Lazio. Pronto soccorso. Omceo Roma chiede un tavolo urgente con Regione: “Affrontare emergenza, non si può più attendere”

Lazio. Pronto soccorso. Omceo Roma chiede un tavolo urgente con Regione: “Affrontare emergenza, non si può più attendere”

Lazio. Pronto soccorso. Omceo Roma chiede un tavolo urgente con Regione: “Affrontare emergenza, non si può più attendere”
Il presidente dell’Ordine dei medici Antonio Magi si è fatto promotore di una richiesta, rivolta alla Regione Lazio, di un incontro con i presidenti Omceo delle province del Lazio, l’assessore D’Amato e i responsabili dei PS della Regione per affrontare e superare le criticità dei Pronto Soccorso a partire dalla revisione del DCA Regionale 8/2011 che basa le risorse umane in organico solo sul numero degli accessi e non sulle reali attività svolte in PS.

Un board ristretto, composto dai presidenti Omceo delle province della Regione Lazio, i Direttori di servizi di PS del Lazio e l’assessore Alessio D’Amato per discutere di poche, attente e puntuali osservazioni in merito alle criticità di cui soffrono i pronto soccorso di molto presidi della Regione. È questo il senso dell’incontro che si è svolto oggi, presso la sede dell’Ordine dei medici di Roma e Provincia, dove sotto la guida del Presidente Antonio Magi c’è stato un confronto tra i presidenti Omceo delle province e diversi Direttori di servizi di PS del Lazio.
 
L’incontro nasce in seguito ad una lettera che nei giorniscorsi una trentina di Direttori di servizi di PS della Regione hanno inviato Al Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma e per conoscenza al Ministro della Salute, al Ministro dell’Istruzione dell’ Università e della Ricerca, al Presidente della Regione Lazio, all’Assessore Sanità e Integrazione Socio-Sanitaria  della Regione Lazio e ai Presidenti degli Ordini dei Medici delle Province di Rieti, Viterbo, Latina e Frosinone.
 
In sostanza ciò che si chiede alla politica regionale è innanzitutto: la revisione della DCA Regionale 8/2011 che basa le risorse umane in organico solo sul numero degli accessi e non sulle reali attività svolte in PS; un incremento del numero di borse regionali destinate alle scuole di specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza, anche rivedendo i criteri di accesso per i medici che già lavorano nelle strutture dell’emergenza; un significativo miglioramento delle condizioni di lavoro in PS; miglioramento strutturale ed organizzativo per i PS, finalizzato a ridurre le aggressioni ed il rischio di contrarre malattie infettive da parte degli operatori sanitari; Sottrarre alla responsabilità gestionale del PS i pazienti per i quali è stato già deciso il ricovero; ridistribuire il lavoro tra professionalità diverse, sollevando il medico da incombenze burocratiche che altri possono svolgere, anche con costi inferiori, facendo sì che egli possa dedicare tutto il proprio tempo alla gestione del paziente.
 
Di tutto questo si è fatto portavoce e coordinatore Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma, il quale ha chiesto ai presenti di “rappresentare in pochi punti le soluzioni ai problemi di cui abbiamo parlato per portarle all’attenzione dell’assessore alla sanità perché – ha aggiunto Magi – se non hai la soluzione sei parte del problema”.
 
La valutazione di Francesco Franceschi, del PUA Gemelli è che “nel Lazio sono state fatte scelte sbagliate, ad esempio le case della Salute sono rimaste vuote mentre gli accessi ai PS sono aumentati e quello che si sarebbe dovuto fare invece è l’implementazione dei medici specialisti ambulatoriali sul territorio”. 
 
Per Fabrizio Cristofari del F. Spazia di Frosinone “uno degli aspetti più preoccupanti per chi opera nel PS è quello medico legale, perché aumentano i rischi viste le condizioni in cui siamo costretti a lavorare.”

19 Dicembre 2018

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