monitoraggio intensivo continuo;
  • Centri Spoke con Stroke Unit di I Livello: ospedali di Città di Castello, Gubbio-Gualdo Tadino (Branca), Foligno e Orvieto, in grado di garantire la stabilizzazione del paziente, la somministrazione della trombolisi d’urgenza e il teleconsulto diagnostico con i centri Hub.

“La gestione dell’ictus rappresenta una sfida prioritaria di sanità pubblica — sottolinea la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti — che impone la massima efficienza organizzativa e clinica. L’obiettivo primario della nostra amministrazione è garantire che ciascun cittadino umbro, indipendentemente dal comune in cui vive, abbia accesso immediato e paritario a percorsi di cura di altissimo livello. La Rete ictus dell’Umbria, che stiamo aggiornando insieme ai Pdta (Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali), dimostra come la sanità regionale sappia fare squadra per tutelare la vita e l’autonomia delle persone, riducendo le diseguaglianze assistenziali”.

“Quando si attiva il ‘codice ictus’, ogni minuto conta — spiega Daniela Donetti, direttrice regionale Salute e welfare. Riuscire a intervenire tempestivamente per ripristinare la circolazione cerebrale in circa il 15% dei pazienti colpiti da ictus ischemico è un traguardo straordinario e di assoluto rilievo rispetto alla media nazionale. Questo risultato è reso possibile dalla solidità della nostra Rete tempo-dipendente e dalla stretta collaborazione tra i presidi territoriali (Spoke) e le aziende ospedaliere di riferimento (Hub). L’ictus è una patologia complessa che richiede un approccio multidisciplinare: quanto stiamo facendo rappresenta un modello virtuoso di integrazione tra diversi livelli di cura, reso vincente dall’altissima competenza dei professionisti dell’emergenza-urgenza, della neurologia vascolare e della neuroradiologia interventistica, uniti per salvaguardare la vita e l’autonomia delle persone”.

In occasione del World Stroke Day, la Regione rinnova l’appello alla popolazione: in caso di comparsa improvvisa di asimmetria della bocca (bocca storta al sorriso), perdita di forza a un braccio o a una gamba, difficoltà nell’articolare o comprendere le parole, o improvvisi disturbi visivi e dell’equilibrio, è indispensabile chiamare immediatamente il 112 o il 118.

30 Ottobre 2026

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