Neonata morta all’Umberto I di Roma lo scorso ottobre. La Regione: “Nessuna negligenza. Nata pretermine, situazione si è aggravata”

Neonata morta all’Umberto I di Roma lo scorso ottobre. La Regione: “Nessuna negligenza. Nata pretermine, situazione si è aggravata”

Neonata morta all’Umberto I di Roma lo scorso ottobre. La Regione: “Nessuna negligenza. Nata pretermine, situazione si è aggravata”
I genitori avrebbero porto denuncia. La bimba era nata il 20 agosto pre termine di peso molto basso, situazione aggravata da una sofferenza perinatale, da una grave insufficienza respiratoria e dalla presenza di dotto di botallo pervio, è stata la sepsi da Serratia marcescens ampliata da uno shock settico e da una disfunzione multiorgano. Per la Regione “i professionisti hanno fatto tutto il possibile”.

Sarebbe morta per un'infezione contratta in ambiente ospedaliero la neonata di 49 giorni deceduta all’Umberto I di Roma il 10 ottobre 2018. I genitori, secondo quanto riferito dalla stampa, avrebbero presentato un esposto-denuncia per omicidio colposo alla Procura della Repubblica di Roma, che avrebbe avviato le indagini preliminari e si appresterebbe a disporre, nei prossimi giorni, una consulenza tecnica per far luce sulla morte della piccola.

Sulla vicenda interviene, intanto, l’assessorato alla Salute della Regione Lazio, che spiega di avere ricevuto questa mattina da parte della direzione generale dell’azienda ospedaliera universitaria la relazione clinica in riferimento al decesso della neonata.

“Dal quadro clinico – spiega l’assessorato in una nota – emerge che si tratta di una neonata pre termine di peso molto basso alla nascita con pluripatologie nata il 20 agosto e deceduta il 10 ottobre. E’ stato effettuato il 12 ottobre il riscontro autoptico. La causa del decesso oltre alla prematurità, aggravata inizialmente da una sofferenza perinatale, da una grave insufficienza respiratoria e dalla presenza di dotto di botallo pervio, è stata la sepsi da Serratia marcescens ampliata da uno shock settico e da una disfunzione multiorgano”.

Per quanto si evince dall’audit clinico nei 49 giorni di vita, “tutti i professionisti della terapia intensiva neonatale hanno fatto tutto il possibile per salvare la vita della piccola prematura”. Per l’assessorato, quindi, “nessuna negligenza” da parte del personale. “La terapia intensiva neonatale dell’Umberto I – evidenzia l’assessorato nella nota – è una struttura di assoluto riferimento nazionale e sono state eseguite tutte le indicazioni contenute nei protocolli clinici internazionali. Peraltro dai continui monitoraggi sulle infezioni la terapia intensiva neonatale del Policlinico Umberto I risulta assolutamente sicura e con incidenza tra le più basse a livello nazionale ed internazionale e vengono trattati oltre 200 casi l’anno”.

Nella nota l’assessorato esprime ai famigliari della piccola “va tutta la solidarietà e vicinanza” e garantisce che “l’azienda ospedaliera è a completa disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti necessari”.

09 Gennaio 2019

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