Medicina democratica: “Le otto criticità della riforma sanitaria lombarda”. E ai pazienti: “Restate con i vostri medici di famiglia”

Medicina democratica: “Le otto criticità della riforma sanitaria lombarda”. E ai pazienti: “Restate con i vostri medici di famiglia”

Medicina democratica: “Le otto criticità della riforma sanitaria lombarda”. E ai pazienti: “Restate con i vostri medici di famiglia”
Lettera aperta all’assessore Gallera:  “Lo strumento individuato per  migliorare l’assistenza per i cittadini affetti da patologie croniche non sembra affrontare alcuno dei nodi che rendono difficile per i pazienti e per i medici di medicina generale far fronte in modo adeguato alle necessità di procedure diagnostiche e terapeutiche”. LA LETTERA.

Da oggi in Lombardia saranno inviate ai pazienti cronici le lettere per chiedere l'adesione alla riforma regionale lombarda sulla gestione dei pazienti cronici. Cogliendo questa occasione, Medicina Democratica Onlus e 37 e 2 (trasmissione di Radio Popolare sulla salute) hanno inviato una lettera aperta all’assessore al welfare Giulio Gallera sottolineando i nodi più critici della riforma e invitando i cittadini a non aderirvi e rimanere con il proprio medico di base.

Diverse le criticità identificate dall’organizzazione, secondo cui “lo strumento individuato [per  migliorare l’assistenza per i cittadini affetti da patologie croniche] (affidamento ad un Gestore) non sembra però affrontare alcuno dei nodi che rendono difficile per i pazienti e per i medici di medicina generale (sostanzialmente e inopinatamente posti ai margini del progetto) far fronte, in modo adeguato, alle necessità di procedure diagnostiche e terapeutiche.

Sollecitando una risposta dell’assessore, Medicina Democratica Onlus e 37 e 2 elencano le otto criticità che necessitano di soluzione. Eccole:

“1. [la riforma] non affronta e non risolve il problema annoso delle liste di attesa. Tale disfunzione, fra le maggiori inefficienze lamentate dai soggetti interessati,  risulta ulteriormente aggravata dalla cattiva gestione derivante dai “tetti di spesa” (che sono causa notoria del blocco di attività ambulatoriali, visite specialistiche e prestazioni sanitarie regolarmente verificatesi negli ultimi mesi dell’anno, a cui  dovrebbe ovviarsi – ma il suggerimento è meramente indicativo essendo ben più ampio il campo degli sprechi –   limitando o eliminando consulenze, uffici di staff e altre sovrastrutture burocratiche oggettivamente inutili. Da anni si assiste invece a tagli  continui e sistematici  al sistema sanitario pubblico, “compensati” da abnormi finanziamenti a favore del sistema privato accreditato. Anche i provvedimenti in esame risentono della medesima filosofia);
 
2. toglie ai malati cronici la libertà di scelta, ovvero la possibilità di continuare a farsi seguire dallo stesso specialista o dalla stessa struttura sanitaria presso i quali erano in cura precedentemente, costringendoli ad accettare lo specialista e le strutture sanitarie, pubbliche o private accreditate, imposte dal gestore;
 
3. ignora volutamente che, per evitare sia inutili e interminabili attese telefoniche sia lunghe liste di attesa, sarebbe sufficiente ristabilire, come era nel passato, la possibilità di fissare immediatamente, al termine della visita programmata, la data per il successivo controllo. Questa soluzione sarebbe ottimale in particolare per i malati cronici ed estremamente conveniente sul piano economico perché non necessiterebbe di alcun gestore;
 
4. determina possibili e spiacevoli situazioni conflittuali e di confusione nel caso in cui il paziente scegliesse un gestore per la cronicità pur rimanendo necessariamente in carico al proprio medico di base per tutte le altre malattie;
 
5. omette di precisare se eventuali prestazioni non inserite nel PAI che si rendessero necessarie nel corso dell’anno saranno, o meno, a carico del paziente;
 
6. provoca indebite violazioni del segreto professionale e del diritto alla privacy, rinviando genericamente a successivi provvedimenti le modalità di trattamento dei dati sensibili;
 
7. prevede la destinazione di soldi pubblici per pagare i compensi destinati alle nuove figure previste dalla proposta regionale  (manager, coordinatori, medici addetti alla stesura del PAI, ecc.); in tal modo diminuirà la disponibilità economica destinata direttamente alle cure e all’assistenza dei cittadini;
 
8. contiene errori madornali nella formulazione dei set di riferimento. Valga, ad esempio, il set relativo ai pazienti ipertesi, nel quale risultano inclusi la mammografia, la RX lombosacrale, del femore e della caviglia e la visita urologica, mentre sono del tutto assenti il monitoraggio 24 ore pressione, l’ECG dinamico Holter, il test da sforzo,  EcoColor Doppler grossi vasi addominali, EcoColor Doppler arterie renali.  Non essendo prevista la possibilità che il gestore richieda prestazioni al di fuori dei Set di riferimento, deve dedursi che le stesse, a causa dell’illogicità della previsione del set (di cui sarebbe interessante conoscerne gli autori), siano a totale  carico del paziente”.

15 Gennaio 2018

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