Palermo. Il presidente dell’Ordine incontra la dottoressa aggredita a Bagheria: “Eventi come questo sono all’ordine del giorno”

Palermo. Il presidente dell’Ordine incontra la dottoressa aggredita a Bagheria: “Eventi come questo sono all’ordine del giorno”

Palermo. Il presidente dell’Ordine incontra la dottoressa aggredita a Bagheria: “Eventi come questo sono all’ordine del giorno”
Il presidente Toti Amato ha espresso tutta la sua indignazione per l’ennesima aggressione e la sua solidarietà ad Alessandra Pizzo per l'episodio del 26 gennaio, che racconta: “Quasi ogni giorno subiamo minacce verbali, spesso pesantissime, tutte annotate nei nostri registri”.

"Non posso che esprimere tutta la mia indignazione per un'altra folle aggressione. Un'altra violenza di volgare inciviltà, a cui aggiungo la tristissima considerazione che, finché non ci saranno provvedimenti forti e mirati, purtroppo ci saranno altre vittime. Siamo tutti vicini alla collega Alessandra. So bene che si tratta di una solidarietà scontata e che non basta la rassicurazione di un Ordine che si costituisce parte offesa e parte civile nel processo, mettendo a disposizione l'assistenza legale e ogni altro strumento necessario, spero però che questa solidarietà possa aiutare chi non ha la forza di denunciare e difendersi nelle sedi opportune anche dalla più piccola vile aggressione verbale". Così Toti Amato, alla guida dei medici siciliani e componente del Comitato direttivo della Fnomceo (la Federazione nazionale dei medici), incontrando la dottoressa Alessandra Pizzo, aggredita il 26 gennaio mentre era in servizio nel presidio di guardia medica a Bagheria, in provincia di Palermo.
 
"Oggi ho più paura di prima – racconta al presidente Amato Alessandra Pizzo -, forse perché sono impreparata rispetto ad una attenzione mediatica così larga. La solidarietà di tutti mi fa stare meglio, dall'altra però m'indebolisce e penso che possa accadere di tutto. Se prima mi accompagnavo a mio padre o mio marito per andare al lavoro o per una visita domiciliare, oggi non riesco a muovermi da casa senza di loro".
 
"Purtroppo è solo un episodio tra i tanti – aggiunge il medico – . Nei nostri registri di guardia medica registriamo ogni cosa, non solo la nostra attività professionale, basta leggere per avere un quadro della pericolosità del lavoro notturno di guardia medica. Quasi ogni giorno subiamo minacce verbali, spesso pesantissime, tutte annotate e che non denunciamo perché rientrano nell'ordinarietà. Eppure dovremmo. Perciò spero che il mio richiamo serva a tutti i colleghi, non solo di Bagheria".
 
"Serve sicurezza soprattutto nelle aree di emergenza come i Pronto soccorso e le guardie mediche. E non ci fermeremo mai nelle nostre richieste di misure efficaci per arginare ogni atto di violenza, fisica o verbale che sia. Noi facciamo la nostra parte e aspettiamo ancora" prosegue il presidente Amato, ricordando che "il Consiglio nazionale, guidato dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, ha già dato il via libera ad una mozione in cui si chiede al Governo di convertire il disegno di legge n. 867 sulla violenza contro gli operatori sanitari, ad oggi incardinato in Commissione Igiene e Sanità del Senato, in un decreto-legge, riconoscendo ai professionisti aggrediti la qualifica di pubblico ufficiale, in modo che i reati siano perseguiti penalmente d'ufficio, senza la necessità di una denuncia. Mi auguro un esito positivo e che il ministro Grillo, visto il numero e la gravità delle aggressioni, intervenga tempestivamente".

31 Gennaio 2019

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