Puglia. Modificato il Piano ospedaliero. Ruscitti: “Nessun ospedale sarà riconvertito in assenza di servizi sostitutivi”

Puglia. Modificato il Piano ospedaliero. Ruscitti: “Nessun ospedale sarà riconvertito in assenza di servizi sostitutivi”

Puglia. Modificato il Piano ospedaliero. Ruscitti: “Nessun ospedale sarà riconvertito in assenza di servizi sostitutivi”
Chiusure di ospedali posticipati e mantenimento di reparti prima destinati a scomparire. Ecco il nuovo testo del Piano di riordino ospedaliero della Puglia. Che, come spiega il direttore del Dipartimento Salute, Giancarlo Ruscitti, “come avevamo annunciato, accoglie alcune osservazioni della Commissione Salute e dei territori, e declina più accuratamente i tempi di attuazione delle riconversioni a garanzia dei Lea”.

Cambia il Piano di riordino ospedaliero della Regione Puglia (vedi allegato Parte Prima e Parte Seconda). Ma non si tratta di un passo indietro della Giunta Emiliano dopo il parere negativo della commissione Salute dello scorso gennaio, bensì della messa in atto degli impegni assunti dalla Giunta proprio in commissione. Lo chiarisce al nostro giornale il direttore del Dipartimento Salute, Giancarlo Ruscitti. “Il parere della commissione era consultivo, quindi non vincolante per la Giunta. Ma in occasione del voto della commissione, avevamo espresso la volontà di accogliere alcuni emendamenti della Commissione così come a recepire osservazioni avanzate dai territorio nel corso dei diversi confronti avuti con le diverse comunità. Ed è quello che abbiamo fatto”.

Il voto contrario della Commissione al provvedimento Ruscitti lo definisce quindi “un voto politico, perché in quella sede i consiglieri, anche quelli della minoranza, avevano recepito la nostra disponibilità”.

Ma cosa è cambiato con il nuovo testo? “Sono stati anzitutto corretti alcuni errori materiali rinvenuti nelle schede del precedente testo e poi declinati più accuratamente i tempi di attuazione delle azioni proposte per fugare ogni dubbio sul rischio che possano venire chiuse delle strutture in assenza di servizi sostitutivi. Finché non ci saranno i presupposti per la riconversione, che in alcuni territori sono legati alla realizzazione di nuovi ospedali, quelle strutture continueranno ad operare per garantire l’assistenza e l’erogazione dei Lea”, spiega Ruscitti.

In particolare, nel nuovo testo si dispone la riconversione entro il 31 dicembre 2017 in Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) degli ospedali
– San Nicola Pellegrino – Trani; Umberto I
– Fasano; Ninetto Melli San Pietro Vernotico
– San Camillo de’ Lellis – Mesagne

I tempi di riconversione “in Presidi di Post-Acuzie e con possibilità di essere complementati con il modello assistenziale del PTA” si allungano invece fino al 30 giugno 2018 per le strutture:
– Caduti in Guerra – Canosa di Puglia, plesso dell’Ospedale di Andria
– Michele Sarcone – Terlizzi, plesso dell’Ospedale di Corato
– Francesca Fallacara – Triggiano, plesso dell’Ospedale Di Venere di Bari
– San Marco – Grottaglie, plesso dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto (la cui riconversione viene vincolata al termine del completamento dei lavori per la costruzione del nuovo Ospedale San Cataldo di Taranto).

Per quanto riguarda i reparti, Ruscitti spiega che la modifica più importante riguarda la neurochirurgia del Di Venere, “che presentava posti in eccesso ma che per il momento sarà confermata in considerazione della quantità insufficiente di interventi presso il Policlinico”.

Confermata invece la costituzione in ente ospedaliero autonomo del plesso pediatrico Ospedale Giovanni XXII di Bari, con separazione dall’AOU Policlinico, assorbimento delle discipline pediatriche di alta specialità insistenti negli ospedali limitrofi e delle altre province e istituzione di nuove ritenute strategiche.

Intanto, spiega il direttore del Dipartimento Salute, continuano i confronti con i territori: “Abbiamo già sottoscritto con i sindaci di tre comuni della provincia di Brindisi gli accordi inerenti le riconversioni previste in quelle aree. Ora andremo avanti con decisione su questa strada, con l’obiettivo di arrivare alla riconversione di tutte le strutture entro il 2018”.

17 Marzo 2017

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