Obbligo vaccini. Scaramelli (pres. Comm. Salute) dopo incontri con i genitori contrari: “Ora una pausa di riflessione sulla legge regionale”

Obbligo vaccini. Scaramelli (pres. Comm. Salute) dopo incontri con i genitori contrari: “Ora una pausa di riflessione sulla legge regionale”

Obbligo vaccini. Scaramelli (pres. Comm. Salute) dopo incontri con i genitori contrari: “Ora una pausa di riflessione sulla legge regionale”
Il presidente della commissione Sanità al termine della giornata di audizioni di genitori, comitati e associazioni contrari all'obbligo vaccinale: “Serve una legge attenta, oculata, frutto di consapevolezza. Tra aprile e maggio, i consiglieri avranno modo di maturare le loro proposte ed emendamenti”.

Quella di ieri, in Commissione Salute del Consiglio Regionale, è stata la giornata dedicata alle audizioni di genitori, associazioni contrari alla proposta di legge che intende introdurre in Toscana l'obbligo alle vaccinazioni per far accedere i bambini al nido e alla scuola materna. La commissione regionale Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd), ha ascolto oltre ottanta voci: 48 audizioni al mattino, 39 nel pomeriggio. “Ora serve una pausa di riflessione, ci diamo i tempi necessari. Tra aprile e maggio, i consiglieri avranno modo di maturare le loro proposte e emendamenti”, ha affermato Scaramelli a termine dei lavori, definendo il lavoro svolto ieri “una bella giornata di ascolto”.

Ciò che serve, ha spiegato il presidente a margine della seduta, è arrivare alla stesura di una “legge attenta, oculata, che deve essere il frutto della consapevolezza, e della coscienza di quello che si sta facendo”. La strada, per il presidente della Commissione, è che “non si può imporre niente, bisogna distinguere bene le questioni”. Tra le line indicate dal presidente, una distinzione tra asilo nido e scuola materna: “Agli asili nido vanno ogni giorno circa 24mila bambini, alle materne 94mila. Il 97% dei toscani sceglie un percorso formativo delle materne. All'asilo ci va il 30% dei nostri figli”. L'ipotesi di lavoro, secondo Scaramelli, è che si possa “correlare l'obbligo normativo al nido, ma non è detto che si debba farlo per la scuola materna”. Allo stato attuale, “i dati ci dicono che per alcuni vaccini ci potremmo trovare con 20mila bambini che non vanno alle materne e non si risolverebbe il problema”.

Quello che sicuramente serve, ha proseguito il presidente della commissione Sanità, è un “processo culturale di consapevolezza in chi volontariamente sceglie. Magari sarebbe utile favorire uno sviluppo per quei vaccini che riguardano patologie che stanno emergendo. Penso al numero e alle casistiche del morbillo, o di altre patologie come la meningite per i quali le vaccinazioni si possono fare nei primi anni di vita”.

“Sono favorevole alle vaccinazioni, ho vaccinato i miei figli. Questa, però, è una legge malfatta, presenta dubbi di costituzionalità, ma anche di contenuti”, ha detto il vicepresidente della commissione, Stefano Mugnai (Forza Italia). “La sensazione è che più che innalzare le percentuali della popolazione vaccinata, si voglia dare un messaggio rispetto all'impasse della Sanità toscana sui casi di meningite. Così, corriamo il rischio di rafforzare le posizione di coloro che sono contro le vaccinazioni”.

Per il consigliere Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra), “introdurre l'obbligo per legge non è una buona strada”. Sardi si è detto “favorevole ai vaccini, sono pediatra di professione. Anche l'associazione di più vaccini non è un pericolo”. Ma no all’obbligo. Per Sarti, infatti, “i migliori risultati si sono raggiunti quando non si distingueva tra vaccini obbligatori e consigliati. Andare ad una guerra, contro una percentuale di genitori che rimane piccola, non vale la pena e rischia di trascinare anche gli indecisi sulle posizioni più oltranziste. Ci basta poco per arrivare alla soglia del 95 per cento di popolazione vaccinata”.

Anche il consigliere Andrea Quartini (Movimento 5 stelle) si dichiara “favorevole alle vaccinazioni, come si potrebbe non esserlo per una delle più grandi conquiste della medicina?”. Ma, osserva il consigliere, “quando in sanità ci si trova a dover ricorrere all’obbligo, si certifica il proprio fallimento. Meglio proporre buone campagne promozionali, corrette dal punto di vista scientifico. Con il consenso dei genitori si possono raggiungere le più alte soglie di vaccinazione”.

24 Marzo 2017

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