Ospedale Cardarelli. Il Dg insorge: “Basta discredito e strumentalizzazioni. Da noi impegno e risultati”

Ospedale Cardarelli. Il Dg insorge: “Basta discredito e strumentalizzazioni. Da noi impegno e risultati”

Ospedale Cardarelli. Il Dg insorge: “Basta discredito e strumentalizzazioni. Da noi impegno e risultati”
Risse, pazienti ricoverati sulle barelle, caos al PS. Se ne parla sui social e sulla stampa. Dichiarazioni “non verificate né verificabili”. Il Dg Verdoliva dice basta: “Ho il dovere di difendere il lavoro dei dipendenti che rappresento. Oltre tremila le donne e gli uomini che, con sacrificio e professionalità, tengono testa ogni giorno ad un lavoro cruciale per la vita di molti”. Poi snocciola i numeri: “Su 116 pazienti arrivati in Ps dalle ore 0,00, tanti inappropriati. Alle 17 dimessi in 69”. I DATI

“In questi giorni, da più parti, si sta cercando di rappresentare la condizione del Cardarelli come ‘drammatica’, se non peggio addirittura da ‘guerra civile’. Lo schema è sempre lo stesso: una telecamera nascosta, qualche sconosciuto che racconti qualcosa ad effetto per sentito dire e le immagini di barelle nell’area dell’emergenza che improvvisamente viene trasformata in un non meglio identificato ‘reparto’. L’idea è che, per alcuni, la sanità sia sempre più considerata ‘arma’ per lo scontro e sempre meno un bene al servizio dei cittadini. Da direttore generale non ho intenzione di affrontare questioni che non competono al mio ruolo, ma di certo ho il dovere di difendere il lavoro dei dipendenti che rappresento. Oltre tremila le donne e gli uomini che, con sacrificio e professionalità, tengono testa ogni giorno ad un lavoro cruciale per la vita di molti”. Ad affermarlo, in una nota, numeri alla mano, è il Dg del Cardarelli di Napoli, Ciro Verdoliva.

Il manager non nasconde le difficoltà dell’ospedale, ma ritiene che non siano tutto sommato peggiori di quelle vissute in molte grandi aziende. “Ho il dovere di chiedere scusa ai cittadini che rivolgendosi a noi con fiducia trovano una situazione logistica, in alcuni periodi, difficile”, scrive nella nota. “Chi nel quotidiano fa informazione seguendo le vicende della sanità – prosegue – sa bene che il Cardarelli è oggi un ospedale trasparente, un ospedale che vive le difficoltà di qualsiasi grande azienda chiamata ad erogare assistenza ad altissimo livello. Ma anche un ospedale aperto e trasparente con enormi eccellenze. Abbiamo sempre aperto le porte alle telecamere, ai fotografi e ai giornalisti per dare testimonianza della realtà (anche quando, come in questi giorni, c’è un forte congestionamento dell’area di emergenza). E’ grazie a questa reciproca disponibilità e correttezza che si è instaurato un rapporto di grande e reciproco rispetto con i giornalisti e più in generale con i media”.

“Questa direzione generale – ribadisce Verdoliva – non nasconderà mai nulla e allo stesso modo non accetterà mai che la realtà venga distorta. Non accettiamo e non accetteremo mai chi, utilizzando telecamere nascoste, tenta di gettare discredito sul lavoro che i 3.000 dipendenti del Cardarelli fanno ogni giorno. Soprattutto se alla base di questi ‘servizi’ vengono poste dichiarazioni che non sono né verificate né verificabili, come ad esempio riferendo ‘aggressioni tra pazienti per conquistare una barella’. Noi non ci prestiamo e non ci presteremo mai ad essere strumentalizzati per fini che con l’assistenza hanno poco a che fare”.

“Il nostro compito – conclude Verdoliva – è quello di lavorare per garantire salute, ed è quello che facciamo ogni giorno, ed è quello che continueremo a fare. Anche in giornate difficili come quelle della scorsa settimana e di oggi che ci vede – come sempre – in prima linea per accogliere tutti e respingere nessuno, per curare tutti nonostante tutto, per dare il massimo rispettando i casi nella loro diversa gravità”.

23 Gennaio 2019

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