Lombardia. Proposta Pd per regolamentare i farmaci a  base di cannabis. Valmaggi: “Regione ha perso troppo tempo”

Lombardia. Proposta Pd per regolamentare i farmaci a  base di cannabis. Valmaggi: “Regione ha perso troppo tempo”

Lombardia. Proposta Pd per regolamentare i farmaci a  base di cannabis. Valmaggi: “Regione ha perso troppo tempo”
Secondo la proposta di Pd i pazienti per i quali gli specialisti avranno indicato i farmaci cannabinoidi come soluzione terapeutica potranno acquistarli nelle farmacie specializzate ed assumerli a casa propria, anziché, come avviene ora, solo in ospedale o in una struttura specializzata. I farmaci cannabinoidi potranno comunque essere prescritti solo in presenza di un Piano Terapeutico Individualizzato formulato da specialisti.

Una legge regionale per regolamentare e favorire anche in Lombardia l'utilizzo di farmaci a base di cannabis per tutte le patologie oncologiche e croniche previste dalla normativa nazionale. È quanto chiede il Partito Democratico che ha appena depositato in Consiglio regionale un progetto di legge, firmato anche dai colleghi del Patto Civico, al fine di colmare un vuoto normativo a cui altre undici regioni italiane hanno già posto rimedio.
 
Un altro progetto di legge in materia, di iniziativa popolare, è stato depositato il 28 gennaio scorso corredato di 6032 firme di elettori lombardi. I promotori fanno capo all'associazione radicale Enzo Tortora tra cui il neo assessore di Milano Lorenzo Lipparini. Nell'elaborazione del proprio testo il Pd ha tenuto con essi una stretta collaborazione, ma ha deciso di formularne uno nuovo per la ragione tecnica che un progetto di legge di iniziativa popolare, a differenza di quello di iniziativa consiliare, non può essere modificato ma solo approvato o respinto dall'Aula e ciò, spesso, ne determina l'affossamento.
L'assenza di una normativa regionale di fatto inibisce la possibilità di prescrivere questo tipo di farmaci , se non per la sola SLA, e di vederli rimborsati dal Servizio sanitario regionale.

Secondo la proposta di Pd, dunque, i pazienti per i quali gli specialisti avranno indicato i farmaci cannabinoidi come soluzione terapeutica potranno acquistarli nelle farmacie specializzate, anche su ricetta del medico curante, ed assumerli a casa propria, anziché, come avviene ora, solo in ospedale o in una struttura specializzata. I farmaci cannabinoidi potranno comunque essere prescritti solo in presenza di un Piano Terapeutico Individualizzato formulato da specialisti. La prosecuzione della cura, invece, potrà avvenire anche presso il domicilio del paziente. L'esito della terapia e la sua sicurezza saranno valutate dal medico prescrittore, mentre starà allo specialista confermare, o revocare, il piano terapeutico individualizzato ogni sei mesi.

Secondo la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi, prima firmataria del progetto di Legge, “la Lombardia ha perso molto tempo e noi vogliamo porre un termine a questa lacuna. Sono anni che diversi studi scientifici dimostrano l'utilità di principi attivi contenuti nella cannabis per alleviare il dolore e per curare diverse malattie, ma purtroppo ci sono una serie di ostacoli che ne impediscono l'accesso a chi ne avrebbe bisogno. Noi pensiamo che questi farmaci debbano essere accessibili, anche economicamente, per chi ne ha davvero necessità”.
 
Le proprietà terapeutiche della cannabis sono riconosciute dalla scienza medica sia nell’ambito delle terapie del dolore in pazienti oncologici sia in patologie più specifiche come glaucoma, epilessia, diverse patologie neurologiche, alcune patologie psichiatriche, stress post-traumatico, emicrania, depressione, traumi celebrali, ictus, malattie infiammatorie croniche intestinali quali morbo di Crohn e colite ulcerosa, astenia, anoressia, sindrome bipolare e sindrome di Tourette, spasticità muscolare, artrite reumatoide e altre malattie infiammatorie autoimmuni croniche, asma bronchiale, malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer, còrea di Huntington e morbo di Parkinson, patologie cardiovascolari, sindrome da astinenza nelle dipendenze da sostanze e Sindrome di Immunodeficienza Acquisita (AIDS).

Con il Decreto del Ministero della Salute del 18 aprile 2007 (Aggiornamento e completamento delle tabelle contenenti l’indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope e relative composizioni medicinali, di cui al D.P.R. 9 ottobre 1990, n.309, e successive modificazioni ed integrazioni, recante il testo unico delle leggi in materia di disciplina delle sostanze stupefacenti e sostanze psicotrope e di prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), ai principi attivi cannabinoidi è stato riconosciuto valore farmacologico. Dopo quella data diverse regioni hanno approvato una legge regionale attuativa: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto, Umbria.

Finora la Regione Lombardia, con la DGR X/4702, ha unicamente recepito le indicazioni nazionali in materia previste dal Decreto Ministeriale del 9 novembre 2015 (Funzioni di Organismo statale per la cannabis previsto dagli artt 23 e 28 della Convenzione Unica sugli Stupefacenti del 1961, come modificata nel 1972 per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis), senza prevedere un percorso normativo che consenta l’utilizzo dei farmaci a base cannabinoide.

01 Agosto 2016

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