Puglia. Emiliano: “La sanità è una delle mie angosce principali”

Puglia. Emiliano: “La sanità è una delle mie angosce principali”

Puglia. Emiliano: “La sanità è una delle mie angosce principali”
Il presidente della Puglia lo afferma nelle linee programmatiche consegnate al Consiglio regionale. “Vorremmo realizzare un Consiglio superiore della sanità pugliese. A settembre dobbiamo riorganizzare tutto, perché scadono tutte le cariche. E senza una misurazione della performances è impossibile testare l’efficienza del modello che adotteremo”.

“La sanità è una delle mie angosce principali. Ho passato questi primi giorni, oltre che a combattere con una serie di vertenze urgenti, con la Xylella e con l’Ilva, a cercare di capire come rimettere ordine nella sanità pugliese. Al di là degli schieramenti politici, avete voglia di partecipare ad una grande discussione per esempio sull’introduzione di un luogo collettivo, strategico della sanità pugliese?”. È quanto si legge, in riferimento alla sanità, nelle linee programmatiche che il presidente della Giunta, Michele Emiliano, ha consegnato lunedì mattina al presidente del Consiglio regionale.

“Vorremmo realizzare un Consiglio superiore della sanità pugliese. A settembre dobbiamo riorganizzare tutto, perché scadono tutte le cariche”, prosegue Emilia nel documento, aggiungendo che “senza una misurazione della performances sia impossibile testare l’efficienza del modello che adotteremo”.

Emiliano chiede quindi la collaborazione dei consiglieri: “Vorrei che mi deste dei pareri, possibilmente anche scritti, in modo che io possa riscontrarli a tempo debito, non nei corridoi. Cercate di rispondere ai cittadini, per telefono, attraverso i social network, di persona, è importante creare questa connessione e avere la capacità di essere innestati nella realtà. Infine vorrei parlare dei diritti di cittadinanza, soprattutto della necessità di una legge contro l’omofobia e la transfobia. Così come dobbiamo lavorare anche sul fronte dell’accoglienza, dei migranti. Se questo Consiglio regionale riuscirà sulle grandi questioni a uscire dal gioco delle parti potrà cambiare le cose. È possibile immaginare che qui dentro non si parli solo di formule politiche, non si parli solo di governi, di partiti? Tutte cose sacrosante e importanti, ma è possibile che quest’Aula sia travolta dalla vita e dia una risposta prima alla vita delle persone e poi a tutto il resto? Io spero di sì”.
 

23 Luglio 2015

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