Rems. In Liguria protocollo Regione-Uffici giudiziari per interventi più appropriati

Rems. In Liguria protocollo Regione-Uffici giudiziari per interventi più appropriati

Rems. In Liguria protocollo Regione-Uffici giudiziari per interventi più appropriati
Emessa la disposizione del magistrato rispetto all’incompatibilità del soggetto autore di reato con la detenzione in carcere, verrà consultata l’Unità funzionale di Psichiatria forense, presente in tutte le Asl, per valutare la possibilità di inserimento in una comunità terapeutica oppure la necessità di destinazione alla Rems. Viale: “Garantiremo uniformità di valutazione e di intervento”.

Garantire da un lato una sempre maggiore appropriatezza degli interventi terapeutici e quindi degli ingressi nella Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) degli autori di reato con patologie psichiatriche e, dall’altro, una maggiore uniformità su tutto il territorio nella valutazione clinica di questi soggetti, grazie all’adozione di un unico modello di “quesito peritale”. Con questi obiettivi Regione Liguria e gli Uffici Giudiziari del capoluogo ligure hanno sottoscritto un accordo che sarà presto adottato anche dagli Uffici Giudiziari delle altre province in vista dell’approvazione di una specifica delibera di Giunta.

“Questo documento – afferma in una nota la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria, Sonia Viale – è frutto di un lungo e positivo lavoro di confronto e integrazione tra i rappresentanti della magistratura e gli specialisti del sistema sanitario per individuare linee guida comuni e rafforzare le attività degli specialisti delle Unità Funzionali di psichiatria forense di ciascuna Asl. L’adozione, poi, di un unico “quesito peritale”, che verrà utilizzato in modo omogeneo su tutto il territorio ligure per l’individuazione del progetto terapeutico più idoneo, garantirà anche una uniformità di valutazione e di intervento sanitario e quindi una maggiore appropriatezza dei ricoveri nella Rems, da scegliere come estrema ratio”.

Nell’ambito dell’accordo, viene rafforzato il ruolo delle Unità Funzionali di Psichiatria Forense, presenti in tutte le Asl e deputate a svolgere un ruolo di interfaccia tra i due sistemi, giudiziario e sanitario, mantenendo costanti contatti con i periti del Tribunale alla definizione dei percorsi terapeutico-riabilitativi più idonei. In sostanza, emessa la disposizione del magistrato competente rispetto all’incompatibilità del soggetto autore di reato con la detenzione in carcere, verrà consultata l’Unità funzionale di Psichiatria forense: saranno quindi gli specialisti – e non il magistrato autonomamente – a valutare la possibilità di inserimento in una comunità terapeutica oppure la necessità di destinazione alla Rems.

“Con la firma dell’accordo – si legge sulla nota reigonale – , Regione e Uffici Giudiziari, condividendo la necessità di una sempre più ampia collaborazione istituzionale in relazione ai provvedimenti da adottare nei confronti degli autori di reato con patologie psichiatriche, convengono sull’esigenza che l’emanazione di quei provvedimenti possa essere accompagnata, per garantirne l’efficacia, da intese con i servizi sanitari territoriali competenti, condividono le “linee di indirizzo per la definizione delle attività in carico alle Unità Funzionali di Psichiatria Forense” presenti in tutte le Asl, con la definizione di un unico modello di ‘quesito peritale’ per uniformare le azioni e facilitare la collaborazione tra gli uffici giudiziari e i servizi sanitari”.

Questo accordo segue quello siglato il 25 settembre scorso per rafforzare le misure di sicurezza non solo a livello perimetrale, come previsto dalla legge, ma anche all’interno della struttura grazie ad una sempre maggiore collaborazione tra il personale sanitario e le forze dell’ordine.

14 Novembre 2018

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