Regione e Unione italiana ciechi rinnovano impegno per i diritti dei disabili visivi

Regione e Unione italiana ciechi rinnovano impegno per i diritti dei disabili visivi

Regione e Unione italiana ciechi rinnovano impegno per i diritti dei disabili visivi
L'accordo, per il quale la Regione ha stanziato 35.000 euro per il 2016, prevede un impegno comune a mettere a disposizione le proprie competenze, risorse intellettuali ed esperienze anche formative, e a reperire energie e risorse umane, con il coinvolgimento anche di altri soggetti pubblici e privati del terzo settore e del mondo culturale ed economico.

È stato firmato – in modalità elettronica – il nuovo accordo di collaborazione tra la Regione Toscana e il Consiglio regionale dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti finalizzato a realizzare attività che favoriscono l'integrazione, la tutela della condizione dei disabili visivi e la promozione dei loro diritti. Ad apporre la firma l'assessore a sociale, diritto alla salute e sport Stefania Saccardi e Antonio Quatraro, presidente del Consiglio regionale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

“L'accordo, per il quale la Regione ha stanziato 35.000 euro per il 2016, prevede un impegno comune a mettere a disposizione – per raggiungere l'obiettivo di tutela e sostegno della disabilità visiva – le proprie competenze, risorse intellettuali ed esperienze anche formative, e a reperire energie e risorse umane, con il coinvolgimento anche di altri soggetti pubblici e privati del terzo settore e del mondo culturale ed economico”, spiega la Regione in una nota.

“La Regione – afferma Saccardi – da tempo si è impegnata per favorire l'autonomia e l'integrazione sociale, scolastica e culturale dei non vedenti e per promuovere il superamento di ogni tipo di barriera che sia di ostacolo nello svolgimento della loro vita quotidiana. In questo percorso l'Unione italiana ciechi e ipovedenti ha sempre rappresentato per noi un punto di riferimento imprescindibile nella ricerca delle soluzioni più adeguate, grazie anche alla collaborazione con le nostre due strutture di eccellenza: la Scuola nazionale cani guida per ciechi con sede a Scandicci, che alleva e addestra cani che vengono richiesti e assegnati a non vedenti in tutta Italia, e la stamperia Braille, che trascrive in Braille tutti i testi scolastici per gli studenti non vedenti e produce didascalie, brochure e mappe tattili per garantire loro la fruizione di musei, luoghi pubblici, posti di lavoro, giardini. L'accordo odierno sancisce la prosecuzione di questa collaborazione preziosa e consolidata”.

Tra le attività previste dall'accordo figurano iniziative e campagne di comunicazione per sensibilizzare la società ai problemi delle persone con disabilità visiva, corsi di aggiornamento, qualificazione e riqualificazione professionale degli operatori, attività di consulenza e sperimentazione di ausili per non vedenti e di materiale didattico formativo accessibile, progettazione e realizzazione di percorsi innovativi relativi alla Scuola nazionale cani guida per ciechi e alla Stamperia Braille. Per quanto riguarda l'ausilio "cane guida", è prevista la collaborazione con la Scuola per aumentare, anche tramite acquisto da produttori privati, il numero dei cuccioli da inserire nei programmi di addestramento e/o riproduzione.

Sarà inoltre costituito un gruppo di coordinamento formato da rappresentanti designati dai due enti che si riunirà semestralmente per verificare l'attuazione e lo stato di avanzamento delle attività.

Per il presidente Quatraro “la firma dell'accordo è un'altra pagina della lunga storia di sinergia fra il pubblico ed il privato, iniziata alla fine degli anni 70, quando la Regione Toscana ha ereditato i compiti e il patrimonio dell'istituto dei ciechi Vittorio Emanuele II e, in parte, dell'Unione Italiana Ciechi. Con il passaggio delle competenze dal privato al pubblico si affermava il principio che determinati servizi rientrano fra i diritti fondamentali della persona e pertanto debbono essere garantiti dalla mano pubblica. Questo non significa che le associazioni spariscano o cessino di svolgere i loro compiti. Anzi: oggi, a 40 anni di distanza, abbiamo avuto la conferma che nessuno da solo può pensare di risolvere problemi complessi. Sono convinto che il modello toscano di gestione sociale di quasi tutti i servizi per i ciechi e per gli ipovedenti, meriterebbe di essere meglio conosciuto e soprattutto esteso ben oltre i nostri confini”.

09 Novembre 2016

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