L’impatto economico dell’esposoma su obesità e diabete di tipo 2. Tor Vergata a capo del gruppo di ricerca internazionale

L’impatto economico dell’esposoma su obesità e diabete di tipo 2. Tor Vergata a capo del gruppo di ricerca internazionale

L’impatto economico dell’esposoma su obesità e diabete di tipo 2. Tor Vergata a capo del gruppo di ricerca internazionale
Il Ceis, Centro per gli Studi Economici e Internazionali dell’Ateneo “Tor Vergata” è a capo del gruppo di ricerca che, nell’ambito del progetto europeo LongITools, ha il compito di misurare l’impatto economico dell’interazione tra l’esposizione ai diversi fattori ambientali (“esposoma”) e l’insorgere di patologie croniche. Il progetto fa parte della  nuova “Rete europea di esposizione umana” che verrà lanciata la prossima settimana  a Bruxelles.

LongITools è uno dei nove progetti di ricerca che compongono la rete europea di esposizione umana, European Human Exposome Network, che verrà lanciata il prossimo 11 febbraio a Bruxelles. “Human Exposome” è lo studio di come gli elementi a cui siamo esposti durante la nostra intera vita, attraverso la nostra dieta, stile di vita e l'ambiente in cui viviamo e lavoriamo, influenzano la salute. Il concetto dell’esposoma fa riferimento a tutto l’insieme delle esposizioni, dal momento del concepimento in poi, includendo componenti esterne ed interne, che riguardano la qualità dell'aria e dell'acqua, sostanze chimiche pericolose, emissioni industriali, pesticidi e interferenti endocrini.

Su questo aspetto, l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” è partner  con il Ceis (Centre for Economic and International Studies), il Centro per gli Studi Economici e Internazionali dell’Ateneo, di LongITools, che si propone di studiare le interazioni tra l’esposoma, lo stile di vita e la salute. In particolare, il progetto studierà e misurerà come l'esposizione ai fattori ambientali, durante tutta la vita, contribuisca al rischio di sviluppare malattie cardio-metaboliche quali l'obesità, il diabete di tipo 2 e le patologie cardiovascolari. Uno studio longitudinale, coordinato dall'Università di Oulu, in Finlandia, che analizzerà i dati di 11 milioni di cittadini europei per studiare l’evoluzione della salute cardio-metabolica dalla nascita alla vecchiaia.
 
“A disposizione del progetto LongITools ci sono diversi database, costituiti attraverso la raccolta di dati che copre un ampio arco di tempo,  dalla metà degli anni ‘30 a oggi. I database –  spiega  in una nota Andrea Piano Mortari, ricercatore presso il Ceis “Tor Vergata” e responsabile del modello di micro-simulazione che verrà utilizzato per lo studio – contengono diverse tipologie di dati, dalle  misurazioni di peso e altezza alle rilevazioni degli agenti inquinanti, dalle diagnosi cliniche all’ utilizzo di servizi sanitari, campioni di sangue, tessuti e DNA. Tutte queste informazioni verranno combinate in modo da studiare gli effetti dell’esposizione ai diversi fattori lungo tutta la vita degli individui”.

Il progetto mette insieme 15 istituti di ricerca e tre piccole e medie imprese, in otto paesi europei, con conoscenze avanzate di epidemiologia, genetica, epigenetica, metabolomica, stili di vita, matematica, economia, policy making e tecnologia dei sensori.  Uno dei principali obiettivi sarà sviluppare nuovi metodi e strumenti di monitoraggio e previsione che possano tradursi in politiche della salute innovative, come, ad esempio, una app in grado di misurare in tempo reale la salute cardio-metabolica integrandosi con i dispositivi indossabili ultra-leggeri in grado di rilevare l’esposizione ai fattori inquinanti in tempo reale.

LongITools si articolerà in 11 gruppi di lavoro progettati per generare un catalogo di dati FAIR, strutturati dunque secondo i quattro criteri “Findable, Accessible, Interoperable, Reusable”, in modo da creare una infrastruttura virtuale alla quale ogni partner può accedere per lavorare all’ analisi dei dati, per la maggior parte di natura sanitaria, di sua competenza, nel completo rispetto della privacy e  dell’anonimato delle persone che hanno partecipato alla ricerca fornendo dati personali e sensibili.
 
Al Ceis “Tor Vergata” è stata affidata la guida del gruppo di ricerca, a cui partecipa anche l’University College London, che avrà il compito di stimare l’impatto economico dell’interazione tra l’esposizione ai diversi fattori ambientali e l’insorgere di patologie croniche e simularne gli effetti nel lungo periodo. Il responsabile scientifico della parte di progetto affidata al Ceis è il prof. Vincenzo Atella, ordinario di Economia Politica al Dipartimento di Economia e Finanza di “Tor Vergata”.
 
“Uno degli obiettivi chiave di LongITools  –  afferma Piano Mortari –   sarà generare previsioni basate sull’analisi dei dati che possano incidere sulle decisioni di politica sanitaria. In particolare, mediante utilizzo di strumenti quali la micro-simulazione sarà possibile costruire degli scenari dove verranno simulati gli effetti di lungo periodo di diverse politiche sanitarie, ad esempio l’incremento dell’attività fisica, il miglioramento della dieta o la riduzione dell’inquinamento, per poi confrontarne gli effetti in termini di benessere della popolazione». Il progetto adotterà un approccio olistico, mettendo in relazione la salute e il benessere individuale con l’ambiente al fine di studiare l’evoluzione temporale di queste patologie e di selezionare dove e come intervenire al meglio nel corso della vita al fine di ridurne i rischi”.
 
“La ricchezza dei dati a disposizione di LongITools consentirà ai ricercatori – conclude Andrea Piano Mortari – di generare nuove conoscenze, identificando i probabili meccanismi causali (diretti e indiretti) attraverso i quali le esposizioni a fattori ambientali, naturali e artificiali, influenzano il rischio di malattie non trasmissibili, distinguendo la componente genetica da quella legata alle scelte politiche”.

10 Febbraio 2020

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