Piano nazionale esiti. Istituto Clinico Città Studi: “Siamo al primo posto in Lombardia per la cura dell’ictus ischemico”

Piano nazionale esiti. Istituto Clinico Città Studi: “Siamo al primo posto in Lombardia per la cura dell’ictus ischemico”

Piano nazionale esiti. Istituto Clinico Città Studi: “Siamo al primo posto in Lombardia per la cura dell’ictus ischemico”
Per il responsabile della Stroke Unit, Carlo Sebastiano Tadeo, le ragioni di questo successo si fondano “sul fatto che il 98% dei pazienti che giungono al pronto soccorso per ictus ischemico vengono presi in carico immediatamente da un Neurologo e ricoverati immediatamente in Stroke Unit. Inoltre, il 33% dei nostri pazienti viene sottoposto alla terapia di trombolisi sistemica”.

“L’istituto Clinico Città Studi conferma il suo primato per quanto concerne la cura dell’ictus ischemico secondo i dati forniti dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. Anche a livello nazionale l’Iccs è ai primi posti per questo tipo d’intervento”. L’analisi condotta da Agenas valuta l’incidenza della mortalità a 30 giorni dalla comparsa di un ictus ischemico e “all’Istituto Clinico città Studi – evidenzia lo stesso Istituto in una nota – il numero dei pazienti che rimane in vita è il più alto tra gli ospedali della nostra Regione”.

Le ragioni di questo successo si fondano, secondo il Dottor Carlo Sebastiano Tadeo responsabile della Stroke Unit,: “sul fatto che il 98% dei pazienti che giungono al pronto soccorso per ictus ischemico vengono presi in carico immediatamente da un Neurologo sempre presente in PS per questi casi e ricoverati immediatamente in Stroke Unit, un centro specializzato con un team multiprofessionale per la cura dell’ictus. Inoltre, il 33% dei nostri pazienti viene sottoposto alla terapia di trombolisi sistemica. La media italiana per questo tipo d’intervento è del 5% e nella nostra Regione raggiungiamo il 10%”.

La Stroke Unit diretta dal Dottor Tadeo, evidenzia la nota, “ha, inoltre, progressivamente velocizzato la procedura dedicata alla ricanalizzazione delle arterie (trombolisi) intervenendo, per la maggioranza dei pazienti, entro i 60 minuti dal loro accesso in pronto soccorso”.

22 Dicembre 2016

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