Ismett. Nascerà un secondo ospedale a Carini. Firmato accordo con la Regione per 10 anni

Ismett. Nascerà un secondo ospedale a Carini. Firmato accordo con la Regione per 10 anni

Ismett. Nascerà un secondo ospedale a Carini. Firmato accordo con la Regione per 10 anni
Rinnovabile per altri 9, l’accordo stabilisce l’aumento della dotazione dei posti letto da 78 a 114 nell'attuale struttura, mentre per l'“Ismett 2” sono previsti 250 posti letto distribuiti per intensità di cura. La nuova struttura verrà realizzata in prossimità del Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica della Fondazione Ri.MED. Tra gli altri obiettivi, la formazione. Dalla Regione un finanziamento da 100 milioni all’anno.

Aumento dei posti letto di quasi il 50 per cento (da 78 a 114), 3 per cento del budget sarà destinato alla formazione del personale sanitario regionale e la realizzazione di un nuovo ospedale. Sono questi i punti cardine del nuovo accordo siglato fra la Regione Siciliana e l’Irccs Ismett di Palermo. Un accordo dal valore decennale con la possibilità di prolungare il rapporto per altri nove in base ai risultati raggiunti.
 
L’accordo, che prevede un finanziamento annuale da parte della Regione di cento milioni, punta all’aumento della dotazione dei posti letto da 78 a 114 e la realizzazione dell’Ismett 2, il nuovo ospedale che dovrà sorgere a Carini, accanto al Centro di Ricerca di Ri.MED, in un’area di circa 35 mila metri quadrati. L’Ismett 2 avrà una potenzialità di 250 posti letto distribuiti per intensità di cura. La piena funzionalità del cluster Ismett-Ri.MED costituirà un polo d’eccellenza per il Sud Italia e collaborerà con il progetto “Human Technopole” di Milano.

Tra gli altri obiettivi dell’accordo, la formazione, in collaborazione con le Università della Sicilia, di figure professionali che operano in Sicilia nel settore della salute, della ricerca biomedica, delle biotecnologie e della gestione ospedaliera.
 
“Plauso per l’intesa raggiunto è stato manifestato dai vertici di UPMC, il partner americano che gestisce l’Istituto di Palermo”, riferisce l’Ismett nella nota che illustra l’accordo. “In particolare, UPMC ha sottolineato il ruolo fondamentale del governatore Nello Musumeci, dell’assessore alla Salute Ruggero Razza e del commissario straordinario dell’Ospedale Civico di Palermo Roberto Colletti, con i quali i vertici di UPMC in Italia, il professor Bruno Gridelli AD, il presidente dell’Ismett Camillo Ricordi, il dottor Angelo Luca, direttore di Ismett, e Alessandro Padova, Direttore della Fondazione Ri.MED, hanno lavorato nei mesi scorsi per raggiungere questo risultato a tutto vantaggio dei pazienti siciliani, ma anche di quelli provenienti da altre regioni del Sud d’ltalia”.
 
Il professor Gridelli ha ricordato che il primo trapianto è stato effettuato all’Ismett venti anni fa e ha sottolineato che l’aumento della mobilità attiva, valorizzata in quasi due milioni di euro nel 2017, rientra tra gli obiettivi e verrà favorita anche attraverso accordi con paesi limitrofi del Mediterraneo. “Questo nuovo accordo – ha detto il numero uno dell’UPMC Italy – ha una portata storica e darà all’Istituto una forza straordinaria, proiettandolo in un futuro di massima eccellenza, grazie anche alla rete di collaborazioni internazionali di altissimo livello sulle quali può contare l’Università di Pittsburgh”.
 
Chuck Bogosta, Presidente di UPMC International ha aggiunto: “Questo accordo esprime il livello di fiducia espresso dai pazienti siciliani negli scorsi vent’anni. L’espansione prevista con il Centro di ricerca della Fondazione Ri.MED e la costruzione di un nuovo Ospedale sottolinea l’impegno di UPMC a fornire le cure migliori ai pazienti, vicino a casa, in tutte le comunità in cui lavoriamo”.

Costituito nel giugno del 1997, dalla Regione e dall’Università di Pittsburgh, l’Ismett viene integrato a pieno titolo nel sistema sanitario regionale nel giugno del 2012 e, due anni più tardi, riceve dal ministero della Salute il riconoscimento della qualifica di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) per l’ambito di cura e ricerca sulle insufficienze terminali di organi vitali. Nel giugno scorso, l’ingresso nella compagine sociale dell’Istituto, della Fondazione Ri.MED.

11 Gennaio 2019

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