Personale ubriaco al Di Venere. È scontro tra sindacati. L’Usppi difende Sansonetti

Personale ubriaco al Di Venere. È scontro tra sindacati. L’Usppi difende Sansonetti

Personale ubriaco al Di Venere. È scontro tra sindacati. L’Usppi difende Sansonetti
Il sindacato interviene contro la nota di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e Fials per evidenziare che a dare la notizia in pasto ai giornali non è stato il direttore medico, che con la sua circolare voleva sollecitare la collaborazione del personale contro comportamenti del personale che potrebbero danneggiare  cittadini e ospedale. “Ma invece di essere lodato, viene attaccato perché avrebbe ‘sparato nel mucchio’. Per l’Uspii “qualcuno” vuole colpire un Direttore scomodo”.

È scontro tra sindacati dopo la pubblicazione di due articoli sul Corriere del Mezzogiorno che denunciavano la presenza di personale sanitario ubriaco durante i turni di lavoro all’ospedale Di Venere e Fallacara, nonché sulle ambulanze, citando, a testimonianza, una circolare del direttore medico ff. dott. Alessandro Sansonetti, in cui si sarebbero minacciate multe e sospensione. L’Usppi/Puglia, infatti, in un comunicato stampa si dice “allibita per l’indecoroso spettacolo che si sta offrendo della Sanità Pubblica pugliese e di certo non per quanto denunciato dal Direttore Medico f.f. dott. Alessandro Sansonetti nella propria nota prot. 271199 del 25 ottobre u.s., ma per la strumentalizzazione che della stessa se ne è fatta”. Il riferimento è alla nota di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e Fials. Pur non citandoli direttamente, infatti, l’Usppi contesta molti passaggi contenuti nella nota riprendendone il testo.

“Il Direttore Medico – spiega quindi l’Usppi -, nel pieno rispetto dei propri doveri, ha denunciato a chi istituzionalmente di competenza (e non certo ai giornali!!), quanto sta accadendo nell’ambito sanitario al fine di stimolare una più attenta verifica di situazioni pericolose per l’utenza, e invece di essere lodato per una tale iniziativa viene attaccato perché avrebbe ‘sparato nel mucchio’ o, addirittura, si sarebbe ‘macchiato di grave omissione in atti di ufficio’ o, ancora avrebbe danneggiato l’immagine del personale ASL BARI attraverso una ‘gratuita infamia’. Doveva forse tacere il Direttore Sansonetti pur avendo ricevuto una denuncia non circostanziata sui nomi ma sui fatti?”.

Per il sindacato “la vicenda ha veramente del paradossale. Si addossano al Direttore responsabilità che dovrebbero, invece, ascriversi a chi, ingiustificatamente e, riteniamo, artatamente, ha dato la vicenda in pasto ai giornali, alzando un polverone inutile quanto dannoso (questa volta sì) per l’immagine della nostra Sanità e dell’Ospedale Di Venere. Si vada, allora, ad indagare su chi ha reso pubblica una denuncia interna e che aveva quali destinatari solo i vari Direttori competenti della ASL e, soprattutto, si chiarisca il motivo di un simile attacco che, al di là della preoccupazione per il buon nome della nostra Sanità, cela ragioni ben più becere e personalistiche”.

Per l’Usppi, “è certo che “qualcuno” vuole colpire un Direttore scomodo che fin dall’inizio del suo mandato ha garantito legalità e imparzialità dell’azione pubblica e che, di sicuro, non si è piegato ad “altre” logiche che non appartengono alla specchiata reputazione del dott. Sansonetti”.     

Il sindacato ribadisce quindi quelle che sarebbero le reali ragioni della circolare: “Come si legge in chiusura alla circolare del Direttore Sansonetti, la denuncia aveva lo scopo di stimolare una più concreta collaborazione da parte di tutti gli interessati al fine di evitare che un comportamento illegittimo tenuto da alcuni possa finire con il tradursi in situazioni di malasanità che getterebbe di sicuro nel ridicolo la nostra ASL. Altro che procurato allarme!”.

08 Novembre 2019

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