Ospedale privato premia le centraliniste che “rubano” pazienti al pubblico. Medicina Democratica presenta ricorso al Tar

Ospedale privato premia le centraliniste che “rubano” pazienti al pubblico. Medicina Democratica presenta ricorso al Tar

Ospedale privato premia le centraliniste che “rubano” pazienti al pubblico. Medicina Democratica presenta ricorso al Tar
L'obiettivo è fare chiarezza sul presunto sistema di premialità che l'ospedale privato accreditato Multimedica, in Lombardia, riserva agli operatori del call center che convincono gli utenti ad effettuare esami e visite in regime privatistico, anziché prenotando la prestazione nell'agenda collegata al servizio sanitario pubblico. “Urgente attivare un centro unico di prenotazione per  porre fine a questo assurdo commercio”, dice l’associazione.

Medicina Democratica ha deciso di presentare ricorso contro l’ospedale privato lombardo Multimedica per fare chiarezza su quanto emerso nel corso della puntata del 2 dicembre 2022 della trasmissione “37e2”, condotta da Vittorio Agnoletto su Radio Popolare, da cui emergevano presunte premialità che l’Ospedale riserva agli operatori del call center che convincono gli utenti ad effettuare esami e visite in regime privatistico, anziché nel servizio sanitario pubblico.

“Di fronte al rifiuto da parte di Multimedica di fornire la documentazione richiesta con l’accesso civico agli atti, per fare chiarezza sul grottesco gioco del rubapaziente abbiamo deciso di ricorrere al TAR”, spiega in una nota Marco Caldiroli presidente di Medicina Democratica. “I cittadini e gli utenti lombardi – prosegue – hanno diritto di conoscere le modalità e gli accordi attraverso i quali il gruppo sanitario Multimedica, con il meccanismo delle premialità economiche concesse ai propri operatori, cerca di massimizzare i profitti: l’obiettivo infatti è spingere gli utenti ad abbandonare il servizio sanitario pubblico per rivolgersi alle loro strutture private”.

Alla richiesta di accesso agli atti, precisa la nota dell’associazione, “la società ha risposto solo parzialmente e soprattutto ha negato l’accesso proprio ai documenti relativi alle “premialità” in questione”. Per questo la decisione di ricorrere al TAR . “La sanità privata – ha proseguito Marco Caldiroli – approfitta economicamente del suo ruolo di servizio pubblico ma non vuole gli oneri e i doveri che hanno gli enti pubblici. Solo un giudice può restituire ai cittadini il diritto di conoscere le regole e gli interessi economici nascosti di tutti coloro che svolgono un servizio pubblico come la sanità convenzionata”.

17 Febbraio 2023

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