Recupero farmaci non scaduti. A Verona in meno di 2 anni donate 17.000 confezioni

Recupero farmaci non scaduti. A Verona in meno di 2 anni donate 17.000 confezioni

Recupero farmaci non scaduti. A Verona in meno di 2 anni donate 17.000 confezioni
Si aggira intorno ai 230 mila euro il valore dei farmaci raccolti con il progetto che da dicembre 2015 vede impegnati cittadini, Azienda Ulss 9 Scaligera, Federfarma Verona, Fondazione Banco Farmaceutico onlus, Centro salute per immigrati, Caritas Diocesana di Verona, Agec, Associazione Farmacisti Volontari in Protezione Civile di Verona, Amia. “Una vittoria contro lo spreco farmaceutico”.

Quasi 17.000 confezioni di farmaci per un valore che sfiora i 230.0000 euro. È questo l’eccezionale bilancio al 30 settembre 2017 del progetto “Recupero farmaci validi non scaduti” che da dicembre 2015 vede impegnati cittadini, Azienda Ulss 9 Scaligera, Federfarma Verona, Fondazione Banco Farmaceutico onlus, Centro salute per immigrati, Caritas Diocesana di Verona, Agec, Associazione Farmacisti Volontari in Protezione Civile di Verona, Amia.

Dai dati presentati nel corso della conferenza stampa svoltasi oggi presso la sede di Federfarma Verona emerge che l’attività svolta dal Cesaim e dalla Caritas grazie alle donazioni ottenute ha fatto risparmiare alla sanità pubblica scaligera l’11% della spesa farmaceutica fra il 2015 e il 2016. I farmaci raccolti in gran parte, soprattutto per quanto riguarda una valutazione a valore, fanno parte di quelli nella cosiddetta “distribuzione diretta”, ovvero farmaci che vengono distribuiti direttamente dalla struttura sanitaria ai pazienti senza il tramite delle farmacie.

Il meccanismo della donazione prevede che i cittadini portino in 12 farmacie individuate per la raccolta – il numero è destinato a crescere entro la fine dell’anno – le confezioni di farmaci non scaduti correttamente conservate in casa che presentino una validità residua di almeno 8 mesi. Il farmacista valuterà l’integrità dei prodotti e depositerà i medicinali all’interno di appositi bidoni donati dall’Amia l’Azienda Multiservizi di Igiene Ambientale di Verona. Tutti i medicinali vengono classificati, successivamente ritirati dai volontari che dall’inizio del progetto hanno già effettuato oltre 120 uscite e recapitati nella sede del Cesaim in via Salvo d’Acquisto.

“Recuperare farmaci prescritti e non utilizzati è un traguardo positivo che possiamo dire di avere senz’altro raggiunto già in questa prima fase del progetto – dichiara Luigi Mezzalira direttore UOC Servizio Farmaceutico Territoriale Aulss 9 Scaligera -. Si tratta di una catena solidale che parte dall’obiettivo principale cioè dare assistenza a persone bisognose che in mancanza di questa iniziativa non l’avrebbero ricevuta, e oltretutto senza incrementare le spese locali, per arrivare al risparmio derivato dalla mancata distruzione dei medicinali che senza l’intervento in questione sarebbero stati smaltiti come rifiuti speciali”.
 
“L'analisi della tipologia dei farmaci raccolti evidenzia che la distribuzione diretta, a differenza di quella farmaceutica territoriale, spesso è incontrollabile – spiega Arianna Capri, vicepresidente Federfarma Verona – in quanto viene meno il monitoraggio svolto in modo efficace dalle farmacie territoriali. Ci siamo purtroppo spesso ritrovati ad accogliere farmaci inutilizzati che appartengono al circuito della distribuzione diretta e questo ci ha fatto riflettere sul basso monitoraggio di tale consumo e dei relativi sprechi. Tutto ciò ci ha portato a considerare come tale fattore risulti limitante nelle valutazioni di aderenza alla terapia domiciliare del paziente cronico, che la farmacia sarà in grado di esercitare”.

“Federfarma Verona – ricorda Capri – è parte attiva anche in altri progetti di recupero e lotta agli sprechi nel mondo dei prodotti per la salute, sostenendo altresì il progetto ‘Rebus- Farmaci’ e sensibilizzando i propri utenti ad un consumo altamente ponderato mediante campagne informative sul corretto utilizzo dei farmaci stessi. Le recenti disposizioni della Regione Veneto hanno delineato un percorso formativo di presa in carico del paziente cronico da parte delle farmacie territoriali, che riconoscerà tale ambito di competenza relativamente alle principali patologie croniche (diabete, dislipidemie, ipertensione e patologie respiratorie) intervenendo proprio a livello dell'aderenza alle terapie prescritte”.

“Tra i pazienti che hanno goduto delle terapie gratuite con i farmaci recuperati evidenzio il caso di un giovane albanese di 17 anni curato per diversi mesi grazie a 10 confezioni di un prezioso ormone della crescita – dice Matteo Vanzan, coordinatore regionale Fondazione Banco Farmaceutico onlus -. A beneficiare della raccolta, tra gli altri, anche una ragazza della Nuova Guinea giunta da noi con l’intervento di due medici italiani per essere curata da una  grave patologia cardiaca, che dopo avere subito un delicato intervento chirurgico al cuore è in grado ora di portare a termine la terapia. Bastano questi due esempi per capire quanto sia gratificante per tutti l’impegno in un  progetto socio sanitario in grado davvero di salvare vite umane. Ricordo che solo la Caritas conta quasi 8.000 assistiti, il 35% dei quali è costituito da veronesi in gravi difficoltà economiche”.

Alla conferenza stampa odierna erano presenti Germano Montolli responsabile Assofarm Veneto e Massimo Martari presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Verona patrocinatore del progetto “Recupero farmaci validi non scaduti”.

I farmaci risultati in esubero al Cesaim rispetto alle esigenze del Centro sono stati donati all’Ospedale di San Bonifacio nella misura di 381 confezioni per un importo complessivo di 5.300 euro, si tratta di  farmaci analgesici, cardiovascolari, per l’osteoporosi e per il trattamento della demenza.

03 Ottobre 2017

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