Pronto intervento sociale, sperimentazione estesa al resto della Toscana

Pronto intervento sociale, sperimentazione estesa al resto della Toscana

Pronto intervento sociale, sperimentazione estesa al resto della Toscana
E' la prima Regione ad aver promosso la sperimentazione del Servizio di emergenza e urgenza sociale. Dopo le zone delle Azienda Usl Empolese Valdarno Valdelsa, Fiorentina Sud est, Fiorentina Nord ovest, Valdinievole, Prato, Pistoia, il Servizio sarà esteso alle zone del Mugello, di Firenze, delle Valli Etrusche e di Siena. Saccardi: “Risposta innovativa che rafforza il servizio”

La sperimentazione del Servizio emergenza urgenza sociale (Seus), attivo 24h/24 per 365 giorni l’anno, sarà estesa a tutto il territorio regionale.
Dopo i primi passi compiuti nelle zone delle Azienda Usl Empolese Valdarno Valdelsa, Fiorentina Sud est, Fiorentina Nord ovest, Valdinievole, Prato, Pistoia, grazie a una delibera approvata dalla giunta regionale, il servizio sarà esteso alle zone del Mugello, di Firenze, delle Valli Etrusche e di Siena.
E la Toscana è la prima Regione ad aver promosso la sperimentazione del servizio di emergenza e urgenza sociale con un’estensione che riguarda tutto il territorio.
 
“Siamo la prima regione a sperimentare questo servizio innovativo –  commenta l’assessore a salute e sociale Stefania Saccardi –  che oggi, dopo i risultati positivi delle prime sperimentazioni, estendiamo al resto della Toscana. Questo ci permette di rafforzare le esigenze di intervento in questo campo dando una risposta sociale a bisogni che, spesso, trovano, nei momenti di crisi, una risposta impropria dal sistema sanitario. Ad attivare il servizio, che funziona 24 ore su 24, sono gli operatori, ad esempio nei pronto soccorso o delle forze dell’ordine, che attraverso questo intervento possono così traghettare le emergenze di tipo sociale verso i canali ordinari e le normali attività dei servizi cui, ovviamente, non sostituiscono ma di cui costituiscono una importante integrazione”.
 
Come funziona il Servizio emergenza urgenza sociale. Il modello Seus, spiga una nota, prevede che il servizio sociale dedicato e specifico per le emergenze urgenze sociali venga attivato, tramite numero unico verde dedicato e gratuito, attraverso segnalazioni di soggetti pubblici (in primis, i servizi sociali territoriali, nella modalità di organizzazione e gestione adottata da ciascuna zona-distretto, ma anche forze dell’ordine, dipartimento dell’emergenza urgenza sanitaria e altri servizi sanitari, istituti scolastici) e altri soggetti di un territorio che si trovino di fronte ad una situazione di emergenza urgenza sociale personale o familiare, ad un evento calamitoso o ad una situazione di emergenza climatica, che richiedano un pronto intervento per garantire una stabilizzazione della situazione, ovvero per evitare un suo peggioramento o un rischio per l’incolumità della persona o delle persone coinvolte.
 
A seguito della segnalazione, il Seus effettua una prima valutazione professionale e fornisce assistenza immediata, necessaria e appropriata alla persona, documentando ogni azione svolta e predisponendo un progetto d’aiuto urgente, che deve essere tracciato nel sistema informativo sociale in uso nel territorio. Le prestazioni che si rendono necessarie sono da reperire nel paniere delle risorse complessivamente a disposizione per tutti i cittadini della zona di riferimento, già preventivamente mappate e regolate nella fase di preparazione all’attivazione del servizio. Sulla base della tipologia di bisogno rilevato e dell’esito del pronto intervento, il percorso può determinare, laddove necessario, l’invio della persona al servizio sociale competente, e/o ad altri servizi necessari, nel primo momento utile per garantire la continuità della presa in c arico ed i successivi interventi.
 
L’estensione a livello regionale sarà preceduta da una fase di formazione professionale specifica che coinvolgerà, nella sua progettazione e realizzazione, i diversi livelli dell’organizzazione territoriale dei servizi sociali (Società della Salute, Zone-distretto, Comuni, Unioni dei Comuni e Aziende Sanitarie), Anci Toscana, e l’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali delle Toscana. Sarà rivolta agli assistenti sociali e agli operatori di tutte le Zone del territorio regionale al fine di costruire i necessari percorsi e le opportune procedure per la progressiva estensione.
 
L’attivazione del Seus sul territorio regionale avverrà con gradualità e per fasi successive, innanzitutto attraverso il completamento delle adesioni delle Zone dell’Asl Toscana Centro (Sds Mugello e sds Firenze) e con l’ulteriore estensione ad un’altra Zona per ciascuna delle altre due Aziende, secondo i requisiti minimi essenziali previsti dal modello: nello specifico la sperimentazione sarà estesa alla SdS Senese per l’Azienda Sud Est e alla Sds Valli Etrusche per l’Azienda Nord Ovest, e per l’Azienda Toscana Centro alla Sds Mugello e Firenze.
 
Nelle successive fasi di implementazione del progetto con l’adesione di ulteriori territori si opererà al fine di costituire a livello di ciascuna Azienda Usl una Centrale Operativa del servizio dedicato e specifico per l’emergenza urgenza sociale attiva 24h/24 365 gg/anno. Il servizio si realizza naturalmente in collaborazione con soggetti del terzo settore e promuove livelli di network territoriale tra tutti i soggetti del territorio pubblici e privati.
 
Verrà inoltre costituita una Cabina di regia con funzioni di indirizzo generale che sarà supportata da un Coordinamento tecnico-scientifico con il compito di sovraintendere e monitorare lo sviluppo del Seus a livello regionale, di studiare e proporre tutte le più opportune e necessarie strategie metodologico-organizzative e garantire la coerenza di sviluppo unitario a livello regionale e nelle sue declinazioni di area aziendale e zonale.
 
La Regione Toscana ha destinato per l’anno in corso la somma complessiva di euro 130mila di cui euro 30mila per l’organizzazione della prima fase di formazione rivolta agli assistenti sociali e agli operatori di tutte le Zone del territorio regionale che costruisca i necessari percorsi e le opportune procedure per la progressiva estensione del Servizio a livello regionale; euro 100mila ad integrazione delle spese relative alla Centrale operativa unica attiva 24/24 su 365 giorni all’anno dell’Azienda Usl Centro che svolge funzioni di coordinamento e infrastruttura organizzativa in collaborazione con le Sds/Zone distretto e con le Aziende Universitarie Ospedaliere.

28 Giugno 2019

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