Integrazione Scandiano e Sassuolo. I direttori delle Chirurgie : “Nessuna frattura con le istituzioni, ma serve dialogo”

Integrazione Scandiano e Sassuolo. I direttori delle Chirurgie : “Nessuna frattura con le istituzioni, ma serve dialogo”

Integrazione Scandiano e Sassuolo. I direttori delle Chirurgie : “Nessuna frattura con le istituzioni, ma serve dialogo”

I sei direttori delle Strutture di Chirurgia che negli scorsi giorni avevano scritto ai vertici di Ausl e Aou per esprimere perplessità sui progetti interaziendali, intervengono di nuovo chiarendo che “il confronto tra professionisti e direzioni rientra nella normale e corretta gestione della cosa pubblica e della salute collettiva”.

“Il confronto tra professionisti e direzioni rientra nella normale e corretta gestione della cosa pubblica e della salute collettiva. Al contrario, la pubblicazione di missive private e interne, oltre che scorretta, ha il solo ed unico obiettivo di creare clamore, minare la credibilità dei professionisti del settore, e limitare le possibilità di dialogo e mediazione che sono assolutamente fisiologiche nella quotidianità di qualsiasi grande organizzazione”. È quanto scrivono i sei direttori delle Strutture Chirurgiche Generali in una lettera diramata per fare chiarezza sulla comunicazione che gli stessi, negli scorsi giorni, hanno scritto ai vertici di Ausl e Aou e che è stata da qualcuno resa pubblica.

Al centro della questione ci sarebbe la riorganizzazione della rete chirurgica, in un contesto di collaborazione tra aziende sanitarie e di possibili integrazioni delle attività degli ospedali di Sassuolo e Scandiano.

Nel nuovo intervento, i sei firmatari contestano la diffusione pubblica della corrispondenza e la sua interpretazione, giudicata decontestualizzata e fuorviante. Il confronto con le direzioni, sottolineano, è parte della normale gestione della sanità pubblica e serve a individuare soluzioni sostenibili ed efficaci sia sul piano clinico sia su quello economico.

“Lavoriamo e lavoreremo insieme alle Istituzioni per trovare le soluzioni migliori per il nostro territorio, ma chiediamo di continuare a farlo in un ambiente sereno, non abbiamo bisogno di interventi esterni volti ad alimentare fantomatiche incomprensioni e ombre”, si legge nella seconda lettera, in cui i sei direttori di chirurgia confermano “l’importanza di un percorso di progettazione condivisa, animati dal senso di appartenenza a una comunità istituzionale che ci vede tutti dalla stessa parte” e rigettano “qualunque ipotesi di frattura, perché quanto letto è solo la ricostruzione fantasiosa di una fisiologica comunicazione tra professionisti, impegnati nell’offrire alla popolazione cure eccellenti e tempestive”.

09 Ottobre 2026

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