Lombardia. Lorenzin critica riforma cronicità: “Così non va, sistema a rischio”

Lombardia. Lorenzin critica riforma cronicità: “Così non va, sistema a rischio”

Lombardia. Lorenzin critica riforma cronicità: “Così non va, sistema a rischio”
"Questa riforma non si sta incardinando sugli elementi che avevamo deciso: nasceva con l'intento di una presa in carico del paziente sul territorio 'non ospedalizzato', ma i primi riscontri che abbiamo sono invece che tende a rispostare l'assistenza sull'ospedale e così non va. Si trasformano i primari in medici di base invece di dare al medico di fagmilia la possibilità di agire più fortemente sul territorio". Così la ministra della Salute.

"Un tema molto forte in Lombardia è quello della riforma sanitaria sulla cronicità, che io ho sostenuto come una riforma sperimentale anche se prendeva una piega diversa rispetto alla linea che sto conducendo a livello nazionale sulla gestione tra hub e territorio. Devo dire però che questa riforma non si sta incardinando sugli elementi che avevamo deciso: nasceva con l'intento di prendere in carico la persona, e quindi con una presa in carico del paziente sul territorio 'non ospedalizzato', ma i primi riscontri che abbiamo sono invece che tende a rispostare l'assistenza sull'ospedale e così non va". E' la riflessione del ministro della Salute e leader di Civica Popolare, Beatrice Lorenzin

"O si lavora seriamente su un'integrazione socio-assistenziale che non fa perno sull'ospedale ma sul territorio, o si rischia seriamente che una gestione non accurata della riforma comprometta una delle sanità migliori d'Italia", ammonisce il ministro oggi a Milano, in occasione di un incontro politico pre-elettorale e di un convegno proprio sul tema della sanità e della nuova 'geografia' disegnata per il sistema socio sanitario della regione, promosso da Angelo Capelli, vice presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale lombardo e candidato alla Camera nel collegio di Rozzano. 
 
"Si trasformano i primari in medici di base – osserva Lorenzin – invece che dare al medico di famiglia la possibilità di agire più fortemente sul  territorio".
 
"Non ho idea – aggiunge Lorenzin – se Attilio Fontana", candidato alla presidenza della Regione Lombardia per il centrodestra, "sia in grado o meno di garantire il prosieguo della riforma. Sinceramente non ho ascoltato grandi proposte in termini sanitari. Non vedo a livello nazionale un dibattito sulla sanità da parte della Lega in grado non solo di continuare l'opera fatta da Maroni, ma proprio l'opera sulla sanità in generale – incalza il ministro – Ho qualche serissimo dubbio. Da ministro sono sempre aperta nei confronti di tutti, come leader di una forza politica non a caso abbiamo scelto Giorgio Gori perché ci sembra estremamente più affidabile nell'attuazione e nel rispetto di regole che riguardano la sanità pubblica e privata in grado di rimettere in carreggiata la riforma lombarda".  

19 Febbraio 2018

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