Regioni pronte a restituire le deleghe allo Stato

Regioni pronte a restituire le deleghe allo Stato

Regioni pronte a restituire le deleghe allo Stato
“Confermiamo all’unanimità il giudizio fortemente negativo sulla manovra”, che è “insostenibile” e, nei fatti, si traduce in “tagli ai servizi fondamentali per cittadini e imprese”. Lo ha detto stamani Vasco Errani a margine della Conferenza delle Regioni, che annunciano di volere restituire allo Stato tutte le competenze (compresa la sanità) attribuite loro dal decreto legislativo 112 perché il Governo non offre le condizioni per esercitarle.

In particolare, per quanto riguarda la sanità, il presidente della Conferenza delle Regioni ha invitato il Governo ad aprire con le Regioni una “discussione sulla elaborazione dei costi standard che permetta di fare un ragionamento chiaro e serio”. Ma perché questo sia possibile, sottolinea Errani, “è necessario che il Governo approvi anzitutto i Lea, che giacciono da diversi mesi al ministero dell’Economia nonostante il parere positivo di Regioni e ministero della Salute. Così come – ha aggiunto Errani – devono essere approvati i Liveas, che con i Lea si incrociano e senza i quali è impossibile individuare correttamente i costi standard”.
Il presidente della Conferenza delle Regioni ha quindi ricordato che l’idea dei costi standard è stata elaborata dalle Regioni stesse: “Siamo convinti che siano un elemento fondamentale per governare la sanità”, ha spiegato aggiungendo che “le Regioni sono disponibili a costruire percorsi per promuovere l’efficienza del sistema, ma senza ridurre il Fsn. Ricordo che siamo tra i Paesi dell’Ocse che spendono meno in Sanità, e abbiamo grandi problemi di innovazione da gestire”.

Il presidente della Conferenza ha quindi spiegato che nei prossimi giorni ci sarà una convocazione straordinaria della Conferenza Stato-Regioni che al primo punto dell'ordine del giorno preveda un "Accordo per la restituizione allo Stato delle competenze regionali previste dal decreto legislativo 112". “L’insieme di tutte queste competenze – ha spiegato Errani – costano alle Regioni 3.186 milioni di euro, mentre il taglio che arriva dalla manovra è di 4.000 milioni di euro”. A queste condizioni, le Regioni sostengono di non poter governare e garantire ai cittadini i servizi, e quindi minacciano di rimettere nelle mani del Governo la responsabilità di gestire i tagli sul territorio.

E.M. – L.C.

24 Giugno 2010

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