Regioni: “Sanità, prima di tutto”. Innovazione, equità e sostenibilità al centro del bilancio 2025

Regioni: “Sanità, prima di tutto”. Innovazione, equità e sostenibilità al centro del bilancio 2025

Regioni: “Sanità, prima di tutto”. Innovazione, equità e sostenibilità al centro del bilancio 2025

La Conferenza delle Regioni ribadisce la priorità della sanità, puntando su innovazione digitale, equità territoriale e programmazione stabile. Via libera alla piattaforma nazionale di telemedicina e accordo sul riparto 2025 da oltre 136 miliardi, con nuovi criteri per aree interne e montane. Approvati piani su vaccini, salute mentale e cronicità, insieme a misure per aggiornare i LEA e ridurre le liste d’attesa.

“Sanità, prima di tutto”: con questo messaggio la Conferenza delle Regioni traccia il bilancio delle principali decisioni assunte negli ultimi mesi del 2025, sottolineando la centralità del sistema sanitario e la necessità di garantire innovazione, equità territoriale e stabilità finanziaria.

Sul fronte dell’innovazione, le Regioni ricordano il via libera in Conferenza Stato-Regioni alle risorse per la nuova piattaforma nazionale di telemedicina, gestita da Agenas e integrata con le infrastrutture regionali. Un passaggio definito strategico, accompagnato però dalla richiesta di risorse aggiuntive e di una chiara definizione dei fabbisogni, indispensabili – spiegano – per orientare efficacemente i progetti e accelerare l’evoluzione della sanità digitale.

In tema di equità, la Conferenza evidenzia l’accordo raggiunto sul riparto del Fondo sanitario nazionale 2025, pari a oltre 136 miliardi di euro. Confermati i criteri basati su popolazione, bisogni sanitari per età e indicatori sociali come povertà, istruzione e disoccupazione, si registra l’introduzione di un elemento innovativo: nella quota premiale entrano per la prima volta parametri legati a densità abitativa ed estensione territoriale, così da riconoscere il maggior costo dei servizi nelle aree interne e montane. “Una scelta che mira a ridurre gli squilibri e a garantire pari diritti di accesso alla salute”, sottolineano le Regioni.

Il 2025 si chiude anche con altre decisioni rilevanti: la proroga di un anno del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2023–2025, accompagnata dalle raccomandazioni regionali su calendario e risorse; l’approvazione del Piano nazionale per la Salute Mentale e del Piano nazionale per la cronicità; l’aggiornamento dei LEA e l’impegno congiunto per l’abbattimento delle liste d’attesa.

Manovra 2026: “Passi avanti, ma restano nodi aperti”

Sul versante finanziario, la Conferenza delle Regioni rileva che le criticità legate al contributo alla finanza pubblica 2025–2029 sono state in parte superate grazie alle modifiche introdotte nella legge di bilancio: riduzione del contributo 2026 e revisione della contabilizzazione del Fondo anticipazioni di liquidità, misure che — spiegano — hanno evitando impatti troppo pesanti sui bilanci regionali.

Le Regioni apprezzano inoltre l’incremento delle risorse per la sanità e il finanziamento stabile di 250 milioni annui per le borse di studio, insieme al Fondo regionale di protezione civile. Valutato positivamente anche il sostegno alla mobilità e i ristori per la perdita di gettito a favore delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome, essenziali per garantire i servizi di trasporto pubblico locale.

Rimane tuttavia una forte perplessità sull’inserimento della disciplina sui LEP all’interno della manovra, un elemento che la Conferenza considera “critico” e che richiederà un confronto approfondito.

Contratti pubblici: una stagione chiusa, un’altra già avviata

La Conferenza delle Regioni ricorda infine che nel 2025 si è completata la stagione dei rinnovi contrattuali 2022–2024 per sanità, funzioni locali e comparto forestale. “Un risultato importante per centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori”, che ha rafforzato tutele e riconoscimenti economici e contribuito a rendere più attrattivo il lavoro pubblico nei territori.

Sono già in preparazione gli atti di indirizzo per la nuova tornata contrattuale. L’obiettivo dichiarato è allineare tempi di trattativa e durata dei contratti, così da favorire stabilità per il personale e una programmazione più efficace per le amministrazioni regionali.

08 Gennaio 2026

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