Ostetriche chiedono bonus babystter e fondo di solidarietà

Ostetriche chiedono bonus babystter e fondo di solidarietà

Ostetriche chiedono bonus babystter e fondo di solidarietà
I Consigli direttivi degli Ordini della Professione di Ostetrica della Regione Umbria si uniscono all'appello Fnopo affinché, nell’iter di conversione in legge, sia eliminata la “discriminazione” nei confronti della categoria ostetrica. L’auspicio è che “d’ora in avanti in tutti i provvedimenti nazionali, regionali futuri venga rivolta alla categoria ostetrica la doverosa attenzione e il giusto riconoscimento per il lavoro svolto”.

“A tutela della dignità delle ostetriche”, i Consigli direttivi degli Ordini della Professione di Ostetrica della Regione Umbria chiedono “a gran voce e con determinazione” che “si ponga fine alle discriminazioni che da troppo tempo la politica, a livello nazionale e a livello regionale, sta infliggendo alla Categoria ostetrica”. Un appello che arriva oggi perché, denunciano gli Opo umbri, la “discriminazione” perdura anche in relazione alle misure contenute nel Dl Cura Italia a sostegno delle altre professionisti che operano nel Ssn.
 
Ricordano, infatti, gli Opo, “l’esclusione al diritto di accesso al bonus babysitter (art. 25) e al Fondo di solidarietà (art. 22-bis introdotto con voto al Senato) contenuti nel decreto Cura Italia che sta ultimando l’iter di conversione in legge. Non è più possibile tacere e subire – continuano i rappresentanti regionali della categoria ostetrica -, a maggior ragione per il fatto che tali discriminazioni vengono attuate dalla Politica e dalle Istituzioni, ovvero quelle preposte alla tutela e al riconoscimento dei diritti dei cittadini e dei professionisti della salute”.
 
I consigli direttivi degli Ordini della Professione Ostetrica della Regione Umbria si uniscono, quindi, alla Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica”, chiedendo che nell’iter di conversione del DL Cura Italia, attualmente in esame alla Camera, al pari di altri operatori sanitari vengano riconosciuti anche alle ostetriche il bonus babysitter (art. 25) e il fondo di solidarietà per i familiari delle vittime del Covid-19.
 
“È indispensabile che la politica sani il vulnus rivolto all’intera Categoria che sta dimostrando ancora una volta, anche nell’attuale emergenza sanitaria da Covid-19, abnegazione e costanza nel proprio impegno quotidiano e che, nel rispetto delle misure di distanziamento, continua a garantire la propria presenza e assistenza alle donne nel periodo perinatale (gravidanza, parto, puerperio e allattamento), nella prevenzione nel senso più ampio del termine, sfruttando tutti gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia per evitare il rischio di contagio. Un rischio di contagio – evidenziano gli Opo umbri – che non fa sconti a nessuno stando ai dati pubblicati di recente dall’Istituto Superiore di Sanità, secondi i quali 6.988 tra ostetriche e infermieri (43%) hanno acquisito l’infezione da SARS-COV-2. Le ostetriche, oltre al loro sapere, saper fare e saper essere, sperimentano un saper divenire pur di non lasciare sole le donne in questo particolare momento storico della vita del Paese”.
 
Gli Ordini della regione Umbria chiedono che si estenda ai familiari di tutti i professionisti deceduti da Covid-19 l’accesso al Fondo di Solidarietà e si  recepisca quindi  si approvi l’emendamento all’articolo 25  degli On. Carnevali, Siani, Rizzo Nervo, Pini, Schirò, Pezzopane, con il quale si chiede “ Al comma 3 sostituire le parole 'alla categoria dei medici, degli infermieri dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari' con le seguenti ‘alle professioni di cui alla legge n. 3 del 2018’”.
 
“Infine, ma non da ultimo, – concludono i componenti dei Consigli Direttivi degli Ordini della Regione Umbria – si auspica che d’ora in avanti in tutti i provvedimenti nazionali, regionali futuri venga rivolta alla categoria ostetrica la doverosa attenzione e il giusto riconoscimento per il lavoro svolto con professionalità da 21mila Ostetriche italiane, che da sempre sono con e per la donna”.

28 Aprile 2020

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