Lombardia. Corte dei conti su Aria: nel 2019 solo 36% dei beni e servizi in sanità acquistati in modo centralizzato

Lombardia. Corte dei conti su Aria: nel 2019 solo 36% dei beni e servizi in sanità acquistati in modo centralizzato

Lombardia. Corte dei conti su Aria: nel 2019 solo 36% dei beni e servizi in sanità acquistati in modo centralizzato
I giudici contabili confermano le criticità dell’Azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti della Lombardia, osservando come “alla debolezza dell’attività di programmazione degli investimenti del servizio si aggiunge lo scarso ricorso all’aggregazione e alla centralizzazione delle procedure per gli investimenti e gli acquisti”. E la Regione Lombardia “sembra non avere piena consapevolezza” delle criticità. Questi alcuni dei passaggi della Relazione della Corte dei Conti al termine dell’istruttoria. LA RELAZIONE

A fronte di una media degli acquisti programmati intorno al 70%, gli acquisti effettuati in Lombardia tramite Aria n modalità centralizzata dagli enti sanitari regionali si sono fermati, nel 2019, al 36%. Il restante 64% avviene e attraverso altri canali (CONSIP, autonomi, aggregati, in concessione). È quanto emerge nella Relazione della Corte dei conti della Lombardia su Aria (società in house della Regione Lombardia nata dalla fusione tra LISpa, ARCA Spa e ILSpa) e la programmazione e gestione degli acquisti di beni e servizi in ambito sanitario.

Una relazione non facile da sviluppare se si tiene conto, evidenzia la Corte dei conti, che “la presentazione dei dati, nonostante le plurime precisazioni, non consentiva un’analisi e un trattamento adeguati all’indagine da svolgere”. Pertanto, la Corte dei conti ha dovuto “verificare, adattare e rielaborare i dati inviati, e spesso anche reperirli, con particolare riguardo all’ambito degli acquisti sanitari”. Ed è stato questo “un primo elemento di importante criticità” emerso, quello della gestione dei flussi informativi. “Un fattore critico trasversale riguarda, infatti – rilevano i giudici contatti -, l’inadeguatezza del sistema informativo di ARIA Spa, in relazione agli obiettivi strategici ad essa assegnati, che dovrebbero costituire un supporto al governo integrato della spesa guidato dall’analisi dei dati”.

A partire da questa considerazione, la Corte dei conti non ha potuto che confermare l’inadeguatezza dell’Azienda, già nell’occhio del ciclone per i problemi di forniture emerse in tutta la loro drammaticità nel corso dell’emergenza covid e nella successiva campagna vaccinale contro l'influenza, e ancora, negli ultimi giorni, con il caos prenotazioni nell'ambito della campagna vaccinale anti Covid.

Il fatto è che Aria non assolve al compito che le è stato dato. Se infatti la DGR n. 3751 del 30 ottobre 2020, che definisce per il biennio 2021 – 2022 l’attività contrattuale per l’acquisizione di beni e servizi e approva la “programmazione integrata di sistema”, riguardante tutti gli enti del Sistema regionale, “sembra delineare un ruolo di ARIA Spa molto rilevante”, configurando l’Azienda come “soggetto regionale a disposizione e a supporto degli Enti locali dell’intera Regione, per guidare la trasformazione integrata ‘dalla razionalizzazione della spesa alla trasformazione digitale’ del territorio lombardo”, le risultanze raccolte dalla Corte dei conti mostrano, per gli anni 2019 e 2020, “una realtà molto diversa. ARIA Spa, allo stato attuale, si configura come un mero soggetto aggregatore “a domanda”, senza una sostanziale possibilità di influenzare le richieste degli enti sanitari. ARIA Spa risulta così, per i giudici contabili, “semplice destinataria degli scenari determinati, da una parte, dagli enti sanitari che presentano le richieste e, dall’altra, dalla Regione Lombardia che fornisce agli enti il nulla osta all’attivazione dell’acquisto”.
 
Per i giudici contabili, inoltre, “la debolezza dell’attività di programmazione da parte del sistema Regione-ARIA-enti del servizio sanitario regionale è confermata anche nel campo degli investimenti, a cui è dedicato solo l’1% del fondo sanitario, con un’attività di aggregazione degli acquisti limitata allo 0,2% di tutte le procedure di appalto bandite nel periodo in esame. L’istruttoria ha inoltre mostrato un’elevata incidenza degli acquisti non soggetti a gara per circa un miliardo di euro”.

E ancora, osserva la Corte dei conti, “alla debolezza dell’attività di programmazione degli investimenti del servizio sanitario regionale lombardo”, Aria aggiunge “lo scarso ricorso all’aggregazione e alla centralizzazione delle procedure per gli investimenti e gli acquisti di attrezzature sanitarie”. Fenomeno, osserva la Corte dei conti, “confermato dai dati sui lavori pubblici di edilizia sanitaria: negli undici interventi in corso riportati in istruttoria, infatti, ARIA Spa non risulta aver mai assunto il ruolo di soggetto aggregatore, bensì la diversa funzione di stazione appaltante delegata”.

Peraltro, osservano i giudici contabili, “l’istruttoria ha consentito di chiarire solo in minima parte le ragioni sottese alla scelta degli enti del SSR di provvedere all’approvvigionamento di beni e servizi in autonomia”. Quanto al ruolo della Regione, la Corte dei conti osserva come “della distanza fin qui delineata, la Regione Lombardia sembra non avere piena consapevolezza, non avendo adottato alcun intervento correttivo per perseguire l’obiettivo individuato di incrementare la quota di acquisti centralizzati. Ad eccezione del limitato controllo svolto su tre convenzioni ARIA non erose, non risultano attività volte a cogliere motivazioni e caratteristiche degli acquisti effettuati senza far ricorso alle convenzioni ARIA benché, ad esaminare i dati di bilancio 2019, tali acquisti autonomi ammontino a circa i due terzi della spesa complessiva in aggregato e mostrino una grande eterogeneità di comportamento tra enti”.

In conclusione, ribadisce la Corte dei conti, “si può affermare che la realtà attuale di ARIA Spa, sotto il profilo della programmazione di sistema, non corrisponda ancora alle finalità che la Regione Lombardia intendeva realizzare” con l’unione delle “competenze sulla centralizzazione dei fabbisogni e sull’analisi dei dati, al fine di procedere con il governo integrato della spesa regionale attraverso le attività di governance by data, intese come il supporto alle politiche regionali, anche in relazione alla spesa, secondo un approccio guidato dall’analisi dei dati”.

16 Aprile 2021

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