Quote premiali Ssn 2025. Ripartiti 341,3 milioni alle Regioni. A Liguria e Campania le somme maggiori

Quote premiali Ssn 2025. Ripartiti 341,3 milioni alle Regioni. A Liguria e Campania le somme maggiori

Quote premiali Ssn 2025. Ripartiti 341,3 milioni alle Regioni. A Liguria e Campania le somme maggiori

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della Salute, di concerto con il Mef, che assegna le quote premiali relative al 2025. La dotazione complessiva è pari allo 0,25% delle risorse ordinarie destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Alla Liguria oltre 87 milioni, alla Campania quasi 81 milioni e alla Lombardia 48,6 milioni. IL TESTO

Via libera definitivo alla ripartizione tra Regioni e Province autonome delle quote premiali del Servizio sanitario nazionale relative al 2025. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 settembre il decreto del 20 aprile 2026 del ministro della Salute, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, che distribuisce complessivamente 341.350.310 euro.

Le risorse erano state accantonate nell’ambito del riparto delle disponibilità finanziarie del Ssn per il 2025, sul quale era stata raggiunta l’intesa in Conferenza Stato-Regioni il 29 dicembre scorso. L’importo corrisponde allo 0,25% delle risorse ordinarie previste dalla legislazione vigente per il finanziamento complessivo del Servizio sanitario nazionale cui concorre lo Stato per il 2025.

Il decreto recepisce l’accordo politico raggiunto dalle Regioni il 25 novembre 2025, che aveva individuato una distribuzione per 341.157.632 euro. Il differenziale rispetto all’intera somma accantonata è stato quindi ripartito in proporzione alla distribuzione prevista dallo stesso accordo. Sul testo era poi arrivata l’intesa della Conferenza Stato-Regioni il 29 dicembre 2025.

Liguria e Campania in testa

A ottenere la quota più consistente è la Liguria, con 87.131.714 euro, seguita dalla Campania con 80.932.906 euro e dalla Lombardia con 48.581.047 euro. All’Umbria vanno poco più di 30 milioni.

Seguono Puglia con 12,94 milioni, Veneto con 11,95 milioni, Lazio con 11,68 milioni e Toscana con poco più di 9 milioni.

La tabella allegata al decreto prevede nel dettaglio:

Non risultano invece somme assegnate nella tabella a Valle d’Aosta, Province autonome di Bolzano e Trento, Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Per la Sicilia il decreto specifica inoltre l’applicazione delle norme relative alla compartecipazione al finanziamento sanitario.

Il meccanismo delle quote premiali

La disciplina nasce dall’articolo 2, comma 67-bis, della legge 191 del 2009, che prevede forme premiali a valere sulle risorse ordinarie del Ssn. Tra i parametri indicati dalla normativa figurano l’istituzione di una centrale regionale per gli acquisti e l’adozione di misure finalizzate a garantire l’equilibrio di bilancio degli erogatori pubblici. La verifica delle condizioni per accedere alla premialità coinvolge il Comitato permanente per la verifica dei Lea e il Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali.

Il decreto ricorda tuttavia che il provvedimento generale chiamato a definire stabilmente i criteri per l’assegnazione delle forme premiali non è mai stato emanato, dopo il mancato raggiungimento dell’intesa sullo schema predisposto dai ministeri. Anche per questo il legislatore ha continuato negli anni a prevedere una disciplina transitoria per consentire la distribuzione delle somme, tenendo conto anche dei criteri di riequilibrio indicati dalla Conferenza delle Regioni.

25 Settembre 2026

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