La Asl Rieti presenta il I° Piano aziendale delle cronicità. D’Amato: “Una rivoluzione”

La Asl Rieti presenta il I° Piano aziendale delle cronicità. D’Amato: “Una rivoluzione”

La Asl Rieti presenta il I° Piano aziendale delle cronicità. D’Amato: “Una rivoluzione”
Si tratta del primo esempio di programmazione aziendale specifica nella Regione. Al centro la persona e il suo progetto di cura. Si rafforza l’integrazione tra le diverse professionalità, indispensabile per migliorare la prevenzione e il controllo delle malattie al fine di assicurare una buona qualità di vita ai pazienti. Per l’assessore alla Salute “uno strumento importante per garantire equità, accessibilità e fruibilità delle cure”, ma anche “un’impronta innovativa nella governance aziendale”.

Presentato questa mattina, presso l’Auditorium Varrone a Rieti, il I° Piano Aziendale delle Cronicità della provincia di Rieti, primo esempio di programmazione aziendale specifica in tutta la Regione Lazio e un importante strumento di pianificazione sanitaria per i pazienti cronici: un sistema completamente nuovo, che rappresenta l’applicazione del Piano della Cronicità Nazionale e che vuole mettere al centro la persona e il suo progetto di cura, rafforzando l’integrazione tra le diverse professionalità, passaggio indispensabile per migliorare la prevenzione e il controllo delle malattie al fine di assicurare una buona qualità di vita ai pazienti.

A presentarlo, oltre al Direttore Generale della Asl di Rieti Marinella D’Innocenzo, al Direttore Sanitario Vincenzo Rea, e al Direttore Amministrativo Anna Petti, c’erano l’Assessore alla Sanità e Integrazione Socio-Sanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato, il Coordinatore Nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato e Cittadinanzattiva Tonino Aceti, una rappresentanza di Sindaci, i rappresentanti nazionali e regionali di Associazioni di pazienti e di Volontariato, gli Ordini e le Federazioni professionali, le Organizzazioni sindacali e il mondo della Scuola.

“Le malattie croniche – ha spiegato D’Amato – rappresentano la vera sfida della sanità del futuro del Lazio. La domanda di servizi sanitari per soggetti anziani con patologie croniche negli ultimi anni è diventata sempre più alta e, di conseguenza, la spesa destinata a questa fascia di popolazione”. La provincia di Rieti presenta un indice di vecchiaia tra i più alti a livello nazionale con circa il 25% della popolazione over 65 anni e punte vicine al 30% in alcune zone del territorio. “Il Piano Aziendale delle Cronicità – conclude D’Amato – rappresenta uno strumento importante per garantire equità, accessibilità e fruibilità delle cure e definisce un’impronta innovativa nella governance aziendale”.

“L’obiettivo – ha spiegato D’Innocenzo – è modificare la prospettiva utilizzata finora per la presa in carico dei pazienti, concentrando la competenza su urgenze e alta specializzazione all’Ospedale e affidando all’assistenza territoriale la cura delle malattie croniche tramite l'incremento della domiciliarità anche attraverso l'uso della tecnologia (dalla Teleassistenza domiciliare al Teleconsulto specialistico), la realizzazione di reti assistenziali, la centralità del ruolo dei medici di famiglia, la riorganizzazione dei servizi sul territorio, l'elaborazione di Piani di cura personalizzati per i pazienti, la creazione di percorsi clinico assistenziali integrati ospedale-territorio e omogenei sull’intera provincia”.

Nel piano gli obiettivi di cura nei pazienti con cronicità, sono finalizzati al miglioramento del quadro clinico e dello stato funzionale, alla minimizzazione della sintomatologia, alla prevenzione della disabilità e al miglioramento della qualità di vita. Per realizzarli è necessaria una corretta gestione della persona assistita da parte dei diversi professionisti sanitari interessati e la definizione di nuovi percorsi assistenziali che siano in grado di prendere in carico il paziente nel lungo termine, prevenire e contenere la disabilità, garantire la continuità assistenziale e l’integrazione degli interventi sociosanitari.

Obiettivo generale è modificare la prospettiva utilizzata finora per la presa in carico dei pazienti, concentrando la competenza su urgenze e alta specializzazione all’Ospedale e affidando all’assistenza territoriale la cura delle malattie croniche tramite l'incremento della domiciliarità anche attraverso l'uso della tecnologia (dalla Teleassistenza domiciliare al Teleconsulto specialistico), la realizzazione di reti assistenziali, la centralità del ruolo dei medici di famiglia, la riorganizzazione dei servizi sul territorio, l'elaborazione di Piani di cura personalizzati per i pazienti, la creazione di percorsi clinico assistenziali integrati ospedale-territorio e omogenei sull’intera provincia. Tutti elementi evidenti nel Piano delle Cronicità dell’Azienda Sanitaria di Rieti, all’interno del quale rappresentano cardini imprescindibili: la prevenzione primaria e secondaria, l’adeguata organizzazione dei servizi e programmazione operativa, la loro prossimità, anche attraverso strumenti quali le équipe multidisciplinari itineranti, le farmacie di servizi, infermieri e assistenti sociali di comunità, e la proattività degli interventi, secondo quella che viene definita medicina di iniziativa anziché di attesa.

Nel Piano delle Cronicità della Asl di Rieti la persona viene considerata al centro del sistema e presa in carico globalmente grazie alla costruzione di percorsi clinico-assistenziali e a una relazione empatica tra il team assistenziale e la persona con cronicità e i professionisti di riferimento. L’approccio umanistico e umanizzato del piano e dei percorsi rende evidente la vicinanza alla persona, al suo contesto e ai suoi vissuti, risultando importante e ormai inevitabile il coinvolgimento di tutti gli attori della cura, sia medica, che psicologica che sociale, le alleanze su obiettivi di salute con tutti gli operatori della filiera assistenziale coinvolti quali i privati accreditati, gli ambiti territoriali e il terzo settore.

26 Settembre 2018

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