Pfas. Ritrovate tracce nel liquido seminale e negli spermatozoi degli uomini residenti nella zona rossa

Pfas. Ritrovate tracce nel liquido seminale e negli spermatozoi degli uomini residenti nella zona rossa

Pfas. Ritrovate tracce nel liquido seminale e negli spermatozoi degli uomini residenti nella zona rossa
Un recente studio coordinato dal prof. Carlo Foresta dimostra come circa il 20% dei Pfas presenti nel sangue sia poi ritrovato anche nel liquido seminale e in particolare negli spermatozoi. Un’ulteriore prova degli effetti negativi di questi inquinanti sulla fertilità e sulla salute.“I risultati di questo studio aggiungono un ulteriore tassello al più ampio spettro di manifestazioni cliniche associate all’esposizione ai pfas”.

Un recente studio dell’equipe del prof. Carlo Foresta, ordinario di endocrinologia all’Università di Padova, ha dimostrato che nel liquido seminale dei maschi residenti in alcuni comuni tra Vicenza, Verona e Padova, sono state trovate tracce di perfluoroalchiliche (pfas), noti inquinanti ambientali con riconosciuta attività anti-ormonale.  

In aggiunta a quanto già dimostrato dal prof. Foresta nelle sue precedenti ricerche e che vale la pena ricordare, come ad esempio l’effetto di Pfas nelle donne in gravidanza residenti in zone inquinate che determinerebbe possibili anomalie nel corretto sviluppo nel feto e, poi anche del bambino, con conseguente rischio di infertilità, abortività, nei maschi i pfas possono arrivare in alcuni casi a portare la presenza del cancro al testicolo, rene e prostata oltre che ad una riduzione del 40% sull’attività del testosterone. Con quest’ultima  nuova ricerca, in collaborazione con il dottor Andrea Di Nisio del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova, si dimostra come circa il 20% dei Pfas presenti nel sangue sia poi ritrovato anche nel liquido seminale e in particolare negli spermatozoi.

Ma cosa comporta la presenza di questa sostanze negli spermatozoi?

“I dati della nostra ricerca – spiega il Prof. Carlo Foresta – hanno dimostrato il legame dei pfas sulla membrana cellulare, componente fondamentale per la funzionalità degli spermatozoi e che contiene tutti quei recettori e canali indispensabili per la loro capacità fecondante. Analisi che ci ha permesso di evidenziare come i pfas riescano a intercalarsi nella stessa membrana, dilatandola e aumentandone quindi la fluidità. Questa manifestazione comporta l'alterazione di diversi parametri, come la respirazione cellulare e la motilità degli spermatozoi, con conseguente riduzione della capacità fertilizzante”.

“I risultati di questo studio – argomenta il professore – aggiungono un ulteriore tassello al più ampio spettro di manifestazioni cliniche associate all’esposizione ai pfas. La presenza di questi inquinanti sugli spermatozoi diventa un ulteriore segnale di allarme, soprattutto qualora uno spermatozoo carico di pfas dovesse arrivare a fecondare l’ovocita o venisse utilizzato per tecniche di fecondazione in vitro, rappresentando quindi una sorta di cavallo di troia per il futuro embrione”.

I composti perfluorurati (Pfas) sono sostanze chimiche di sintesi che vengono utilizzate per rendere resistenti ai grassi e all’acqua i tessuti, la carta, i rivestimenti per contenitori di alimenti, ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa; possono essere presenti in pitture e vernici, farmaci e presidi medici. I Pfas sono ritenuti contaminanti emergenti dell’ecosistema data la loro elevata resistenza termica e chimica, che ne impedisce qualsiasi forma di eliminazione favorendone l’accumulo negli organismi. In alcune regioni del mondo (Mid-Ohio Valley negli USA, Dordrecht in Olanda e Shandong in Cina) ed in particolare in alcune zone della Regione Veneto, è stato rilevato un importante inquinamento da PFAS nel territorio, soprattutto nelle falde acquifere delle Province di Vicenza, Padova e Verona.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

13 Ottobre 2020

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