Piemonte. Arriva (con polemiche) la bozza sul Piano socio-sanitario. Nei prossimi giorni il via libera in Giunta

Piemonte. Arriva (con polemiche) la bozza sul Piano socio-sanitario. Nei prossimi giorni il via libera in Giunta

Piemonte. Arriva (con polemiche) la bozza sul Piano socio-sanitario. Nei prossimi giorni il via libera in Giunta
Il documento lanciato dalla stampa annuncia l’istituzione della figura del direttore socio-sanitario e del responsabile operativo degli ambienti sanitari ospedalieri e territoriali. Procedure di riconoscimento per 7 Ircss. Pentenero (PD): “Cirio e Riboldi diffondono una bozza attraverso i giornali e i megafoni di maggioranza. Noi aspettiamo di poter discutere nelle sedi opportune il nuovo assetto dei servizi, le premesse non sembrano buone”. Riboldi: “Svolta epocale”

Atteso a giorni il via libera al nuovo Piano socio-sanitario della Regione Piemonte. Ad annunciarlo il giornale Lo Spiffero, che ha anche pubblicato una bozza da oltre 200 pagine, ben confezionata con tanto di copertina e logo, di quello che sarebbe il nuovo Piano. Un’anteprima che non è piaciuta alla Consigliere Pd Gianna Pentenero, che su Facebook commenta “Finalmente Cirio e Riboldi hanno svelato il ‘loro’ piano socio-sanitario. O meglio. Stanno diffondendo una bozza di 200 pagine attraverso i giornali e i megafoni di maggioranza. Noi aspettiamo di capire, al di là delle anticipazioni, di poter discutere nelle sedi opportune il nuovo assetto dei servizi socio assistenziali dei piemontesi e delle piemontesi che sperano in tempi di attesa più brevi e cure capillari sul territorio. Intanto non sembra che le premesse siano buone, visto che puntano a istituire un direttore socio sanitario e due dipartimenti per ogni Asl: quello socio sanitario e quello assistenziale. E meno male che si dovevano ridurre i costi. Con il rischio che il sistema dei distretti vada in confusione con tutti questi dipartimenti. Ma sappiamo che toccherà a noi provare a correggere le loro storture”, conclude Pentenero.

Ma cosa prevede il Piano? Sul documento diffuso, l’assessore Federico Riboldi sottolinea la necessità di “una svolta epocale, che non si accontenti di navigare passivamente nello status quo, ma che riscriva dalle fondamenta il Piano Socio Sanitario”. Dunque un piano che “non è un mero documento burocratico, ma rappresenta, per la prima volta, un esempio di partecipazione attiva di oltre 300 associazioni rappresentative di pazienti, professionisti sanitari, organizzazioni sindacali e istituzioni locali. Lo spirito che ci ha guidato in questo lungo lavoro di confronto e di elaborazione è ridare al Piemonte una sanità universale, che metta al centro le persone e sia dotata di luoghi moderni, con attenzione alle opportunità offerte dalla digitalizzazione”. Lo spazio al confronto, dunque, non sembra essere mancato o mancare.

Tra gli obiettivi principali, il potenziamento della ricerca sanitaria, “che ci permetterà di avere un miglioramento nella qualità delle cure”, e il taglio degli sprechi e delle spese improduttive “per reinvestire le risorse risparmiate in attività cliniche, per curare le reali necessità”.

Si punta, poi, a valorizzare il personale e i caregiver, tenendo sempre al centro il paziente. “Partendo da questo principio – spiega Riboldi nella premessa -, abbiamo deciso di istituire TAVOLI DI LAVORO PER SPECIFICHE PATOLOGIE, per una reale partecipazione attiva nelle politiche sanitarie. In un’ottica di avvicinamento dei cittadini all’accesso alle cure, avvieremo il nuovo CORPO LOGISTICO SANITARIO PIEMONTESE, per costituire una rete strutturata dedicata al trasporto semplice e l’accompagnamento dei pazienti nelle strutture sanitarie”.

In arrivo, poi la nuova figura del “RESPONSABILE OPERATIVO DEGLI AMBIENTI SANITARI OSPEDALIERI E TERRITORIALI, che in ogni presidio ospedaliero dovrà migliorare gli ambienti, renderli più confortevoli e umani per pazienti, caregivers e personale ripensando le strutture sanitarie nell’ottica delle persone. Il grande piano di edilizia sanitaria e la nuova medicina territoriale”, e quella, in ogni Asl, del DIRETTORE SOCIOSANITARIO, “che creerà l’integrazione tra la parte sanitaria e sociale. In questa direzione, saranno creati due nuovi dipartimenti: quello ‘Socio-sanitario’ e quello ‘Assistenziale’”.

Al via anche un tavolo di coordinamento per la candidatura di nuovi Iccs pubblici in varie specialità: “Attualmente non abbiamo IRCCS pubblici, un’anomalia per una regione come il Piemonte”.
Si tratta, in particolare, di:
IRCCS MALATTIE CARDIOVASCOLARI E PNEUMOLOGICHE (AOU ALESSANDRIA)
IRCCS SCIENZE PEDIATRICHE (OIRM S. ANNA)
IRCCS SCIENZE NEFROLOGICHE (ASL CITTA’ DI TORINO)
IRCCS SCIENZE ORTOPEDICHE (CTO)
IRCCS SCIENZE TRAPIANTOLOGICHE (CDDS TORINO)
IRCCS AOU NOVARA (in corso di definizione la disciplina)
IRCCS AOU San Luigi (in corso di definizione la disciplina)

L’iter per il riconoscimento dell’IRCCS di Alessandria, fa sapere Riboldi, dovrebbe concludersi entro l’anno 2025, per l’IRCCS Pediatrico e per quello Nefrologico si ipotizza la conclusione dell’iter entro il 1° semestre 2026. Per gli altri IRCCS è iniziato l’iter valutativo regionale ed universitari.

29 Luglio 2025

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