Piemonte. Bimba di due mesi e mezzo muore dopo i vaccini. Regione: “Nessun altro caso, aspettiamo autopsia”

Piemonte. Bimba di due mesi e mezzo muore dopo i vaccini. Regione: “Nessun altro caso, aspettiamo autopsia”

Piemonte. Bimba di due mesi e mezzo muore dopo i vaccini. Regione: “Nessun altro caso, aspettiamo autopsia”
La bimba, nata prematura, si era sottoposta all’esavalente e all’anti-Rotavirus. In via “del tutto prudenziale” la Asl ha disposto la sostituzione di tutti i lotti di vaccini. La Regione: “Nessun evento analoghi nella stessa zona o nella stessa regione”. Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso, che al momento la Asl classifica come "sospetta sindrome della morte in culla".

“Un evento drammatico” è accaduto la notte tra il 24 e il 25 maggio a Lemie. “Una piccola bimba di due mesi e mezzo, nata pretermine, è deceduta a domicilio per sospetta sindrome della morte in culla”. A darne notizia è una nota dell’Asl To4, in cui si spiega che nella giornata di martedì la piccola era stata vaccinata con l’esavalente (vaccino contro difterite, epatite B, infezioni da Haemophilus Influenzae tipo B, pertosse, poliomielite e tetano) e con il vaccino anti-Rotavirus. “Non conoscendo le cause della morte, che saranno chiarite dal riscontro autoptico, – ha spiegato nella nota il Direttore Sanitario dell’Asl To4, Giovanni La Valle – abbiamo bloccato, in via del tutto prudenziale, i lotti dei vaccini utilizzati e li stiamo sostituendo con altri. Le vaccinazioni non subiscono alcuna sospensione e sono regolarmente effettuate secondo i calendari programmati”.

“Siamo particolarmente colpiti dal dramma che ha interessato la famiglia della piccola – ha dichiarato nella nota il Direttore Generale dell’ASL TO4,  Lorenzo Ardissone – anche perché di fronte alla morte improvvisa di un bimbo non si può che rimanere attoniti e profondamente addolorati. Siamo comunque in collegamento diretto con la Procura della Repubblica e stiamo predisponendo la documentazione clinica utile a chiarire quanto accaduto”.

Sul decesso della piccola è intervenuto anche l’assessorato alla Sanità del Piemonte con un comunicato stampa.

“Il decesso della bambina – si riferisce nella nota – è avvenuto ad un intervallo di tempo breve rispetto al momento della vaccinazione (meno di 24 ore): questa correlazione temporale fa attivare, d’ufficio, la procedura della segnalazione di evento avverso alla vaccinazione. La bimba, infatti, in giornata aveva ricevuto il ciclo di base della vaccinazione (esavalente più antipneumococco); in più, essendo nata pretermine, aveva ricevuto anche il vaccino antirotavirus”.

L’assessorato ricorda quindi che “esiste un sistema nazionale di farmacovigilanza che prevede vengano segnalate tutte le ipotetiche reazioni avverse ai farmaci, decessi compresi. Nel caso dei vaccini, oltre all’intervento del farmacista responsabile della farmaco vigilanza locale, che effettua una prima valutazione della possibile responsabilità del farmaco rispetto alla reazione segnalata, è previsto anche l’intervento del SeReMi (Servizio regionale di riferimento di Epidemiologia per la sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive) che raccoglie ulteriori informazioni, in particolare verificando la sussistenza spaziale e temporale di altre reazioni, ovvero se sussistano altri eventi analoghi segnalati nella stessa zona o nella stessa regione. In questo caso verrebbe chiesto l’intervento dell’Aifa”.

Le verifiche su eventuali altri casi di reazione avversa ai vaccini a cui si era sottoposta la piccola “sono già state poste in essere dal Seremi, con esito negativo: non si è registrato alcun altro episodio analogo. Pertanto ora si attende l’esito dell’autopsia”.

L’assessorato conclude spiegando che “quella posta in essere dal SeReMi, dunque, è una procedura standard che viene automaticamente avviata in tutti i casi di possibili reazioni avverse ad un vaccino”. Quanto alla decisione dell’Asl To4 di bloccare temporaneamente i lotti dei vaccini utilizzati, “è stata assunta autonomamente rispetto alle procedure standard, sulla base di una logica prudenziale”, ribadisce l’assessorato.

26 Maggio 2016

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